L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • nov
    4

    Leggo su Il Giornale che il conto di Win For Life è in pareggio, ovvero le somme da pagare per questo gioco equivalgono le somme incassate giocando le schedine. È vero? Ovviamente no.

    Chi vince a Win For Life vince circa un milione di euro spalmati in vent’anni (quattromila euro al mese). Finora i vincitori sono 69, per un totale di 69 milioni di euro, circa la metà delle vincite complessive.

    Questi soldi sono usciti? No, questi soldi usciranno dalle casse della Sisal 4000 euro alla volta. Nel frattempo immagino staranno in un conto corrente bancario e frutteranno interessi.

    La Sisal, al contrario di quanto dicono al Giornale, non ha sbagliato a fare i suoi conti. Chi sbaglia, invece, sono i vincitori: il premio, infatti, va scontato (non ho trovato sul regolamento del gioco alcun riferimento ad aggiustamenti collegati all’inflazione), e man mano che si va avanti nel tempo, il valore di quei quattromila euro cala, e di molto. Ad esempio, quattromila euro fra vent’anni potrebbero equivalere anche a duemila euro di oggi (e nel calcolo sono stato anche piuttosto ottimista).

    Per Sisal, invece, il valore di quel milione di euro stanziato per ogni vincitore resterà plausibilmente uguale nell’arco dei vent’anni, poiché grazie ad adeguati investimenti (buoni del tesoro indicizzati all’inflazione, ad esempio) quel milione di euro cresce, e gli interessi finiscono tutti nelle sue tasche.

    In sintesi, si può pensare a Win For Life come un prestito: i giocatori prestano denaro a Sisal che li restituirà a tasso zero solo a pochi fortunati nell’arco di ben vent’anni. Un ottimo affare. Per Sisal.

    Un pessimo articolo per quelli de Il Giornale, segno che questo Paese ha bisogno di un po’ di alfabetizzazione economica (sarà per questo che gli italiani abboccano alle promesse più false?).



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  • ott
    16

    Un doveroso ciao

    Autore: Tooby; Categoria: Pensieri;

    Un saluto affettuoso ai cari amici de Il Giornale e delle altre testate berlusconiane, che sicuramente stanno compilando o compileranno un dossier su di me. Anzi, se durante un appostamento o un pedinamento davanti casa mia, bussate e portate lo zucchero, vi offro un caffè.

    Ah, nel mio tempo libero vesto notoriamente male, ma è per essere comodo. Ogni tanto vado a fare la spesa al supermercato, spero non sia un comportamento troppo comunista.

    E, mi raccomando, utilizzate queste stronzate contro di me la prossima volta che me la prenderò con Berlusconi per una scemenza che lui e/o il suo governo ha fatto.

    Non sia mai facciate giornalismo, neanche per sbaglio: potreste sciogliervi come un demone in una chiesa.

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  • set
    23

    (Update: il mio babbo ha comprato una copia a Napoli senza difficoltà alle 11 di stamane. Il Fatto era nascosto in mezzo ad un altro mucchio di giornali davanti all’edicola).

    Ieri sera ho ricevuto la mia bella copia pdf de Il Fatto quotidiano, il giornale diretto da Antonio Padellaro e che vanta grandi firme del giornalismo d’inchiesta. Stamattina l’ho letto a colazione. Se dovessi dare un voto a questo primo numero, sarebbe 10- (dieci meno). Più avanti i dettagli.

    Leggo ora che le centomila copie del giornale sono andate esaurite nell’ordine di minuti (ottimo), che gli edicolanti un altro po’ e dovevano fare aste per assegnare le poche copie ai tanti compratori. Sono già partite le ristampe (a Milano dovrebbero arrivare nel pomeriggio). Ho sentito, però, che qualche edicolante non lo teneva in bella vista, ma lo consegnava da sotto il bancone. Infine la beffa (per me): il giornale in pdf è ora disponibile gratuitamente online. Posso sopportarlo senza andare in escandescenze, perché merita. :-)

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  • set
    15

    Il bluff delle case in Abruzzo

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    Oggi Silvio Berlusconi inaugurerà le prima case costruite ad Onna, appropriandosi di un merito non suo, né del suo governo. Se volete un’anteprima di ciò che accadrà oggi, vi consiglio la visione di questo video di repertorio.

    Quelle case sono state costruite dalla Provincia Autonoma di Trento con il denaro raccolto dagli italiani attraverso la Croce Rossa. Lo sanno tutti gli abruzzesi e lo sa pure il Giornale.

    In particolare, il denaro proviene dalle offerte degli italiani fatte alla Croce Rossa; il terreno è stato donato dalla famiglia Pica Alfieri e preparato dalla Confindustria di Trento; la costruzione è stata gestita dalla Provincia Autonoma di Trento; un asilo, infine, è stato finanziato con il denaro raccolto da Porta a Porta.

    Insomma, non c’è traccia del governo in tutto questo. O meglio, non c’era, perché, qualche giorno fa, sul cartello che identifica il cantiere è stato aggiunto quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Infine la chicca: il governo quelle case non le voleva. Guido Bertolaso le ha escluse dal piano di ricostruzione del governo perché a rischio alluvione. E ancora, per rimpolpare lo spettacolino, Bertolaso afferma «Non credo che siano possibili paragoni al mondo», riferendosi ai tempi record delle prima consegne. Peccato che, oltre a non c’entrarci assolutamente in tutto questo, Bertolaso dimentica che le prime case (tra l’altro in numero abbondantemente superiore) furono consegnate in Irpinia 122 giorni dopo il sisma, contro i 162 de L’Aquila.

    Quello di stasera sarà uno spettacolino allestito ad uso e consumo di una persona (il premier) chiaramente in difficoltà, che si approprierà di un merito non suo ripassando, per l’ennesima volta, sulla pelle dei terremotati a scopo di consenso politico. Tutto questo aggravato dal fatto che per costruire questo palcoscenico mediatico sono state praticamente zittite le televisioni (Ballarò, programmato da mesi per quella data e con servizi preparati appunto per l’Abruzzo, è stato spostato; Matrix, che doveva cominciare oggi, miracolosamente scopre di avere problemi tecnici che hanno costretto a rinviare la prima).

    Intanto Raitre, forse per caso, forse per una botta di ironia da parte del direttore Paolo Ruffini, al posto di Ballarò manderà in onda “La caduta – gli ultimi giorni di Hitler”.

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  • set
    4

    Le sette domande di .mau.

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    A Silvio Berlusconi, probabilmente uno degli uomini più opachi della storia d’Italia, si dovrebbero fare molte più domande che le dieci di la Repubblica (tra l’altro piuttosto marginali) e cercare di ottenere una risposta. In molti ci hanno provato, tribunali compresi, ma nessuno ha mai ricevuto risposte “coerenti”.

    .mau. ha pubblicato alcune domande che mi sembrano sensate e meritevoli di risposta (essendo attinenti non alla sfera privata del premier, bensì a quella pubblica), e che ripropongo (un po’ riformulate) di seguito:

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