Calderoli ministro? Perché no?

La Libia si è scagliata contro l’ipotesi che Roberto Calderoli torni ad essere ministro della Repubblica, paventando conseguenza catastrofiche. La Lega Araba le ha fatto pacatamente eco (nello stesso articolo Renato Schifani, neoeletto presidente del Senato, richiama a rispettare la Costituzione…fa un certo effetto, visto che Schifani si è battuto affinché venisse ignorata)

Abbiamo capito che la scelta di un ministro è una questione interna, aggiunge Massimo D’Alema, che finalmente sembra avere fatto coming out e quasi quasi dimostra con i fatti e non più solo con le parole di essere dalla parte di Berlusconi.

Quindi, Calderoli ministro? Perché no?

Perché no. Tralasciamo l’episodio delle magliette, un momento vomitevole di per sé, che per fortuna portò alle sue dimissioni, e tralasciamo anche il fatto che con quella sua finezza ha portato alla morte di undici persone (undici Bingo Bongo scimmie cammelliere, per dirlo con il suo vocabolario).

Non dimentichiamo che Calderoli è famoso per ben altre prodezze: come ci ricorda Wikipedia, ha reiterate volte insultato gli omosessuali, che in occasione della vittoria ha esaltato la purezza sanguigna della compagine italica, ricordando che la Francia ha perso perché aveva schierato «negri, musulmani e comunisti» (e i mondiali del 1998? e gli europei 2000? Li aveva vinti schierando Asterix e Obelix?).

Vabbé, che Calderoli insulti i napoletani, è cosa abbastanza normale (qualcuno dovrà pur farlo, visto che Bossi è talmente coerente con le sue idee da cantare allegramente canzoni napoletane); e che chiami Bingo Bongo gli immigrati, ritenendo che essi siano più vicini alle scimmie che agli esseri umani, mi pare una logica conseguenza del fatto che uno non sappia esattamente cosa siano gli esseri umani. Mi è venuto in mente il maiale-day, chissà perché?

Calderoli e l’Europa? Aveva detto che la Lega Nord avrebbe portato a Bruxelles, «popolo di pedofili», un po’ di «saggezza della croce» (ma non era celtico, lui?). E infatti abbiamo visto quanta saggezza hanno portato. Un’altra figura di merda per noi italiani, grazie a questa gentaglia.

E il Calderoli statista? Un mito: Calderoli è l’uomo che ha scritto il Porcellum, la legge elettorale che non ha dato stabilità al Paese, ma solo instabilità all’opposizione tornata al Governo. Un effetto voluto, suppongo, anche perché lui stesso l’ha definita “una porcata”. Visto che l’opposizione è avanti, perché lasciarla governare? La legge elettorale di Calderoli è la ciliegina sulla torta di una campagna denigratoria nei confronti della parte opposta, che dapprima, con Berlusconi, ha rifiutato il risultato delle urne, e che poi l’ha attaccata sui media, erodendone il consenso (a mio avviso in modo ingiusto, visto che le finanze pubbliche sono state parzialmente risanate, ma stranamente nessuno -neanché il centrosinistra, per carità- ha fatto in modo da fare grancassa con questo risultato).

Adesso abbiamo questo prossimo governo e dobbiamo tenercelo. Ma Calderoli ministro, contrariamente a quanto dice D’Alema, non è una questione interna, bensì un problema interno.

E questo a prescindere da quello che dicono gli arabi. Calderoli ministro porterà a conseguenze catastrofiche, ma non per le ragioni che dice Gheddafi.

Da ministro, Calderoli dovrà giurare sulla Costituzione della Repubblica italiana, una Costituzione che con le sue “intemperanze verbali” ha trasformato in carta igienica (a partire dagli articoli 2, 3, 8 e 12, i principi fondamentali, mica bruscolini). Quando lo vedrò giurare, sperando non lo faccia, non potrò pensare ad altro che a una menzogna vivente. Per non dire di peggio.

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