Vendere iFridge agli Eschimesi

Steve Jobs Headshot 2010-CROP

Non sono un fan di Apple, ma, come già accaduto in passato, quando la radio stamani mi ha svegliato con la notizia, ho provato sincero dispiacere.

Steve Jobs era un genio, non tanto del design, visto che i prodotti di Apple non sono stati quasi mai qualcosa di veramente nuovo, di non visto o immaginato, quanto del marketing. Aveva un intuito fuori dal comune nel comprendere quali fossero i bisogni del mercato.

La vera eredità di Jobs è contenuta nello stracitato discorso alla Stanford University, specie quando intima di vivere la propria vita, non quella degli altri, di respingere i dogmi e di seguire il proprio intuito, il proprio cuore, i propri sogni. Ed in effetti è grazie a questa semplice filosofia che Jobs ha potuto fare ciò che ha fatto, è con queste parole che è nato ogni Mac, iPod, iPhone, iPad, e, soprattutto, è con questa filosofia che quei prodotti sono stati presentati al mondo e li ha resi un successo di vendite. Altri prodotti simili, addirittura precedenti, non hanno avuto il medesimo successo proprio per questa semplice, ma poco riproducibile (anche dalla stessa Apple) ragione: c’erano ricerche di mercato, di tecnologie, di design, ma non c’era dietro di essi una mente che avesse affinato il proprio intuito come aveva fatto Steve Jobs.

Non esiste essere umano che possieda la Verità, non esiste parola che non debba essere sottoposta a rigoroso processo nella propria mente. Sfortunatamente non sono abbastanza le persone che vivono questa filosofia e sono disposte a mettere in discussione tutto. Curiosamente, però, questo fatto ha creato la fortuna di Apple, poiché Jobs, per vendere i propri prodotti (molto sopravvalutati, a mio modesto avviso, specie per la sua esagerata chiusura) faceva leva più che sulla ragione, sui sentimenti dei suoi acquirenti, creando quasi una religione fondata sul dogma “Ciò che fa Apple è bello, nuovo, utile e cambierà il mondo”. Jobs contraddiva sé stesso per restare coerente con sé stesso: la sua filosofia basata sull’intuito respingeva i dogmi, ma il suo intuito gli ha suggerito di fidelizzare i clienti creando dei dogmi. Era un uomo votato al successo fino a diventare spietato, non badava al bene dell’umanità, e infatti quando tornò in Apple fece fuori tutti i programmi di filantropia.

Non sono un fan di Apple. Da lui non avrei comprato un calzino bucato, ma sarebbe riuscito a venderlo lo stesso a qualcun altro.

E non c’è dubbio che l’abbia fatto.

Photo credits | Matt Yohe (talk) (Transfered byfetchcomms/Original uploaded by Matt Yohe) [CC-BY-SA-3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

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5 Comments

  1. Non sono un fan di Apple ma, anche avendoci a che fare per lavoro, non posso non riconoscere la genialità di Jobs: se hai a disposizione un Mac per un fine settimana, arriverai alla domenica sera che lo vorrai acquistare (probabilmente anche prima). Jobs ha avuto il merito di alcune idee sensazionali (la GUI in primis, ma anche – e ne dico solo una che a me piace “dabbestia” – il connettore di alimentazione dei portatili che è magnetico, così se passa qualcuno ed inciampa nel cavo non ti tira per terra il MacBook) e di saper cavalcare il mercato. Ha dato alla gente le proprie invenzioni con il contagocce (basti pensare alle varie versioni dell’iPhone), dimostrando di essere un ottimo AD; per questo non lo vedo come un benefattore dell’umanità, quale adesso appare da moltissimi siti e moltissimi fan (probabilmente quelli che passavano la notte in fila per acquistare il nuovo iQualcosa). Io, contrariamente a te, qualcosa da Jobs l’ho comprato (anche se solo tutte cosa usate) ma non me ne vergogno: credo di essere riuscito a dare alle sue invenzioni il giusto prezzo.

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