Tooby, L'Olandese volante Cerco di dire cose sensate
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    • Il pareggio di bilancio del 1876 fu conseguito anche con tagli a stipendi di Ministri e parlamentari. Così, per dire. #too ->
    • E, a proposito della Tobin Tax, nel 1874 fu varata una tassa sulle transazioni di borsa: un fallimento completo #too ->
    • RT @MatteoLaruffa: @MatteoLaruffa @toobytweet http://t.co/IKgU1hKb ->
    • E il Vaticano non paga le bollette dell’acqua | Diritto di critica http://t.co/LXhmUs5R via @ddcnews ->
    • Avevo detto che la scusa “a mia insaputa” non aveva funzionato in Italia? Bene, neanche in Svizzera: dimesso capo SNB #too ->
    • In Italia l’agricoltura è rosa, parola del NYTimes | Diritto di critica http://t.co/XSdl4TNI via @ddcnews ->
    • Stasera c’è Santanché a #infedele e qualsiasi altra cosa su qualsiasi altro dispositivo elettronico, lavatrice compresa #too ->
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    • Disoccupazione giovanile al 30,1%: continuiamo a scannarci su art. 18, mi raccomando http://t.co/XcpmpkOG #too ->
    • Il livello di avvitamento buroratico delle Poste Italiane ha raggiunto un nuovo record storico. #too ->
    • Paura dell’Iran? No. Non ancora, almeno. http://t.co/7v0k47IP #too ->
    • Balasso spiega le nuove classi del Frecciarossa http://t.co/wd3lSs4P ->
    • Perché non leggo più il #Fatto Quotidiano [e perché le #banche non erogano più mutui] http://t.co/PIHIrgSd ->
    • Photo: Monti, bitch, please! http://t.co/FTysBksb ->
    • La lunga agonia della pena di morte negli States | Diritto di critica http://t.co/qGCLqxAw via @ddcnews ->
    • [errata corrige] Qualcuno inizia a prevedere un ritorno in area *300* dello spread entro giugno. Mah… #too ->
    • La redazione di Topolino continua la sua deriva Komunista http://t.co/rhfTPy9z ->
    • Capo SNB non si dimette: «Trading su franco svizzero fatto a mia insaputa» In Italia non ha funzionato bene come scusa #too ->
    • Lo faccio un megaflood ironico sulle liberalizzazioni proposte dall’Antitrust o ridete sulla parola? #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: scorporare Bancoposta dalle Poste → a Passera verrà un infarto #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: carburanti → ma finché paghiamo le guerre puniche con la benzina il prezzo non scenderà mai #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: professioni → a ogni professione corrisponde una casta uguale e contraria #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: taxi → Finché non ci sarà l’opzione “carri armati”, AHAHAHAHAHAHAH #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: trasporti → se devi sempre pagare dazio al monopolista naturale di turno, stiamo freschi #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: servizi pubblici → si vedano tutte le menzogne sparate da Vendola in giù sul 7% sull’acqua #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: farmacie → già hanno minacciato di fare cartello per togliere di mezzo i nuovi entranti #too ->
    • Liberalizzazioni Antitrust: Burocrazia →Più facile che un ago passi per l’occhio di un cammello che cammina sulle acque #too ->
    • [ho finito, defollowatemi pure] ->
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    Da circa un mese non leggo più il Fatto Quotidiano, che pure ho letto sin dall’inizio dell’avventura e di cui apprezzo, comunque, il fatto che si tenga in piedi da solo, senza soldi pubblici. Però la linea editoriale, specie in materia economica, è vistosamente calata in qualità, e troppo spesso si cerca il populismo spicciolo (che fa vendere, specie nell’area di riferimento del quotidiano) che la ragione.

    Non ricordo esattamente il casus belli per cui smisi di leggerlo (già negli ultimi mesi continuavo a leggerlo, ma con crescente disgusto), ma per rinfrancare la mia scelta è bastato vedere mio padre leggerlo ieri in treno.

    Parto dalla fine. Nelle pagine interne ho scorto una foto dell’economista con idee strampalate di cui ho già scritto qui, il quale,intervistato, suggeriva un’idea populista quanto strampalata, e cioè la nazionalizzazione delle banche (così, tanto per aumentare le inefficienze del sistema, per stringere i tentacoli della politica sulle medesime e per creare nuovi Guarguaglini e relative buonuscite milionarie a spese del contribuente).

    In prima pagina, invece, esplodeva il solito populismo: in taglio medio si ricordava che le banche ingoiano soldi pubblici e poi “ridono in faccia” a chi chiede un mutuo. E qui bisogna chiarire un po’, perché c’è evidente schizofrenia.

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    HT | Pietrodn

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    2012 the world logoNon sono proprio proprio morto, ma mi sto godendo gli ultimi giorni di vacanza (fino a domani) con qualche linea di febbre. Torno presto.

    Andando a rileggere il post di auguri dell’anno passato, si può dire che la previsione è stata azzeccata. Il 2011 è stato un anno difficilissimo e, economicamente parlando, non è ancora finito: i prossimi due mesi, infatti, faranno ancora parte del 2011, con una quantità incredibile di titoli di Stato da rinnovare a tassi, come sappiamo, elevatissimi. Nel frattempo cercheremo di entrare nel 2012 aspettando le riforme della fase 2 del governo Monti e le riforme della governance europea, che è assolutamente inadeguata per le sfide dei prossimi anni. Non vedo un rischio di crollo dell’euro (anche perché se i parrucconi europei decidessero di farlo morire dubito che saremo qui a raccontarlo). Ben diversa la situazione dei default sovrani: la Grecia, abbastanza probabilmente, andrà in default anche ufficialmente, e dovremo sperare che non si scateni un effetto domino, che vede come successivo tassello proprio l’Italia. Ne riparleremo prossimamente.

    Vi lascio con la Top 5 dei post più popolari del 2011, letture molto interessanti per avere le basi per capire che ci aspetta nel 2012 (consiglio anche di seguire i link forniti ;) )

    1. [Economics for dummies] Cos’è lo spread e perché è importante
    2. [Economics for dummies] Uscire dall’euro: vediamo che succede
    3. L’Italia fallirà entro il 2016?
    4. La generazione “chiagne e fotte” (andrà peggio prima di andare peggio)
    5. [Economics for dummies] Perché siamo più poveri? (E come ne usciamo?)

    Il blog è entrato nel suo quinto anno di vita il primo gennaio scorso, registrando una crescita dei visitatori di oltre il 25% rispetto all’anno precedente. Bel successo anche per i canali Facebook (con 200 fan, moltissimo se si considera che l’ho trascurato fino a poco fa),ma soprattutto il canale Twitter, con 1057 follower con i quali confrontarsi è sempre stimolante. È evidentemente un risultato che mi commuove e mi stimola a fare sempre meglio per portare contenuti indipendenti e di qualità: grazie quindi a tutti quanti hanno deciso di passare da queste parti.

    Buon 2012: pensate in grande o non pensate affatto.

    Photo credits | hansonboi

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