Radicali passi falsi

Bronze Marcus Aurelius Louvre Br45

Leggo questa dichiarazione di Marco Pannella, che in soldoni significa che il leader radicale potrebbe invitare i “suoi” parlamentari, eletti nelle file del PD, a votare la fiducia a Berlusconi.

Per la peggior politica, si tratta di un passo ineccepibile: passo con te così ho potere di ricatto su di te (se avete letto le pillole, sapete che si tratta di uno dei fili rossi che tennero insieme la cosiddetta Prima Repubblica1 ).

Il punto è: vale la pena di diventare come ogni altro partitaccio per fare la stampella di un governo che ha più volte dimostrato di essere agli antipodi dei valori espressi (almeno a parole) dai radicali (tre a caso: aborto, eutanasia e diritti GLBT)? Senza considerare che su molti (se non tutti gli) argomenti dell’agenda radicale questo governo reazionario potrà contare sui voti del centro e di parte del PD.

Quale sarebbe il guadagno politico per le battaglie portate avanti dai radicali? Credo nessuno: l’unico guadagno che ci vedo è quello “partitocratico” (soldi e poltrone, specie per Pannella, buttato fuori dal PD per limiti d’età).

Purtroppo per Pannella, considerando i radicali che ho avuto l’onore di conoscere, il suo elettorato ha più cervello rispetto a quello di altri partiti, e una mossa così non la manderanno giù facilmente.

Dal canto mio non ho mai votato per i radicali e questa uscita non fa che confermare la bontà della mia decisione (passata e quindi futura).

  1. Continuo a non vedere una Seconda Repubblica, e più studio la storia d’Italia e più mi rendo conto d’aver ragione. []
Se l’articolo ti è piaciuto, puoi incoraggiarmi a scrivere ancora con una donazione, anche piccolissima. Grazie mille in ogni caso per essere arrivato fin quaggiù! Dona con Paypal oppure con Bitcoin (3HwQa8da3UAkidJJsLRfWNTDSncvMHbZt9).

2 Comments

  1. Mah non mi pare che il tuo commento ci azzecchi molto con le dichiarazioni di Pannella. Mi sembra che tu non le abbia capite e le abbia piuttosto usate per confermare un tuo pregiudizio. Pannella ha detto qualcosa che ha sempre detto e che è assolutamente coerente con l’impostazione radicale: “ribadisco che quando ci si riconosce carattere e dignita’ di interlocutore politico, che sia Bersani, Berlusconi, Bossi o Di Pietro, noi lo riteniamo non solamente utile ma anche necessario.” Stimo Pannella perchè continua ad avere fiducia nel suo elettorato e a credere che questi lo capirà, ma onestamente io non ce l’ho tale fiducia. Gli italiani non ascoltano e non riflettono, si dividono solo pro o contro Berlusconi come dei pecoroni, e di fronte a qualcuno che come Pannella per coerenza con le proprie idee, principi e storia, si trovi a dialogare e a cercare di fare politica ora con un alleato ora con un altro, spaziando fra partiti anche molto doversi, ma restando fedele alla propria proposta politica di sempre, vanno semplicemente in tilt, non capiscono un’acca e sanno solo blaterare di radicali inaffidabili, radicali venduti, radicali ipocriti, radicali uguali a tutti gli altri. In verità sono questi elettori che di qua e di là sono tutti ugualmente rimba.. Se uno esula dal loro piccolo schema mentale cercano di reincasellarceo a forza.

    1. A occhio non sono l’unico (radicali compresi) ad avere interpretato con questa chiave di lettura. Poi io mi auguro che Pannella abbia solo voluto fare una provocazione diretta al PD, come ho detto sopra.

Comments are closed.