L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • nov
    4

    Oggi mi tocca parlare un sacco de Il Giornale. L’editoriale di Vittorio Feltri titola: «Crocifissi vietati a scuola? I giudici Ue bevono troppo». Più avanti nell’editoriale conferma: sta parlando dell’Unione Europea.

    Peccato, però, che l’UE non c’entri nulla: a Strasburgo ci sono due Corti, una è la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (per gli amici CEDU) che fa riferimento a Consiglio d’Europa, un’altra è la Corte di Giustizia delle Comunità Europee (CGCE) che invece è un organismo dell’Unione Europea.

    Come ha sempre fatto (ovvero assecondare la parte peggiore della borghesia italiana) Littorio Feltri, un altro che scrive senza conoscere se non addirittura inventando, se la prende con la CGCE, ma la pronuncia è arrivata dalla CEDU. Dunque se proprio devi parlar male, devi parlare male non dell’Unione Europea, bensì del Consiglio d’Europa. A Feltri, però, non importa: il lettore medio del Giornale probabilmente non è neppure in grado di comprendere la differenza, mentre invece deve capire e assorbire al meglio le cazzate del direttore più amato da Palazzo Grazioli.

    (via Ludovico Fontana, grazie a Leoman3000)



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  • set
    14

    Da qualche giorno si aggira nelle stanze del Palazzo lo spettro delle elezioni anticipate. L’opposizione debole e gli scandali che coinvolgono Silvio Berlusconi hanno creato spazio, come era prevedibile, all’opposizione interna al Popolo delle Libertà. Berlusconi, in questa situazione, si trova alle corde, e questo spiega sia i violenti attacchi dei suoi giornali e televisioni, sia i suoi recenti deliri. A questo s’aggiunge il fatto che si avvicina la data del 6 ottobre, quando la Corte Costituzionale dovrebbe intervenire sul lodo Alfano: sta prendendo corpo, infatti, la possibilità che la Consulta bocci solo la parte relativa a presidenti di Camera e Senato, lasciando l’immunità solo al Presidente della Repubblica e a quello del Consiglio, rendendo ancora più evidente che si tratta di una norma cucita sulla sua persona (presente e, visto che vuole diventare presidente della Repubblica, futura). Infine, sempre a questo proposito, visto che nel 2013 bisognerà eleggere il presidente della Repubblica (a meno che Giorgio Napolitano non ci lasci prima, ovviamente), il compito non toccherà a questa legislatura, bensì alla prossima.

    Ecco dunque intervenire lo spettro delle elezioni anticipate, da tenersi nel 2010: così facendo Berlusconi potrebbe serrare i ranghi all’interno della propria maggioranza con un partito depurato delle componenti finiane, potrebbe approfittare della debolezza del Partito Democratico, ottenere l’assoluzione popolare, impedendo così di fatto l’interdizione dai pubblici uffici nel caso intervenga qualche condanna se il lodo Alfano dovesse essere bocciato nella sua interezza e infine si assicurerebbe (per la prima volta in quindici anni) che la sua maggioranza possa esprimere un Presidente della Repubblica (ovvero Berlusconi stesso).

    Torniamo indietro di poco meno di un secolo: Benito Mussolini, all’inizio del Ventennio, era in una condizione di relativa debolezza, in quanto le opposizioni, pur divise e deboli, avrebbero potuto, se unite, rovesciare l’embrionale regime. Questo non è accaduto, come ben sappiamo: ma se questo fosse avvenuto, cosa sarebbe accaduto? Che avrebbe fatto Mussolini?

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  • set
    4

    Le sette domande di .mau.

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    A Silvio Berlusconi, probabilmente uno degli uomini più opachi della storia d’Italia, si dovrebbero fare molte più domande che le dieci di la Repubblica (tra l’altro piuttosto marginali) e cercare di ottenere una risposta. In molti ci hanno provato, tribunali compresi, ma nessuno ha mai ricevuto risposte “coerenti”.

    .mau. ha pubblicato alcune domande che mi sembrano sensate e meritevoli di risposta (essendo attinenti non alla sfera privata del premier, bensì a quella pubblica), e che ripropongo (un po’ riformulate) di seguito:

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  • set
    1

    Da Il Giornale in edicola il 18 brumaio di un certo anno:

    Vorrei innanzitutto esprimere tutta la mia felicità per il ritorno di Vittorio Feltri nella redazione del nostro amato Giornale. Senza nulla togliere a Mario Giordano, ma, insomma, negli ultimi tempi ci stavamo davvero rammollendo: il Giornale, vista la crisi autoritaria che sta vivendo il nostro Paese (qui c’è addirittura qualcuno che invoca la democrazia), che secondo alcuni è il 24 luglio di Silvio Berlusconi (illusi), aveva bisogno di un picchiatore, di qualcuno che si sporcasse le mani dicendo le cazzate che il nostro amato padrone, cioè, volevo dire fratello del padrone, non può dire per non attirare l’ira dei vescovi, anche se vorrebbe tanto dar loro dei “COMUNISTI!”.

    Ma veniamo dunque allo scoop del giorno: siamo riusciti a rintracciare l’autrice della querela che ha messo nei guai Dino Boffo, il quale, lo ricordiamo, aveva molestato una signora il cui marito aveva una tresca OMOSESSUALE con lo stesso Boffo. Siamo riusciti a rintracciare la signora grazie a un sacchetto che qualcuno aveva messo davanti alla porta di casa mia, il quale purtroppo è finito accidentalmente in fiamme (e sotto il sacchetto suppongo ci fosse della cacca lasciata da qualche cane, visto che me la sono ritrovata tutta sulle mie scarpe di pelle di negro albino).

    Dunque una traccia attendibilissima: ebbene, la signora in questione era la moglie di Antonio Di Pietro. Avete capito bene: il leader dell’Italia dei Valori, già attenzionato dai servizi segreti deviati per essere un oppositore (e secondo una fonte anonima, un terrorista islamico), avrebbe avuto (o forse sarebbe il caso di dire ha?) una tresca omosessuale con il direttore de L’Avvenire.

    Questo era probabilmente il tassello che mancava in questo quadro torbido: Di Pietro, approfittando della tresca con il Boffo, è riuscito ad influenzare l’opinione dei VESCOVI circa i presunti (e falsi) scandali sessuali in cui è stato coinvolto il premier, facendo moral suasion affinché il quotidiano dei vescovi attaccasse il premier, mentre intanto la moglie di Di Pietro, anch’ella parte del gioco, partecipava a riunioni segrete di MASSONI nei sotterranei del loft del Partito Democratico, durante le quali si facevano sacrifici umani, si beveva birra e si giocava a ping pong, alla presenza non solo dei leader del PD, ma anche dei direttori delle riviste del gruppo L’Espresso, e soprattutto dei direttori dei giornali stranieri (siamo riusciti a immortalare il direttore del Financial Times mentre beveva sangue come un vampiro… beh, in effetti poteva anche essere sangria… o forse vino… insomma, era buio… almeno credo fosse il direttore di FT, vabbé, decida Feltri se pubblicare questo particolare).

    E insomma, durante tali riunioni, si decideva il complotto ai danni del salvatore del mondo. Ecco dunque che finalmente tutto quadra: in questa turpe e fangosa storia c’è tutto, i COMUNISTI, i MASSONI, gli OMOSESSUALI e i VESCOVI, i maggiori nemici di Silvio Berlusconi, tutti insieme in un grande complotto volto a farlo cadere. E a uccidere o imprigionare tutti coloro che lo sostengono, quindi anche tu che mi stai leggendo potresti fare una brutta fine se questa gente riuscisse ad andare al potere. Pensaci. Ricorda com’è andata con STALIN.

    Questa settimana su Panorama niente di nuovo, solo 180 pagine di donne nude; oggi a Studio Aperto il saluto di Mario Giordano [questa è vera, ndT]; ma è su Chi la succosa di questa settimana: in un fotomontaggio mostriamo Beppe Grillo e Di Pietro in costume su una spiaggia del Kenya. Forse sono anche loro omosessuali? E perché la polizia non li attenziona per bene? Magari a manganellate?

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  • ago
    31

    Il caso B. oltre destra e sinistra

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    C’è un uomo che oggi in Italia si comporta come se fosse il padrone e non un servitore dello Stato. Egli non solo umilia l’intero Paese con la sua condotta ed i suoi conflitti di interesse, ma anche e soprattutto chi lo sostiene. Agita bandiere di libertà, si definisce liberale, ma turlupina chi si definisce liberale restringendo le libertà e massacrando la giustizia, usando il potere per i suoi affari. Egli non è trasparente, il suo passato, fra stallieri mafiosi, conti all’estero e appartenenza a logge massoniche sovversive, è opaco. Egli incarna tutti i nemici dello Stato in una sola persona. Attacca i suoi nemici con le armi sporche della menzogna e della diffamazione, utilizzando il monopolio dei mezzi dell’informazione e minacciando chi fa notare che tutto ciò che può portare in questo Paese è solo distruzione, chiamando “giornali agitati dalla sinistra” persino notissimi e autorevoli giornali indipendenti e conservatori esteri, proteggendosi con il suo patrimonio quando i processi per diffamazione vengono inesorabilmente persi (poiché ciò che guadagna diffamando supererà sempre l’importo degli assegni che stacca per i risarcimenti), attaccando i giudici che fanno il loro mestiere, mandando avanti i soliti leccapiedi per mantenere le mani pulite e poter dire: «io non ho mai parlato con Vittorio Feltri» o il servo di turno. Quest’uomo è Silvio Berlusconi.

    Non è più una battaglia politica, qui non conta l’essere comunisti o fascisti, statalisti o liberali, di destra o di sinistra. Quest’uomo ha cancellato ogni traccia di buon senso dal panorama politico, portando con sé anche i rappresentanti dell’opposizione, dapprima convinti di poterlo usare, infine coinvolti in questo gioco sporco, tanto che ora è difficile distinguerli. Con l’inciucio loro continuano a vincere, chi ci perde siamo noi, a prescindere dal nostro colore politico e dai favori personali e di breve termine che ci offrono pur di avere il nostro sostegno. Non siamo diventati altro che schiavi.

    Metà maggio 2009: dopo che Patrizia D’Addario ha confidato a un amico di essere in possesso delle registrazioni degli incontri con Berlusconi, a casa sua arrivano i ladri che si portano via vestiti, cd e computer.

    Inizio giugno 2009: con registratori e macchine fotografiche nascoste in un ristorante si tenta di intrappolare Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi Letizia che aveva parlato delle telefonate tra Berlusconi e la sua ragazza; nello stesso “set” nascosto si tenta di intrappolare L’espresso spedendo una ragazza a chiedere soldi per rivelazioni sul premer.

    Fine giugno 2009: viene incendiata l’auto di Barbara Montereale, appena interrogata dalla procura sui festini a casa Berlusconi.

    Inizio luglio 2009: il ragazzo presentato da Chi come fidanzato di Noemi rivela che l’unione era una montatura per la stampa, creata da una regia. Aggiunge di volersi allontanare perché a conoscenza “di troppe cose”.

    Fine agosto 2009: il Giornale pubblica “un’informativa di polizia giudiziaria” sul direttore di Avvenire in cui questi viene definito “noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni”; ma la polizia smentisce di aver mai redatto questa informativa, che è quindi stata scritta da altri (settori di servizi? agenzie private?).


    Ragazzi, qui destra e sinistra davvero non c’entrano più. C’è semplicemente un gruppo di potere che muove i suoi media e le sue barbe finte per compiere illegalità e fabbricare bugie.

    Credo anzi che i primi a offendersene, e a rivoltarsi, dovrebbero essere quelli di destra, i conservatori, i thatcheriani, i reaganiani, gli anticomunisti liberali: c’è in giro un bandito che ha rubato il loro nome e i loro vessilli per comandare come un agente del Kgb.

    Alessandro Gilioli sul suo blog

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