L’Olandese bidomenicale [riassunti del 2013-03-24]

(Recuperiamo le ultime due settimane, visto che domenica scorsa ero KO causa influenza)

Italia. Bersani tenta la missione suicida di formare un governo con chissà chi. C’è il PdL, ma significherebbe resuscitarlo, visto che Alfano pare in evidente stato confusionale, mentre B. non riesce a riempire mezza piazza se non pagando in panini i manifestanti. Il M5S dovrebbe capirlo, si può dare la zampata finale per mettere fuori gioco B., ma al Semplice Doge Grillo importa nulla dell’Italia, lui vuole il 100%, anche se non ha la più pallida idea di come ottenerlo. Il Doge è tutto tattica e niente strategia, basti vedere come il partito si sia squagliato con l’elezione di Grasso. Intanto continuano le megafiguremmé dei vari portavoce, consulenti, Byoblu, Rocchetta, Ulivetto. Lo sapevamo che i grillini hanno poche idee, ma confuse, ma Crimi, portavoce dei cittadini al Senato, ha dimostrato in un’intervista al Fatto di essere lucido come un pugile riempito di sberle. Una per tutti: dopo averci stracciato le scatole con quell’idiozia della decrescita (che non è mai felice), Crimi davanti alle telecamere si mette a parlare di quanto ci serva la crescita.

Europa. I tedeschi sono talmente in campagna elettorale che sembrano italiani. Giornali (come la FAZ) e istituzioni (come la BundesBank) ci hanno preso gusto a dire scemenze basandosi su dati falsi. State attenti che a settembre, nelle ultime settimane di campagna elettorale, i politici tedeschi potrebbero essere così fuori di testa da arrivare a chiedere ai Paesi in crisi di salvare i poveri tedeschi. Come se non avessero la loro parte di colpa nella crisi europea. (Parte, non tutta la colpa, chiaro?). Peccato, perché qualche spiraglio si stava pure aprendo. Ah, attenzione quando vi parlano di uscire dall’euro.

Cipro. L’ARGOMENTO economico della settimana. Avevo riassunto un po’ di cosette nel Termometro Politico di lunedì scorso, poi ho ricapitolato la situazione ad uso anche degli imbecilli. Long story short: la Troika, in questo caso, non c’entra niente. E ve lo dice uno che non è un simpatizzante della Troika in salsa tedesca. Cipro vuole che gli europei salvino i conti della mafia russa (per l’Italia, per la cronaca, significa perdere sui 4 miliardi, ovvero il gettito dell’IMU sulla prima casa).

Poi, per chi volesse approfondire il caos, di seguito la cronistoria (bonus track: se non avete capito quanto sono grossi i guai per Cipro, consiglio fortemente questo pezzo):

  1. 16 marzo: Cipro è salva (piano A);
  2. 17 marzo: l’Europa, però, accetta una mostruosità, cioè tassare i piccoli risparmiatori;
  3. 18 marzo: l’Europa si accorge della stro*****, e chiede a Cipro di non tassare i piccoli risparmiatori.
  4. 19 marzo: da qui in poi è tutta colpa di Cipro, che si mette a trattare coi russi (piano B), respingendo il salvataggio;
  5. 20 marzo: la BCE si prepara a staccare la spina alle bance cipriote; intanto scoppia il caso Slovenia;
  6. 21 marzo: i russi non ci stanno;
  7. 22 marzo: si tenta di far passare lo stesso il piano B, ma è una proposta ridicola, e la Troika s’incazza; Cipro approva il controllo dei capitali: per la prima volta un euro a Cipro è diverso da un euro altrove nell’Eurozona;
  8. 23 marzo: Cipro continua a prendere tempo; in serata arriva l’annuncio di un accordo sul prelievo forzoso, ma le trattative continuano.
  9. 24 marzo: …seguitemi su Twitter e Facebook per gli aggiornamenti, no? 😛

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2 Comments

  1. Se non ho capito male i conti sotto i 100.000 euro sono garantiti mentre a quelli superiori e` previsto un furto del 25%. Ho letto da qualche parte che qualcuno in Germania avrebbe ipotizzato lo stesso scenario in Italia, un prelievo del 15% per portare i conti sotto controllo. Per quanto assurda la cosa sarei favorevole, in fin dei conti quel debito e` di tutti e prima o poi lo dobbiamo pagare, direttamente o per vie traverse. Se non ricordo male solo l’interesse sul debito ogni anno e` di circa 80 miliardi di euro. In queste condizioni piu` che un furto sarebbe un investimento. Purtroppo ci sarebbero delle forti ripercussioni sui consumi che tutto il resto che renderebbero in parte vano lo sforzo.

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