Zuckerberg conferma: sei un idiota, stacci (su Facebook)

Nel post precedente dicevo che Facebook sta tentando (a parole) di fare due cose incompatibili tra loro: migliorare il mondo mettendo in connessione le persone (fisiche e giuridiche) e fare un sacco di soldi.

In un’intervista a Vox Mark Zuckerberg dice un paio di cose meravigliose, che confermano l’idea che il capo di Facebook consideri gran parte del resto dell’umanità un branco di idioti (parole sue, come sappiamo).

La prima è una candida ammissione del fatto che Facebook non funziona, e che serviranno anni prima di risolvere tutte i problemi del social network.

Ma allora perché dovremmo usare un servizio che non funziona, per sua stessa ammissione?

Perché Zuckerberg sa che non c’è alternativa: su quell’altro social network semisconosciuto non ci sono le foto in bikini delle amiche di tua moglie, capish?

L’altra cosa meravigliosa è un capolavoro di perversione che sottolinea la genialità malvagia di Zuckerberg nella sua semplicità.

Facebook, Cambridge Analytica e le anatre

Nella programmazione informatica c’è uno stile che si chiama duck-typing, un concetto che si rifà a questa idea: se cammina come un’anatra, nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, molto probabilmente è un’anatra. In programmazione questo significa che tu scrivi il tuo programma per computer senza preoccuparti in anticipo degli errori: se il programma fa…

Non vada al governo un partito che non esiste (ancora)

Avevo iniziato a scrivere questo post quattro giorni fa, ma, per fortuna, quanto auspicato qui sotto si è già realizzato per un terzo, con il PD che sembra deciso a starsene all’opposizione. Pubblico ugualmente il post perché restano comunque gli altri due terzi da realizzare: impedire alla generazione (e sub-generazione ) di post-comunisti e post-margheriti…