Zuckerberg conferma: sei un idiota, stacci (su Facebook)

Nel post precedente dicevo che Facebook sta tentando (a parole) di fare due cose incompatibili tra loro: migliorare il mondo mettendo in connessione le persone (fisiche e giuridiche) e fare un sacco di soldi. In un’intervista a Vox Mark Zuckerberg dice un paio di cose meravigliose, che confermano l’idea che il capo di Facebook consideri…

Facebook, Cambridge Analytica e le anatre

Nella programmazione informatica c’è uno stile che si chiama duck-typing, un concetto che si rifà a questa idea: se cammina come un’anatra, nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, molto probabilmente è un’anatra. In programmazione questo significa che tu scrivi il tuo programma per computer senza preoccuparti in anticipo degli errori: se il programma fa…

Pietre miliari del giornalismo italiano /46

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione. Alessandro Cori (Repubblica, edizione di Bologna) colpisce ancora. Ve lo ricordate l’articolo che insultava i pilastri della professione? Anche stavolta è accaduto qualcosa di simile (tralasciamo i problemi puramente stilistici: capisco che scrivere sempre di nera è un po’ frustrante e si cerca di variare per tenere vivo l’umore). Fabio,…

#iranelection

Quel che accade in Iran dovrebbe essere noto. Ci sono state delle elezioni (che ho seguito brevemente con il mio account Twitter), che in un primo momento avevano portato il riformista Mir Hossein Moussavi a cantare vittoria, anche perché i sondaggi della vigilia non prevedevano una vittoria del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, bensì al minimo…

L’emendamento D’Alia è scomparso stanotte

Ne dà il felice annuncio Roberto Cassinelli, che nel corso dei lavori notturni si è visto approvare un emendamento di 24 caratteri che sopprime senza se e senza ma l’emendamento D’Alia. Per chi non lo ricordasse, l’emendamento D’Alia (di cui avevo parlato tempo fa) avrebbe dato al Governo la possibilità di limitare la libertà di…

Terremoto a l’Aquila, e il TG1 diventa duepuntozero

Susanna Petruni, anchorwoman del tg delle 13:30, annunciava quasi con orgoglio che i primi a dare l’allarme del terremoto a L’Aquila sono stati i radioamatori. Immagino il travaglio in redazione: la Petruni, mentre preparava la scaletta, si accorgeva di non riuscire a leggere Twitter1 e rimbrottava i colleghi. «Ma che cacchio è sta roba? Tvitter,…