Tooby, L'Olandese volante Cerco di dire cose sensate
  • set
    2

    Riporto anche qui il mio pezzo per Termometro Politico su alcune tematiche calde (politiche, economiche e finanziarie) da monitorare nei prossimi mesi. Parliamo di UE, Ucraina e Russia, USA, Vicino Oriente, Giappone, Cina, India e Brasile.

    È stato un agosto interessante e abbastanza volatile per i mercati, complici i molti eventi che si sono susseguiti quest’estate e che non si sono ancora esauriti. Cercheremo qui di riassumerli brevemente, in modo da cominciare l’anno lavorativo nel migliore dei modi.

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  • ago
    24

    Sul Fatto Quotidiano è uscita l’ennesima uscita non richiesta di Massimo Cacciari, questa volta contro quelli che si buttano l’acqua in testa per fare pubblicità alle associazioni che si occupano di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA o ALS in inglese, da cui ALS Ice Bucket Challenge).

    Cacciari, in quanto opinionista, ha una fame infinita di visibilità, per cui quando parla si impegna a dire qualche KABOOM per farsi leggere. Questo è marketing, una roba che ha lo scopo di vendere un prodotto (in questo caso l’onanismo di Cacciari, di cui egli vuole che noi siamo partecipi e con gaudio – oltre al Fatto, ovviamente). Niente di male, in generale: mia opinione personale, Cacciari è uno dei tanti opinionisti non richiesti su cui i comuni mortali si divertono a commentare, anche se in realtà davanti ai soloni della domenica bisognerebbe limitarsi a ridere della serietà con la quale dicono scemenze. Per cui, riporto qui il rantolo non richiesto che ho lasciato in un commento su Facebook sulla crociata di Cacciari contro i secchi d’acqua perché purtroppo ho finito la Settimana Enigmistica. Me ne scuso, ma mi sono molto divertito a scriverlo.

    (Sintesi per chi non volesse leggere oltre: è tutto marketing, anche se per un qualcosa-comunista come Cacciari non è una cosa concepibile. Ma è comunque marketing quello di Cacciari, che cerca ancora in qualche modo di lasciare un’impronta di sé visto che tutto ciò in cui ha creduto gli è via via collassato intorno, come si nota quando dà al Live Aid un significato politico che non ha [dal '68 al 1985 passano ben più di 17 anni]; quello dell’associazione contro la SLA, ALSA, e di quelli che si buttano l’acqua in testa; quello di Renzi, su cui Cacciari dice l’unica cosa vagamente condivisibile, mentre su Obama dice una gran cazzata dovuta al fatto che Cacciari non ha l’umiltà di informarsi prima di disquisire, in virtù di un autoconferito potere di onniscienza).

    (Sintesi della sintesi: È tutto marketing, fateci l’abitudine, perché peggiorerà).

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  • ago
    19

    Visto che in estate ci sono meno notizie vere del solito e con i politici in vacanza è più difficile inventarsi raccontare i retroscena, con l’avvicinarsi di ferragosto la disperazione in redazione raggiunge picchi importanti (in modo inversamente proporzionale, la voglia di lavorare seriamente, già normalmente scarsa a giudicare dal prodotto finale negli altri 11 mesi dell’anno, raggiunge abissi oceanici). Per vendere copie sotto l’ombrellone è necessario cambiare genere e passare dal giornalismo di bassa lega che caratterizza il 90% della stampa mainstream italiana a una forma più sottile di intrattenimento.

    Sotto l’ombrellone si leggono solitamente tre cose:

    1. l’enigmistica (ma quella parte del mercato è occupata dalla Settimana omonima e dagli innumerevoli tentativi di imitazione);
    2. il gossip e tutto ciò che implichi del coito [cit.] (ma anche questo mercato è occupato da giornali specialistici e da romanzi  vari);
    3. i gialli.

    I giornalai puntano su quest’ultimo mercato, perché di solito non mancano mai casi di cronaca nera su cui ricamare: in estate, con l’afa e con la propensione a girare svestiti, è facile che qualcuno ammazzi qualcun altro per motivi più futili del solito. Ma se si è fortunati si possono avere storie “gialle” anche fuori dalla cronaca nera. Qualche esempio (per pietà mi limiterò alla prima pagina di Google News, e ne ho trovati ben ventuno):

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  • ago
    18

    Come sapete da un anno e qualcosa1 lavoro per l’edizione italiana di International Business Times2 . Come sapete (ne ho parlato qui) la capogruppo, IBT Media, ha comprato Newsweek l’anno scorso. Come forse non sapete, quella italiana è l’unica edizione non in lingua inglese (abbiamo USA, Regno Unito, Australia e India) o con contenuti non tradotti dall’inglese (Cina e Giappone) che sia sopravvissuta a una recente purga che ha cancellato l’edizione tedesca, quella coreana e quella messicana.

    Il motivo di questo “successo” rispetto alle edizioni chiuse, secondo me, è dovuto al fatto che noi di IBTimes Italia agiamo in totale indipendenza rispetto alla casa madre e non ne seguiamo le linee guida, né la filosofia di fondo. Ovvero, a differenza non solo delle altre testate del gruppo ma anche della stampa mainstream italiana (e non solo, guardate che fine sta facendo Linkiesta per via della disperazione), il nostro principale obiettivo non è scrivere di ca**ate e di gattini pur di fare visite.

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    1. Per ovvie ragioni, quanto segue non si riferisce a ciò che è successo prima di tale periodo: io non c’entro. []
    2. Anche se gli aggiornamenti latitano per via delle ferie agostane, seguiteci su Twitter e Facebook perché ne vedremo delle belle in autunno. []
  • lug
    26

    Nonna, hai presente quella voragine nel marciapiede che il Comune si ostina a non riparare?

    Nonna, hai presente il ticket che paghi ogni volta che vai a comprare le tue medicine?

    Nonna, hai presente quanto il tuo nipotino torna a casa e dice alla mamma che domani dovrà portarsi la carta igienica da casa?

    Nonna, hai presente quando il giorno dopo ti dice che è caduto un pezzo di intonaco in aula?

    Nonna, hai presente quando una pioggia neanche troppo esagerata si porta via mezza Sardegna, mezza Liguria, mezza Milano?

    [...]

    Bene, qualcuna di queste cose si sarebbe potuta evitare se qualcuno non avesse deciso di buttare soldi in Alitalia invece di venderne la parte buona e far fallire il resto. **

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  • giu
    25

    Dicono che Google stia progettando nei suoi famosi (famigerati?) X Labs dei minirobottini che se ne andrebbero in giro nel sangue. Quando questi minirobottini passano nelle vicinanze di uno smartwatch (presumibilmente dotato di Android Wear), manderanno un messaggio al medesimo e l’orologio comunicherà se è stato rilevato un tumore da qualche parte. Magari avranno pure la forma di ragnetti che scandagliano miliardi e miliardi di cellule alla ricerca di novità.

    Rumors, roba che magari non vedremo per anni, o forse mai, ma non posso fare a meno di immaginare un futuro in cui il mio smartwatch rileverà che sto per svegliarmi, comunicando il tutto al tablet sul mio comodino, che squillerà e aprirà una scheda su Google Now dicendomi:

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  • mar
    24

    All’imbianchino dilettante qui a casa servivano giornali da mettere a terra e ravanando nei mobili ho ritrovato questo la Repubblica del 9 gennaio 2009, che apriva con un’intervista al Matteo Renzi di Chicago, Illinois, era presidente eletto ma non ancora in carica.

    2014-03-22 22.00.50

    Interessante notare la parte relativa al mettere nelle tasche delle famiglie 1000 sollari in più: per amor di precisione i 1000 dollari di Obama nel 2009 equivalgono a 1094 dollari di oggi, ovvero 793 euro al cambio odierno. Con 1000 euri, insomma, vince Renzi.

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  • set
    3

    Per Termometro Politico

    Arriva settembre, mese carico di notizie economiche e politiche che influenzeranno i mercati e l’economia per i mesi a venire. Settembre è, almeno per chi crede nella stagionalità dei mercati, un mese tradizionalmente negativo (in media) per le borse, e le notizie che arriveranno copiose comporteranno con buona probabilità una robusta dose di volatilità e quindi di rischio. Nonostante le incertezze, tuttavia, va detto che la situazione, almeno a livelli generali, si sta stabilizzando: il PMI cinese ha dimostrato che il piano di stimolo varato dal governo sembra stare dando qualche frutto anche se le piccole imprese continuano a soffrire, e anche la situazione europea sembra vedere miglioramenti, sebbene le cose cambino di molto da stato a stato. Buoni dati anche da Stati Uniti e Giappone, mentre i Paesi emergenti soffrono, tuttavia molto potrebbe cambiare nel giro di brevissimo tempo.

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