Pietre miliari del giornalismo italiano /41

Arrivati alla 41ma volta, avrete capito che il giornalismo italiano non gode di ottima salute.

Il brutto è che non gode di buona salute neppure il possibile e spero improbabile futuro del giornalismo italiano. Parlo di YouReporter, un sito che dovrebbe fare citizen journalism, ma che in realtà pubblica qualunque cosa sperando che nello strascico esca fuori una notizia (o perlomeno qualcosa che aiuti a salire nelle ricerche di Google).

Dimostrazione è il fatto che questo sito ha pubblicato la notizia secondo cui Wikipedia, per ben un quarto d’ora, avrebbe dato Pietro Taricone per deceduto.

La verità, facilmente riscontrabile dalla cronologia della pagina, è che un anonimo contributore-vandalo continuava a inserire la falsa notizia nonostante altri solerti contributori la cancellassero pochi secondi dopo e avvisavano l’anonimo che non c’erano fonti che parlavano della morte dell’attore casertano. L’anonimo, tuttavia, faceva orecchie da mercante e continuava a reinserirla (e gli altri utenti a toglierla), finché un amministratore ha bloccato la pagina.

Il tutto come da manuale: Wikipedia funziona così, pazzoidi compresi.

Dopodiché YouReporter (e a seguire altri scribacchini) han dato la non-notizia di Wikipedia inaffidabile per ben un quarto d’ora. YouReporter ha poi realizzato anche un video spettacolare  in cui per 51 secondi si inquadra l’incipit della pagina di Wikipedia dedicata a Taricone con la data di morte. Esattamente: l’inquadratura si spostava, ingrandiva, ma per 51 secondi mostra la stessa cosa.

Bastava un’immagine, direste voi: e invece no. Perché è una scommessa facile credere che un bell’esercito di morbosi sia andato alla ricerca su Google di eventuali video dello schianto di Taricone e che YouReporter abbia tentato di intercettarne una fetta (come ha fatto pure Libero, del resto). Suvvia, quanti di voi hanno cercato “Taricone morte video”?

Si aggiunga pure che anche “Wikipedia taricone” starà scalando la classifica delle ricerche più popolari (questa l’ho fatta pure io, figuriamoci).

La non-notizia è stata poi ripresa da altri siti e quotidiani online, come Leggo che suppongo domani sarà in tutte le metropolitane d’Italia a dare notizie non corrette.

Per carità, potete fare quello che volete. Ma evitate di chiamarvi “giornalisti”, “reporter” o cose del genere. Siete scribacchini senza dignità, siete i Voyager del giornalismo italiano, una vergogna per la professione.

(Questo, ovviamente, prescindendo dal fatto che la notizia sia stata “costruita” ad arte. La cosa non è dimostrabile, ma data la solerzia con cui la notizia è stata pubblicata – praticamente in contemporanea con i vandalismi sull’enciclopedia – è un sospetto che mi rimarrà).