Un saluto al nostro nuovo direttore e un nuovo scoop

Da Il Giornale in edicola il 18 brumaio di un certo anno:

Vorrei innanzitutto esprimere tutta la mia felicità per il ritorno di Vittorio Feltri nella redazione del nostro amato Giornale. Senza nulla togliere a Mario Giordano, ma, insomma, negli ultimi tempi ci stavamo davvero rammollendo: il Giornale, vista la crisi autoritaria che sta vivendo il nostro Paese (qui c’è addirittura qualcuno che invoca la democrazia), che secondo alcuni è il 24 luglio di Silvio Berlusconi (illusi), aveva bisogno di un picchiatore, di qualcuno che si sporcasse le mani dicendo le cazzate che il nostro amato padrone, cioè, volevo dire fratello del padrone, non può dire per non attirare l’ira dei vescovi, anche se vorrebbe tanto dar loro dei “COMUNISTI!”.

Ma veniamo dunque allo scoop del giorno: siamo riusciti a rintracciare l’autrice della querela che ha messo nei guai Dino Boffo, il quale, lo ricordiamo, aveva molestato una signora il cui marito aveva una tresca OMOSESSUALE con lo stesso Boffo. Siamo riusciti a rintracciare la signora grazie a un sacchetto che qualcuno aveva messo davanti alla porta di casa mia, il quale purtroppo è finito accidentalmente in fiamme (e sotto il sacchetto suppongo ci fosse della cacca lasciata da qualche cane, visto che me la sono ritrovata tutta sulle mie scarpe di pelle di negro albino).

Dunque una traccia attendibilissima: ebbene, la signora in questione era la moglie di Antonio Di Pietro. Avete capito bene: il leader dell’Italia dei Valori, già attenzionato dai servizi segreti deviati per essere un oppositore (e secondo una fonte anonima, un terrorista islamico), avrebbe avuto (o forse sarebbe il caso di dire ha?) una tresca omosessuale con il direttore de L’Avvenire.

Questo era probabilmente il tassello che mancava in questo quadro torbido: Di Pietro, approfittando della tresca con il Boffo, è riuscito ad influenzare l’opinione dei VESCOVI circa i presunti (e falsi) scandali sessuali in cui è stato coinvolto il premier, facendo moral suasion affinché il quotidiano dei vescovi attaccasse il premier, mentre intanto la moglie di Di Pietro, anch’ella parte del gioco, partecipava a riunioni segrete di MASSONI nei sotterranei del loft del Partito Democratico, durante le quali si facevano sacrifici umani, si beveva birra e si giocava a ping pong, alla presenza non solo dei leader del PD, ma anche dei direttori delle riviste del gruppo L’Espresso, e soprattutto dei direttori dei giornali stranieri (siamo riusciti a immortalare il direttore del Financial Times mentre beveva sangue come un vampiro… beh, in effetti poteva anche essere sangria… o forse vino… insomma, era buio… almeno credo fosse il direttore di FT, vabbé, decida Feltri se pubblicare questo particolare).

E insomma, durante tali riunioni, si decideva il complotto ai danni del salvatore del mondo. Ecco dunque che finalmente tutto quadra: in questa turpe e fangosa storia c’è tutto, i COMUNISTI, i MASSONI, gli OMOSESSUALI e i VESCOVI, i maggiori nemici di Silvio Berlusconi, tutti insieme in un grande complotto volto a farlo cadere. E a uccidere o imprigionare tutti coloro che lo sostengono, quindi anche tu che mi stai leggendo potresti fare una brutta fine se questa gente riuscisse ad andare al potere. Pensaci. Ricorda com’è andata con STALIN.

Questa settimana su Panorama niente di nuovo, solo 180 pagine di donne nude; oggi a Studio Aperto il saluto di Mario Giordano [questa è vera, ndT]; ma è su Chi la succosa di questa settimana: in un fotomontaggio mostriamo Beppe Grillo e Di Pietro in costume su una spiaggia del Kenya. Forse sono anche loro omosessuali? E perché la polizia non li attenziona per bene? Magari a manganellate?

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