Tooby, L'Olandese volante Cerco di dire cose sensate
  • ago
    12

    Terza puntata.

    • La legge eguale per tutti in garantismo e/o in severità. Di conseguenza:

      • abrogazione di tutte le leggi ad personam → Sacrosanto, oggi ci sono maiali più uguali degli altri non solo per i mezzi economici a loro disposizione (per pagare eserciti di avvocati, ad esempio), ma addirittura più uguali di fronte alle legge per legge;

      • abrogazione della prescrizione una volta che ci sia il rinvio a giudizio → Non ha alcun senso, bisogna velocizzare i processi, evitare i cavilli e i passaggi inutili introdotti negli ultimi vent’anni dai vari governi di vario colore al fine di salvare sé stessi dalle varie Tangentopoli, non sprecare risorse per reati ormai cancellati dal tempo (ed è a questo che serve la prescrizione);

      • riduzione di un grado di giudizio (appello solo in casi “americani”, unificato con Cassazione) → Mi sembra una norma troppo poco garantista;

      • reintroduzione per la falsa testimonianza della severità di alcuni anni fa → Magari, un bel po’ di gente famosa sarebbe dietro le sbarre da tempo;

      • aggiunta dei reati (da considerare gravi) di oltraggio alla corte e ostruzione di giustizia (manovre dilatorie, ecc.) → Niente più show alla Berlusconi, insomma, tipo quello di Nichi Vendola di qualche giorno fa (che vergogna, si è autodistrutto nel tentativo di emulare il suo mito Silvio – ve lo ricordate? ): avete mai visto i serial americani (come McBride) dove gli avvocati finiscono addirittura in galera?

      • raddoppio (o almeno incremento del 50%) delle risorse per la giustizia → Magari i tribunali riusciranno a comprarsi le penne.

    • Sicurezza per il cittadino comune,

      • abolizione dei tre anni di indulto e della reiterabilità della condizionale e delle pene ridicole per una serie di reati di violenza, a partire dal teppismo serale di gruppo → Io proverei a guardare avanti, invece che indietro. La condizionale mi risulta non possa già essere concessa due volte per la stessa tipologia di reati. Non ho capito la questione dei reati di violenza: ovviamente mi pare sacrosanto che chi commetta violenze (come i teppisti) debbano essere condannati a risarcire il consorzio civile dei danni arrecati;

      • Introduzione del reato di riduzione in schiavitù, con ergastolo, per la tratta di prostitute dall’estero con inganno, minacce, violenza, e per il lavoro nei campi (raccolta pomodori, ecc.) in condizioni di ricatto e minacce → C’è gente che usa gli irregolari in questo modo (e la stretta sugli immigrati non farà altro che aggravare questa situazione: un immigrato che vuole lavorare dovrebbe essere regolarizzato perché altrimenti il datore di lavoro potrà ridurlo in condizioni di schiavitù sotto la minaccia di una denuncia e di conseguente rimpatrio);

      • Tipologie e pene per i reati economici alla Madoff, a partire dal falso in bilancio → Ricordiamolo: mentre scoppiavano gli scandali finanziari, qualche anno fa (Parmalat, Cirio, Enron, Worldcom) nel mondo si aggravavano le pene (Madoff ha collezionato abbastanza anni di galera per le prossime due vite, il tutto con un processo di pochi mesi), mentre in Italia il governo Berlusconi lo depenalizzò per salvare Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi stesso;

      • Speciale omicidio colposo per gli omicidi bianchi, con pene di carcere severe per tutta la filiera dei responsabili → Dove c’è un morto sul lavoro di solito c’è negligenza da parte di chi era addetto alla sicurezza. La chiave per disinnescare questa piaga rimane, comunque, il controllo, prima che la punizione. La morte (ma anche gli altri danni) va prevenuta, e per farlo bisogna riformare un sistema che non funziona, a cominciare dalle maglie della legge troppo larghe e dalla corruzione diffusa.

      • Azione contro il lavoro nero e clandestino che colpisca il datore di lavoro al punto da dissuaderlo (unica via per diminuire il flusso di clandestini: è in questa chiave che va presentata, per disinnescare il leghismo) → C’è una bellissima puntata de I Simpson (Coming to Homerica), dove gli abitanti di Springfield subiscono l’immigrazione dei norvegesi, i quali, per vivere, fanno i lavori più umili che gli americani non vogliono fare; in seguito però, per mascherare i propri errori, i residenti cominciano a incolpare i norvegesi di varie cose (ad esempio, Bart si fa male cadendo dallo skateboard, ma per non incorrere nelle ire della madre incolpa ingiustamente gli scandinavi) e scoppia l’intolleranza. Si vieta l’immigrazione, si istituiscono delle ronde (formate da beoni, trogloditi e imbecilli) e alla fine si decide di costruire un muro per fermare l’immigrazione; tuttavia gli abitanti di Springfield non sanno o non hanno voglia di costruirlo, e pertanto assumono gli immigrati stessi per la costruzione del muro che deve tenerli alla larga, per motivi che, alla fine, si capisce essere totalmente irrazionali e addirittura dannosi. Se in qualche modo riuscite a vedere quella puntata (sperando che i leghisti non decidano di vietarla in Italia) non ridete, perché il nostro Paese è esattamente così (compreso il muro, che non è formato da mattoni, bensì dalle navi della Guardia Costiera che respinge i migranti in mezzo al mare, oltre che, metaforicamente parlando, da una fottuta chiusura mentale e dalla paura di ciò che è diverso);

  • lug
    2

    Timori infondati?

    Autore: Giovanni De Mizio @ToobyTweet

    Purtroppo sono stato battuto sul tempo dalla realtà dei fatti. Sull’inchiesta di Bari avevo preparato due righe in cui paventavo il rischio che fossero coinvolti anche quelli più a sinistra e non solo gli amici a destra. Pazienza: pare sia coinvolto pesantemente pure il PD.

    In un Paese normale, se chi governa fa magagne, l’opposizione, linda e profumata, svolge la sua funzione di controllo, denuncia e costringe alle dimissioni grazie all’informazione, poi interviene la magistratura; se non interviene l’opposizione, intervengono i giornalisti che vanno a fare le pulci in giro, denunciano e interviene la magistratura; in ultima istanza, quando i criminali si fanno prendere dalla sindrome del “non mi hanno preso fino ad ora, non mi prenderanno se faccio un passo in più”, si arriva ad una situazione difficilmente occultabile e interviene direttamente la magistratura.

    Da noi l’opposizione (tranne una parte) non è né linda né profumata, quindi non può denunciare un bel niente (cornuto disse il bue all’asino); i giornali non riescono a fare troppa inchiesta (perché servi, sotto organico, minacciati dalle leggi bavaglio) e di solito finiscono per riportare le notizie dalle aule dei tribunali (presto neppure questo, ma è un altro discorso); quando interviene la magistratura, sono magistrati comunisti o ci autoassolviamo a vicenda con un indulto, una riforma dell’ingiusto processo e così via. Evidentemente non siamo un Paese normale.

    E adesso come andrà a finire questa storia? Ho un bel timore: che finirà tutto in un nulla di fatto. Due scenari:

    • i politici di destra e di sinistra sono innocenti e verranno assolti;
    • i politici di destra e di sinistra sono colpevoli e si autoassolveranno ex lege, come ai bei tempi di Tangentopoli.

    Auguri, serva Italia.

  • mag
    22

    Trova le differenze

    Autore: Giovanni De Mizio @ToobyTweet

    Dopo l’intervento di Marco Travaglio (che ripropongo nel video sopra perché è davvero spettacolare), Maurizio Lupi lo ha attaccato, facendo intendere che lui (Travaglio) non fosse abilitato a parlare di politici corrotti e di giustizia perché pure lui era stato condannato.

    Ci sono un paio di problemi di non poco conto, in questa teoria.

    Marco Travaglio ha subito tanti processi. Il reato contestato a Travaglio è sempre diffamazione a mezzo stampa (un reato tipico per i giornalisti d’inchiesta – e a mio parere anacronistico); i reati contestati a molti politici criminali comprendono tre quarti del codice penale (mancherà il genocidio, ma ci stiamo lavorando); Travaglio è stato condannato una volta perché scrisse che Cesare Previti sarebbe stato futuro cliente di procure e tribunali (azzeccando la previsione). Per il resto, Travaglio poi è stato sempre assolto, a differenza degli altri che sono scesi in campo e si sono fatti le leggi ad personam, gli indulti, qualcuno si è sottratto alla legge con una legge, ma tutti sono andati in Parlamento per usufruire del comodo scudo spaziale in dotazione. A carico di Travaglio ci sono ancora tre processi in corso per diffamazione, ma Travaglio non si è rifugiato in Parlamento, non ha attaccato i giudici che ce l’hanno con lui e cose così.

    In secondo luogo, Travaglio è un giornalista privato. Non maneggia soldi pubblici. È pagato da un editore, non dai cittadini italiani (Annozero si mantiene con la pubblicità, per la cronaca). Quindi, se proprio ruba a qualcuno, ruba al suo editore quando questi paga per i suoi errori. E sono fatti loro, fatti privati.

    Quando invece un politico corrompe o si fa corrompere, cambia le leggi per salvarsi dalla galera (salvando altri criminali comuni, che ad esempio approfittano della prescrizione abbreviata o dell’indulto), si associa con mafiosi, eccetera, quel politico ruba e danneggia tutti i cittadini italiani. Quindi sono fatti miei, tuoi (qualunque sia il tuo colore politico), di Travaglio, e lo sarebbero pure di Lupi, se non fosse troppo occupato a difendere a oltranza i parlamentari corrotti, spesso e volentieri suoi colleghi di partito.

  • mag
    16

    Corsi e ricorsi

    Autore: Leoman3000 @Leoman3000

    Una notizia fresca fresca che non c’è nelle homepages delle edizioni on line di Repubblica e Corriere. Per lo meno, non ancora.

    Stando a quanto riferito da L’Unità (che, per quanto quotidiano di parte, sempre giornale è), Clemente Mastella è stato nuovamente rinviato a giudizio insieme alla consorte (Presidente del Consiglio Regionale campano) per illeciti nell’assegnazione di appalti.

    Per qualcosa di simile (fu coinvolto anche nell’inchiesta Why Not – motivi similari, in pratica), l’anno scorso fu causa della caduta del Governo Prodi. Lasciò la carica di Ministro della Giustizia e, per la mancanza di solidarietà del centro-sinistra – a suo dire – , abbandonò la maggioranza dell’epoca (accusando proprio la magistratura di complotti contro la sua famiglia). Alcuni membri dell’UDEUR, quindi, votarono la sfiducia e furono determinanti per lo scioglimento dell’esecutivo.

    Dopo le dimissioni di Prodi, Mastella fu al centro di una specie di campagna acquisti. Tuttavia, preferì dedicarsi ad attività più leggere come commentare le partite del Napoli a Quelli che… il calcio insieme alle gemelle De Vivo, già naufraghe dell’Isola dei Famosi e note berlusconiane.

    Poi il ritorno al PdL (era stato Ministro del Lavoro sotto Berlusconi). Dopotutto è stato tra Camera e Senato ininterrottamente per 32 anni. Dopo un anno sabbatico si può pensare anche a nuove esperienze. Perché non tentare la corsa in Europa? E, in effetti, quello che i detrattori chiamano “Ceppalonico”, viste le origini beneventane, si è candidato all’Europarlamento nella circoscrizione meridionale. Quindi una nuova grana per il politico e la sua famiglia in tempi di elezioni.

    Chissà se ora si ritirerà nuovamente dalle competizioni. Come ha già fatto oltre un anno fa. A proposito di questo coinvolgimento, comunque, L’Unità non scrive del periodo a cui risalirebbero i fatti.

    Se prima del 2006, potrebbe usufruire dell’indulto…

    Aggiornamento: Qualcuno si ricorderà di Daniela Martani. La hostess e concorrente di reality, amante della politica e del teatro, ha deciso di adire alle autorità competenti contro i gruppi che la prenderebbero in giro su Facebook. Il peso della popolarità…

  • gen
    27

    Accidenti, avessero aspettato qualche mese l’avrebbero fatta franca. Il branco che ha violentato a turno una ragazza e malmenato e chiuso nel bagagliaio il ragazzo è stato beccato grazie alle intercettazioni. O meglio, a causa di esse, visto che intercettare i criminali pare essere una colpa, almeno stando alle parole di un criminale prescritto. Conflitto di interessi?

    Berlusconi vuole eliminare le intercettazioni per i reati sotto i dieci anni. Ebbene, la violenza sessuale prevede il carcere dai cinque ai dieci anni. Giusto giusto.

    Pensate che bello: gli stupratori potranno telefonare agli amici per invitarli a stuprare qualcun altro, mandarsi sms, magari scriverlo su Facebook, che va tanto di moda. Domani, ore 22, violenza di gruppo. Tanto la polizia non ci può intercettare, gne gne.

    Uomini, se volete violentare le ragazze, aspettate che il progetto per abolire le intercettazioni per fare un piacere a un criminale prescritto diventi legge. Vi basterà andare in una zona isolata frequentata da coppiette, indossare un passamontagna (o una maschera di qualche politico, se proprio siete spiritosi), fare quello che dovete fare e scappare via. Non vi prenderanno mai o almeno non avranno mai abbastanza prove per sbattervi dentro a vita, che è quello che meritereste. Ma in fondo siete solo criminali, c’è di peggio. Tipo i genocidi e i comunisti.

    Donne, se non volete essere violentate, indossate il burqa e la cintura di castità in acciaio inossidabile, o, meglio ancora, rimanete in casa a fare la calzetta. Al massimo sposate un miliardario, lui vi comprerà una Toyota e una guardia del corpo. Altrimenti andate in giro a vostro rischio e pericolo, ma ricordate sempre: anche se riusciranno a prenderli, anche se riusciranno miracolosamente a condannarli senza che si giunga alla prescrizione, prima o poi qualche indulto o amnistia li tirerà fuori.

    Quando i criminali vanno in galera grazie alle intercettazioni, viene da chiedermi in che razza di Paese viviamo.

    Un Paese civile. Ancora per poco, almeno.

  • gen
    16

    La morte del Diritto

    Autore: Giovanni De Mizio @ToobyTweet

    La casa di cura che avrebbe dovuto accogliere Eluana Englaro nei suoi ultimi giorni di vita ha detto che non si può più: «Se lo facciamo ci fanno chiudere».

    Oltre la questione, prettamente etica e quindi personalissima, della morte sì o morte no, c’è un altro soggetto che è in stato vegetativo da più o meno lo stesso periodo: il Diritto. Lo tengono in vita artificialmente.

    Non è possibile che in un Paese civile, liberale, occidentale, una sentenza definitiva non possa essere attuata a causa di un ricatto di un’autorità politica. Perché in un Paese civile non è una questione di sua competenza.

    Questa non è una questione di riformare la giustizia: il potere giudiziario il suo lavoro l’ha fatto, e l’ha fatto in base alla Legge dopo una marea di processi, come sempre. È il potere politico che, una volta ancora, invade la sfera di competenza altrui. E stavolta non si prende neppure la briga di emanare una legge “ad personam” o una controriforma della giustizia, bensì utilizza l’arma del ricatto: «se dai luogo a quella sentenza definitiva, ti faccio chiudere». In base a motivazioni, a pareri, che nulla hanno a che fare con la Legge.

    Non è più lo stato di diritto: stiamo regredendo allo stato della legge della giungla, dove chi è più forte vince. Non funziona più il discorso, vecchio ormai di secoli, “il Parlamento approva le leggi, i giudici le applicano”. Funziona il discorso, ancora più vecchio: “o fai come dico io o ti taglio la testa”.

    La parte divertente (tristemente divertente) è che poi esce sempre qualcuno che approva indefessamente certi atti perché sono coerenti con le proprie idee: «bravo, hai fatto bene a non applicare la legge». Ma poi si lamenta se qualcosa non funziona, si indigna se quello uscito con l’indulto ti rapina in mezzo alla strada, si arrabbia se il clandestino colpito da decreto di espulsione ti violenta la figlia perché un buco legislativo non permette di accompagnarlo nel suo Paese di origine, si strappa i capelli se l’ubriacone che investe con l’auto un gruppo di persone come fossero birilli al bowling non va in galera perché incapace di intendere e di volere (però mentre beveva come una spugna sapendo che poi avrebbe dovuto guidare lo era, no?).

    Ma in fondo ce la cerchiamo, se finiamo per votare chi, condannato e/o prescritto, si prende la briga di pontificare di moralità a reti unificate per ricordare che “la giustizia non funziona”, per non parlare degli amministratori, politici, che rubano ma non vanno in galera grazie a leggi studiate apposta, magari dalle stesse persone che ne beneficeranno (perché, ricordiamolo, la mafia non esiste). La colpa, ovviamente, è dei giudici, quegli psicopatici, che fanno lo sbaglio di applicare le leggi che scrivono altre persone. Aboliamoli tutti, così risparmiamo: pensate, quindici anni di processi, giudici pagati con soldi pubblici, con le nostre tasse e adesso che, finalmente, hanno fatto il loro lavoro, scopriamo che è stato tutto inutile? È un po’ come se, dopo una maratona corsa con enormi sacrifici, il vincitore si veda togliere la medaglia perché la sua faccia non garba al giudice di gara.

    Stanno cancellando secoli di storia: bazzecole come la Rivoluzione francese sono passati invano. Almeno in Italia.

    Perfino Hammurabi si sta rivoltando nella tomba: non riesce a trattenere le risate.

  • gen
    8

    Luciano Moggi e il figlio sono stati condannati in primo grado per Calciopoli. Un anno e qualche mese.

    In galera però non ci andranno neanche un minuto perché l’indulto li copre come uno scudo spaziale.

    Solo un altro tassello che si aggiunge ai vari altri reati cancellati grazie all’indulto nel corso degli ultimi anni, visto che il suo obiettivo di svuotare le carceri è stat vanificato già da tempo (le galere sono più piene di prima).

    Diciamolo papale papale: l’indulto serviva a vari partiti per salvare questo o quel collega.

    E infatti ringraziamo i DS, la Margherita (oggi PD), Forza Italia, l’Udc, l’Udeur e gli altri partiti minori che lo votarono o si astennero e che avevano la stragrande maggioranza degli inquisiti in Parlamento. Grazie soprattutto all’Italia dei Valori, alla Lega Nord e ad Alleanza Nazionale (e, se ci sono, gli altri) che evidentemente non avevano nessun inquisito da salvare in modo urgente, e che quindi votarono contro.

    (Una delle due frasi poco sopra è sarcastica, indovinate voi quale).

  • gen
    8

    Sto seguendo con un certo ribrezzo Porta a Porta sul caso Magnanapoli (il comitato d’affari, Romeo, Bocchino, Lusetti, etc.).

    Gli ospiti sono, ovviamente, gli indagati Bocchino e Lusetti, per fare autodifesa (cittadini, noi siamo innocenti, lo diciamo in tv), l’immancabile Gasparri che, guardandolo, credo non abbia ancora capito di che cosa stiano parlando (siamo appena a mezz’ora di trasmissione); il mitico Castelli, che dice eminentissime cazzate; e Buttiglione, che, ve lo giuro, sta filosofeggiando sulla questione morale in modo che definire assurdo è scherzarci sopra.

    Vespa li lascia parlare, tanto che mi chiedo che ci faccia lì: lo paghiamo non so quanti milioni di euro l’anno (prelevati dal nostro canone) e lui non fa un cazzo. Ogni tanto dice “la parola a…” o “vediamo il servizio di…”, oltre a buonasera e buonanotte. A sto punto basta una voce registrata: l’intelligenza artificiale (lo giuro) ha raggiunto livelli di risposta ben più alti.

    Giusto per dare un’idea del tenore della puntata, Castelli ha bollato le inchieste di Napoli in questo modo: «Tanto si sa, finiranno tutte in una bolla di sapone, come sempre». Come sempre? Fino al 1998 i politici e gli affaristi in galera ci andavano eccome: solo a Milano sono state condannate un migliaio di persone in quella immensa ruberia nota col nome di Tangentopoli (in cui era coinvolto anche Romeo, diciassette anni e non è cambiato niente!). Poi è arrivata la riforma della giustizia auspicata con troppo anticipo da Craxi: D’Alema e Berlusconi cancellarono allegramente tutte le prove raccolte negli anni, e tutti i processi furono infilati nella tazza del water. Allegria. Scommettiamo che fra un paio d’anni, rivoluzione argentina a parte, avremo un indulto o un’amnistia?

    Come mi manca Schifani. Non avrei mai pensato di dire una cosa del genere…

    (No, non hanno parlato del referendum di Di Pietro per abolire la legge Alfano, non scherziamo, per favore).

    Aggiornamento 00:30: oddio, c’è anche l’altro indagato, Salvatore Margiotta, il quale ha il coraggio di chiamare in causa la Giunta per le autorizzazioni, di cui avevamo parlato pochi giorni fa! Tutti a fare autodifesa mediatica! Mi viene da chiedere: se in studio ci sono solo politici di tutti i partiti, che sono o inquisiti o dichiaratamente contro i magistrati, se i servizi presentano le situazioni in modo distorto, in tutta questa immondizia televisiva, l’opposizione chi è?

    Aggiornamento 00:43: adesso Margiotta attribuisce a un altro deputato, Paniz, una cosa che ha detto lui. Glissa sulla sentenza del Riesame che lo ha scarcerato. Anzi, non termina proprio la frase. Wow! Vespa dice che i membri dell’Italia dei Valori non hanno voluto partecipare alla trasmissione (e ci credo, su otto persone, cinque sono indagate o vicino ad indagati, gli altri due sono fieramente “garantisti” e l’ultimo non ho ancora capito chi sia…sette contro uno mi pare esagerato). Parleranno di Napoli, di Pescara, di Cristiano Di Pietro. Di Legge Alfano manco l’ombra!

    Aggiornamento 00:52: Tutti contro Di Pietro. Finora hanno parlato in quattro (fra i quali Gasparri che dopo aver parlato un quarto d’ora dice: «ma non è bello parlare degli assenti»). Al peggio non c’è veramente fine!

    Aggiornamento 00:56: Ma senza l’immunità parlamentare Gasparri direbbe le stesse cose? Brutti (PD) dice che non è corretto attribuire a Di Pietro i guai del figlio. Castelli e Gasparri quasi lo prendono a calci in bocca. Rivoglio Schifani!

    Aggiornamento 01:00: Brutti ha già finito di parlare. Adesso tocca a Buttiglione: anche lui attacca Di Pietro, ma almeno dice che “stiamo peggio che durante Tangentopoli perché non c’è più fiducia nella magistratura”. Gasparri e Castelli tentano di strangolarlo. Buttiglione si corregge: la colpa è dei magistrati che non ci sono riusciti. OMG!

    Aggiornamento 01:07: (Sembra Twitter) Ah, eccolo dove volevano arrivare: uno (non conosco il nome, ma da come attaccava Di Pietro sembrava un azzurro…anche per la cravatta) introduce la riforma della giustizia. Polito cita Nugnes, l’ex assessore napoletano che si è suicidato, distorcendo i fatti. Voglio ricapitolarli in ordine cronologico: 1) Nugnes viene intercettato; 2) Nugnes viene informato che è indagato per gli scontri di Pianura; 3) L’inchiesta si basa su intercettazioni (ma non lo sa ancora nessuno, tranne gli interessati); 4) Nugnes capisce che è stato intercettato anche per il malaffare Magnanapoli e si suicida; 5) Esce fuori che Nugnes era indagato anche per Magnanapoli ed escono le intercettazione.

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