Rivolte a Milano e puntini sulle i

La storia la trovate qui. Mi limito a osservare a caldo (e a sonno) qualche cosetta.

  1. Anche gli italiani si ammazzano per futili motivi;
  2. Gli italiani non generano rivolte perché non sono (ancora) disperati e perché (ancora) sentono che questa è casa propria;
  3. Gli immigrati, trattati come appestati criminali oggi più che mai, sono disperati;
  4. Se poi non li tratti con rispetto, non vedo perché, a lungo andare, dovrebbero rispettare te. Se sentissero Milano come casa propria (e noi non li aiutiamo a farlo), non rovescerebbero automobili;
  5. la Lega Nord ha fatto di questa politica dell’emarginazione il proprio grido di battaglia.

Gli immigrati servono: la Lega può perdere serenamente il consenso (e i quattrini) di quei poveri imprenditori che li usano come manodopera a basso costo?

È tutta propaganda, condita qua e là da qualche provvedimento fra il criminale e il grottesco (tipo i divieti di kebab e cose così). Intanto questi poveracci fungono da capri espiatori, per far dimenticare altri problemi ben più grossi, come gli ebrei ai tempi del caro vecchio sempreverde Adolf Hitler (potrà sembrare una reductio ad Hitlerum, ma fa nulla: la storia è piena di politici che distolgono l’attenzione dai problemi veri in vari modi, da oppositori politici spauracchio o da giochi gladiatori al Colosseo, ne va della propria sopravvivenza).

Ma queste misure servono? Ha portato a qualche risultato prendersela sempre con gli immigrati? Le città dove governa (o partecipa alla maggioranza) la Lega Nord sono tutte pulite, ordinate, senza rivolte?

Prendiamo una città a caso, governata da un’amministrazione di centrodestra dal 1993, con in passato un sindaco addirittura appartenente al Carroccio; questa città si trova in una Regione governata dal 1994 dal centrodestra (e anche qui uno dei governatori apparteneva proprio alla Lega Nord); infine, questa Regione si trova in un Paese dove la Lega Nord è ago della bilancia dal 2001, con un alto potere di ricatto verso un premier che ha interesse solo a salvarsi dalla galera, e che è disposto a mettere sul piatto qualunque cosa pur di non andare dietro le sbarre.

Il Paese è l’Italia, la Regione è la Lombardia, la città è Milano (e non è neppure granché pulita).1

Mi pare ovvio che la Lega Nord non funzioni, è presente da decenni ovunque e non ha risolto il benché minimo problema (a parte quelli di coloro che cercavano una poltrona, tipo il pluribocciato – e pertanto specchio dell’elettore medio leghista – Trota, figlio di Bossi, candidato e probabilissimo eletto alla Regione Lombardia); è evidente che non è così che si combattono i criminali immigrati (che poi figuriamoci, non si combattono nemmeno quelli italiani…), e che ormai questo partito di analfabeti è buono solo a rubare come la cara, vecchia Roma ladrona (anche questi fascistelli in camicia verde celebrano il caro vecchio Bottino Craxi, dopotutto).

Prima i cinesi a Milano, poi Rosarno, poi gli africani ancora a Milano… ormai la domanda è “dove sarà la prossima rivolta?”. Con degli incapaci al governo (e i leghisti lo sono), che ci sia una prossima rivolta di immigrati è l’unica sicurezza.

  1. Suvvia, non tiratemi fuori la Provincia, che è un ente barzelletta, specialmente in una provincia praticamente occupata da una sola città; né il governo Prodi, che faceva fatica pure a fissare i turni per andare al gabinetto durante il Consiglio dei Ministri… []
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