A proposito delle auto che uccidono…

Sto scrivendo una AI, un robot, un’intelligenza artificiale, ovvero un coso stupido che, come tutte le AI, fa delle cose stupide, ma le fa in maniera più efficiente di un essere umano, che magari è meno stupido, ma si distrae, perde tempo, o è distratto, o gli fanno perdere tempo, o è semplicemente più stupido della AI, quando si tratta di azioni ripetitive.

Grazie alle AI gli umani hanno in teoria più tempo per dedicarsi ad altre attività. A patto che questi programmi siano scritti dall’umano che li userà.

(Ma questa è un’altra questione)

Nel mio caso, le altre attività sono scrivere altri programmi per AI che mi permettano di avere più tempo libero per scrivere altri programmi per AI.

Per esempio, uno dei primi programmi che ho scritto “legge” le home page di certi siti e mi invia un digest, un riassunto, dei titoli via mail a intervalli regolari, oppure me li legge attraverso qualche app di messaggistica.

In questo modo non perdo più tempo ad aprire manualmente le home page per vedere se ci sono novità dal mondo. Se ce ne sono, la AI mi invia una mail, e se la novità mi interessa, clicco sul link e mi leggo l’articolo nel browser.

Considerando che per scrivere questo ed altri programmi per AI ho accumulato un ritardo di 20 giorni sulla lettura dei feed, senza di esso sarei venuto a conoscenza dei risultati delle elezioni italiane solo fra due settimane.

(Non che fosse necessario conoscere i risultati delle elezioni per scrivere il post della volta passata).

Comunque.

Ieri sera, 19 marzo, la mia AI mi ha letto un titolo che attendevo con ansia. Sapevo che sarebbe arrivato, prima o poi, e sapevo che cosa ci avrei trovato dentro cliccando su quel link.

“Auto a guida autonoma uccide pedone”

Lo apro e lo leggo.

Fantastico! È esattamente come me lo aspettavo: spassoso, e idiota, come ci si aspetta da un grande giornale che subisce le pressioni delle fake news sui social network e che invece di elevare i propri standard, li abbassa per inseguire entrate sempre più scarse.

Dicevo…

Dopo due righe di cronaca, l’autore inizia con le fantasie da Terminator, delle macchine che uccidono gli umani, una retorica che signora mia guardi, ai miei tempi…

L’incubo delle auto fantasma, le macchine ribelli, l’invito alla riflessione, al fare attenzione a dove ci porterà tutto questo…

Già, dove ci porterà tutto questo?

Detroit, 1913. Un’auto ha investito e ucciso una donna: l’auto viaggiava alla folle velocità di 30 miglia orarie. Oggi che questi marchingegni si stanno facendo sempre più comuni, non possiamo che chiederci: abbiano davvero bisogno di macchine mortali che ci facciano andare così veloci?

Parigi, 1732. Una carrozza ha investito un bambino. Con la cara, vecchia lettiga non sarebbe successo.

Ur, 2600 a.C.. Un carro che trasportava legname è scivolato giù per una discesa, uccidendo un uomo. Penso sia pacifico che se non fosse stata inventata la ruota, questo incidente non avrebbe avuto luogo. Pensateci.

Da qualche parte in Africa, 600 mila anni fa. Una famiglia è stata sterminata da un incendio. Un focolare mal controllato si è diffuso sulle paglie dove la famiglia dormiva, bruciandola nel sonno. Un avvertimento tragico: il fuoco è pericoloso. Davvero lo vogliamo nelle nostre vite?

L’articolo è stato in seguito emendato, male, visto che le precisazioni sono alla fine. E sono precisazioni importanti: perché se andiamo a vedere quante persone hanno ucciso le auto a guida autonoma per milione di chilometri percorso, o anche quanti incidenti hanno provocato le AI sulla stessa lunghezza, scopriamo che gli umani vincono di brutto. Scopriamo che gli umani sono più stupidi delle AI, o che sono più propensi a distrarsi quando si tratta di compiere azioni generalmente ripetitive come guidare un’automobile.

E quindi sono più propensi ad essere stupidi.

Non sappiamo ancora bene come quell’incidente in Arizona sia avvenuto. Non sappiamo se la colpa è stata di un errore di programmazione della AI, di un errore dell’umano che era lì apposta per controllare l’AI o di altre ragioni.

Ma non ce ne frega niente.

Il punto è che nei giorni precedenti almeno un’altra decina di pedoni è morta in incidenti d’auto in Arizona. E gli umani erano alla guida di quei veicoli.

La morte di quella signora in Arizona è una tragedia e un segnale che la ricerca deve essere prudente1 , ma non deve fermarsi, perché prima toglieremo il volante agli umani, e meglio sarà.

Avevo un amico, che 12 anni fa è morto in un incidente stradale, a 18 anni e 20 giorni. Se ci fosse stata l’auto a guida autonoma non sarebbe morto.

Beh, forse sarebbe morto il giorno dopo cadendo dalle scale. Chi può dirlo?

Ma sono abbastanza sicuro che l’auto a guida autonoma non si sarebbe ubriacata, quella notte di 12 anni fa. E sono abbastanza sicuro che non avrebbe investito il mio amico, sbattendolo come un birillo contro il guardrail, uccidendo un’altra persona, e mandandone in coma e ferendone altre.

E qualcuno si chiede come mai non abbiamo ancora le auto volanti: non siamo in grado di guidare in due dimensioni, se ci aggiungessimo una terza sarebbe l’11 settembre ogni giorno.

Con articoli del genere, scritti per solleticare le paure (e i click) dell’umano medio, si corre il rischio di fermare o rallentare inutilmente la ricerca. Già oggi ci sono persone che danno di matto per via del cruise control, perché l’auto accelera da sola2 : figuriamoci se comincia a diffondersi il mito delle auto killer.

Perché un mito non è: le automobili uccidono. Ma in fin troppi casi, la colpa è dello stupido umano che era al volante.


  1. Per la cronaca, non mi stupisce che l’auto coinvolta nell’incidente sia di Uber, azienda tutt’altro che prudente. []
  2. In auto non nuovissime non frena da sola, il che mi fa pensare che gli umani che le hanno costruite siano particolarmente stupidi. []
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