Abuso dei nuovi media

Non ci siamo proprio.

Stamattina mi sono ritrovato fra le mani, nella mia casella di posta elettronica, una newsletter di Felice Belisario, capogruppo dell’IdV al Senato. Il problema è che non mi sono mai iscritto a tale newsletter.

La mail conteneva link al sito web di Belisario, anche se il link per richiedere la cancellazione puntava ad un altro sito, la cui homepage è in costruzione, ma al cui interno vi è una specie di mirror del vero blog di Belisario. Va detto che fino ad oggi non avevo visitato né l’uno, né l’altro sito.

Mi chiedo, a questo punto, come abbiano avuto la mia mail. È vero che la trovate nei contatti di questo sito, ma non può essere cercata attraverso l’uso di bot, quindi dovrebbe essere stata aggiunta manualmente. Ma c’è un’altra spiegazione plausibile.

C’è un altro esponente dell’IdV che mi inviava newsletter (non richieste), ed è Massimo Donadi, capogruppo alla Camera. Lui però la inviava ad un indirizzo email non proprio pubblico e che tra l’altro non uso neppure, quello dell’università. Dove può averlo preso? La risposta è semplice: Facebook.

Non mi stupirei se anche Belisario o chi per lui abbia fatto lo stesso, visto che entrambi sono miei contatti sul sito del grande F.

Voglio presumere buona fede (specialmente per Belisario, perché la newsletter non proveniva dal suo sito, ma da un mirror, e, tra l’altro, la newsletter lo chiama “Ferlice Belisario”) ma va sottolineato che tutto questo è leggermente illegale.

E che a Facebook andrebbero date meno informazioni possibili perché è un sito di m**** (lato policy, lato software, lato hardware: mai visto sito messo peggio). Ma questa è un altra storia.1


  1. L’inserimento di un indirizzo email che non uso e che tengo privato fra quelli di Facebook (e solo lì) era volto proprio a verificare fino a che punto si può spingere l’invasività del social network: i contatti “VIP” hanno migliaia di “amici” e dubito che abbiano raccolto info su di loro a manina uno per volta. Per questo e paradossalmente Facebook non andrebbe usato per scopi “privati”, con la falsa sicurezza di mantenere privati certi affari. Ma dopotutto, se una bella ragazza pubblica le sue foto del mare in bikini, beh, buon per me. []
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