“È naturale che la gente non voglia la guerra”, secondo Göring

Sta girando su Facebook la foto di una pagina di un libro con una citazione (riportata in calce a questo post) di Hermann Göring. A furia di scaricare e ricaricare la foto “per far credere ai miei amici che l’ho scattata io”, si è persa la fonte (se mai c’è stata) del libro, rendendo più complicato indagare l’attendibilità della citazione.
 
TL;DR: Il libro nella foto è stato pubblicato in italiano da Sellerio con il titolo “La figlia”. L’autrice è Clara Usón.
TL;DR2: Göring ha molto probabilmente detto una cosa del genere, ma con parole diverse.

La celebre citazione (molto liberamente redatta dall’autrice) è tratta dai colloqui che lo psicologo Gustave Gilbert ebbe con Göring durante il processo di Norimberga, nel 1946, raccolti in Nuremberg Diary (una rapida ricerca non mi ha permesso di trovare una traduzione in italiano).
La citazione non può essere indipendentemente verificata, ma non abbiamo motivo di credere che Gilbert se la sia inventata.
 
La citazione completa, tradotta da me dall’inglese:
 
“Ma è ovvio, la gente non vuole la guerra – disse Göring facendo spallucce – Perché mai un povero contadino zoticone vorrebbe rischiare la propria vita in guerra quando il meglio che gli possa succedere è tornare alla sua fattoria sano e salvo? Naturalmente la gente comune non vuole la guerra. Non la vuole in Russia né in Inghilterra né in America, e neanche in Germania, per quel che vale. Si capisce. Ma dopotutto sono i leader del Paese che determinano le politiche, ed è facile trascinare la gente dietro a tali politiche, sia tale Paese una democrazia o una dittatura fascista o un Parlamento o una dittatura comunista”
 
“C’è una differenza – gli feci notare io [Gilbert, ndt] – In una democrazia la gente ha diritto di dire la propria sulla questione attraverso i suoi rappresentanti eletti, e negli Stati Uniti solo il Congresso può dichiarare guerre.”
 
“Oh, tutto questo è bellissimo, ma, che abbia o meno diritto a dire la propria, la gente può sempre essere trascinata dai propri leader. È facile. Tutto quello che c’è da fare è dire alla gente che sta per essere attaccata, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il Paese. Funziona allo stesso modo in ogni Paese”

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