[Economics for dummies] Scenari di debito pubblico

Avviso: è un pippone bello ma lungo :)

Qualche giorno fa parlavo del 1996, delle manovre sul bilancio che ci permisero di entrare nell’euro e sulla necessità di tenere alta la guardia sul debito pubblico stesso. Ieri Mandell ricordava che l’Italia è una minaccia maggiore rispetto alla Grecia, proprio per via del debito pubblico, mentre oggi Giavazzi (che, tra l’altro, ha curato il Blanchard su cui ho studiato macroeconomia e di cui parlavo la volta scorsa) ricorda sul Corriere che il problema (per la Grecia, e a maggior ragione per l’Italia) non è tanto il debito, quanto la mancanza di crescita: non è una cosa difficile da capire, non ci vuole un Ph.D. per comprendere che se non guadagni abbastanza i debiti non li puoi pagare.

Oggi, quindi, voglio mostrare, come sempre nel modo più semplice possibile, quanto questo sia vero. Ho quindi simulato, con un foglio di calcolo, vari scenari sull’andamento del debito pubblico italiano nei prossimi decenni, considerando diversi livelli di crescita e di avanzi primari (con tassi e inflazione costanti). Poco più di un giochino, dunque, che però mostra quanto la situazione italiana sia delicata. Ho usato un foglio di calcolo molto semplice, ho controllato le formule un paio di volte, ma lo lascio comunque a disposizione qui, per permettere a chi volesse una verifica1 e anche per “giocarci” autonomamente (magari combinando scenari diversi, rendendolo più “realistico”). Basta scaricarlo nel formato preferito (Menu File → Scarica).

Ho effettuato due tipi di simulazioni: in un primo caso considero l’andamento del debito pubblico in base a una data crescita del PIL e a un dato (dis)avanzo primario (ovvero la differenza fra uscite e entrate al netto delle spese per gli interessi, in percentuale del PIL); nel secondo ipotizzo che l’Italia riesca a rimanere entro i limiti del Patto di Stabilità e Crescita, ovvero che limiti il disavanzo totale al 3%. Notate la differenza fra primario e totale (quest’ultimo essendo disavanzo primario più la spesa per interessi): servono quindi due formule leggermente diverse.

La formula base, relativa al primo tipo è:

Dove B è il debito, Y è il PIL, r sono i tassi di interesse reali, g è la crescita del PIL, G è la spesa pubblica e T sono le tasse. Il secondo addendo è il disavanzo primario (che in caso di avanzo è negativo, essendo T maggiore di G).

Si può facilmente2 ricavare dalla formula precedente un’altra che comprenda anche la spesa per gli interessi, e quindi il disavanzo totale. Essa è:

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  1. Devo dire che dopo un po’ stavo per entrare in zona rincogl**nimento :) []
  2. Non lo faccio qui per non dilungarmi troppo, se volete la tratterò in un articolo ad hoc []