Tooby, L'Olandese volante Cerco di dire cose sensate
  • lug
    14

    Non governance, ma government

    Autore: Giovanni De Mizio @ToobyTweet

    Maastricht, panorama view from Sint-JanskerkLeggo che Tremonti oggi al Senato, illustrando la manovra, ha parlato di necessità di governance a livello di politiche europee. Non so se Tremonti abbia usato il termine solo perché fa figo o perché intendesse proprio la governance e non il government. In ogni caso non mi piace.

    Il government è il governo nel senso tradizionale del termine: decisioni prese dall’alto con poca interazione con le parti coinvolte. La governance indica invece un governo del consenso, in cui i vari attori discutono e prendono una decisione condivisa.

    La governance è il modello con il quale l’Europa va avanti da sempre: all’inizio del cammino occorreva l’unanimità di tutti i Paesi su tutto, oggi si è passati a un modello più morbido ma che richiede comunque una certa maggioranza rafforzata per prendere decisioni a livello europeo, fermo restando che su certe materie ogni Paese ha ancora diritto di veto.

    Perché questo governo del consenso non mi piace? Perché la crisi del debito pubblico scaturisce dal progressivo ammorbidimento delle politiche europee a riguardo. I Paesi, insomma, funzionano sia come controllori che controllati, sicché quando dei Paesi rompono le regole, quei Paesi impongono il cambio delle regole. È avvenuto negli anni passati quando Francia e Germania sforarono il tetto del deficit pubblico, e da allora il trattato di Maastricht è stato ammorbidito, con le conseguenze che tutti conosciamo.

    Ciò che serve all’Europa è un organismo che sia in grado di imporre le regole europee a tutti i Paesi europei lasciando poco spazio alla possibilità per gli Stati di ammorbidirle a posteriori. La governance può andar bene per stabilire le regole, ma per farle rispettare serve government.

    Dato, quindi, che le regole ci sono già (sia pure ammorbidite) ciò che serve non è la governance per scriverle, bensì il government per farle rispettare. In altre parole, serve unione politica fra i Paesi dell’Eurozona. Il primo passo sarebbe l’unione fiscale, in modo da tagliare il gap con la già esistente unione monetaria.

    Purtroppo le speranze che ciò avvenga sono poche, ma è l’unico modo per salvare l’Europa.

    Photo credits | Euku:⇄ (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons

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