Gioco il jolly

Ad Annozero c’è stato un battibecco fra il PD-catto-quasi-fascom-boh Matteo Renzi e dico-cagate-che-non-sbaglio-mai-perché-son-fascista Giovanni Donzelli (che ormai è ospite fisso1 ).

Donzelli s’era preparato per bene la lezione: il suo compito, studiato a memoria, era dire che Renzi, da presidente della provincia, aveva speso mille volte più dell’amministrazione precedente (il nostro gggiovane Donzelli aveva usato il metodo Studio Aperto, ovvero addizionava mele con pere moltiplicando per ananas).

Renzi2 s’è messo a spiegare un po’ le cose, ammettendo e precisando, poi è andato al contrattacco: con sicuri riferimenti legislativi, questi faceva notare che la Provincia, pur contraendo le entrate, s’è dovuta surrogare agli impegni del governo Berlusconi (ministro Moratti) per l’edilizia scolastica. Insomma, il governo Berlusconi-Moratti non metteva a posto le scuole e Renzi rispondeva a Donzelli: tu mi accusi di sprechi, ma noi, pur abbassando le tasse, abbiamo messo a posto le scuole.

Donzelli, evidentemente in difficoltà, ha applicato ancora il metodo Studio Aperto, facendo quella fatidica domanda: «E quando c’era il governo Prodi?».

Ormai la carta “governo Prodi” è diventato il jolly dei destrorsi senza più argomenti (un po’ come Tommaso Padoa Schioppa, che torna nel vocabolario della destra ogni volta che si parla di tasse). Questo solo a ricordare la pienezza ideologica di certi personaggi della destra.

Eppure non è difficile rispondere a questa posizione: basta ricordare che in soli due anni non si poteva SIA tentare di applicare il programma di governo SIA demolire i mostri legislativi di cinque anni di governo Berlusconi.

È come se gli errori dei governi precedenti ricadessero su quelli successivi, il che è palesemente ridicolo. Bisognerebbe ricordarlo a certi destrorsi privi di idee.

Se questo è il futuro della destra, sono messi bene: più seguo i blog della destra, e meno trovo qualcosa di concreto, oltre ad attacchi gratuiti agli avversari scopiazzando Il Giornale.

D’altro canto, cosa ci si può aspettare da una parte politica il cui think tank è guidato da Gaetano Quagliariello?


  1. Il suo sito non lo linko perché è in asp. []
  2. Che sia chiaro non mi piace, ma lo conosco troppo poco, m’informerò. []