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Pietre miliari del giornalismo italiano /21

Ieri è uscito questo pezzo su Il Sole 24 Ore, dal titolo: «Scontro a distanza fra Vespa e Mentana sui dati Auditel». Il pezzo contiene uno scambio di battute fra Bruno Vespa ed Enrico Mentana sul successo di pubblico di Porta a Porta e di Matrix (che, se prima mi capitava di vedere, da quando è iniziata la conduzione di Alessio Vinci non guardo neppure di striscio, e non lo faccio intenzionalmente).

Qual è il problema di questo pezzo? Che si riportano solo opinioni di parte, senza fatti. Io non sono un giornalista, ho seguito qualche corso, ma dopo aver riportato il battibecco mi sarei andato a vedere i dati Auditel e li avrei riportati dando ragione, fatti alla mano, a uno o a nessuno dei due.

L’articolo è tecnicamente imperfetto, in quanto manca la (a mio avviso) parte fondamentale. Dopo l’introduzione che riassume la vicenda, segue la versione estesa dei fatti, con la dichiarazione di Vespa, la replica di Mentana, la controreplica di Vespa e la contro-controreplica di Mediaset. Fin qui l’articolo segue lo schema che insegnano i primi giorni della scuola di giornalismo.

Ma poi? Poi basta, l’articolo finisce lì. Manca la parte relativa al background, ovvero quella in cui il giornalista riporta i dati Auditel in modo autonomo. Fare copiaincolla dei dati forniti dalle parti non fa luce, poiché entrambe possono manipolarli (ad esempio prendendo soltanto i numeri relativi ad un periodo favorevole).

Tutto questo senza leggere le assurdità e gli svarioni presenti nel testo: «vincendo 25 confronti su 3» e «25 sfide vinte su 14». Un pugile può mai vincere 25 incontri se ne ha disputati solo 14 (o 3)? Forse 3 e 14 sono le serate vinte da Vinci e Mentana? O forse Vespa ha vinto per abbandono dell’avversario (quando, insomma, Matrix non è andato in onda)? Ed è mai possibile fare un paragone?

A contorno di questo pessimo esempio di giornalismo (non l’unico, certo, basti pensare che siamo arrivati alla ventunesima tragedia di questa rubrica) c’è il fatto che chi scrive sui giornali dovrebbe superare un esame di Stato che dovrebbe garantire la qualità dell’informazione.

Per fare un paragone, all’estero le interviste sono ridotte all’osso, mentre le opinioni stanno in una pagina a parte, e sono sempre firmate da esperti indipendenti del settore. Da noi accade il contrario: si riportano solo citazioni e le opinioni vengono scritte da inesperti di parte, spesso e volentieri orientati alle falsità.

Il giornalismo non si può ridurre al copiaincolla dei comunicati stampa; non si può fare informazione riportando solo le opinioni di parte e non i fatti.

Il nuovo TG1 di Augusto Pinocchiet Minzolini, invece, pare voler seguire questa strada: nel video che segue (i lettori del feed devono venire sul sito per vederlo), la notizia dell’indagine sul giro di prostituzione che vedrebbe coinvolto Silvio Berlusconi è stata data senza fare alcun riferimento ai fatti, ma riportando solo la parola chiave “Spazzatura” pronunciata dal premier. A cosa si riferisca, invece, non è dato saperlo.

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