Dovrebbero scomunicare il papa

Revocata la scomunica ai vescovi di una (ormai ex) Chiesa scismatica, i duri e puri lefebvriani che criticarono con ogni mezzo possibile la svolta “liberal” (che è tutto dire) della Chiesa cattolica nel Concilio Vaticano II. Basta progresso, torniamo al Medioevo tutti insieme, avrà pensato Benedetto XVI.

L’unione fa la forza, dopotutto.

Se non che fra i vescovi riaccolti a braccia aperte c’è anche un tal Richard Williamson, il quale disse queste parole:

Credo che le camere a gas non siano mai esistite… Penso che due-trecentomila giudei siano morti nei campi di concentramento nazisti…ma nessuno di loro dentro camere a gas.

Il portavoce vaticano fa sapere che le due cose sono indipendenti. Insomma, una cosa è ritirare la scomunica perché quel vescovo voleva la messa in latino, un’altra cosa è non ritirare la scomunica perché quel vescovo nega una strage di persone di dimensioni apocalittiche. Quasi una supercazzola, come a dire: non rompete le scatole, abbiamo ragione perché noi siamo la Chiesa, «siamo in missione per conto di Dio». Fosse la prima volta: BXVI è probabilmente il papa più oscurantista degli ultimi secoli e in questi quasi quattro anni non si è fatto mancare quasi nulla del ritorno al passato remoto, musica pop compresa.

Ah, ovviamente la Chiesa può criticare anche le posizioni di uno Stato sovrano prese da un capo di Stato votato legittimamente da persone consapevoli di quello che avrebbe fatto. Perché Barack Obama aveva annunciato i suoi provvedimenti in materia di aborto da ben prima delle elezioni. E gli americani lo hanno votato lo stesso.

Dopotutto, «io li odio i nazisti dell’Illinois