L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • nov
    22

    Scudo fiscale all’americana

    Autore: Tooby; Categoria: Economia;

    Tanto per ribadire il concetto, riporto di seguito la traduzione di un estratto dall’ultimo numero di BusinessWeek (pagina 7, qui l’originale):

    Improvvisamente un’impellente necessità di confessarsi sembra aver colpito alcuni cittadini americani. Il 17 novembre l’IRS [l'Agenzia delle Entrate USA, ndt] ha comunicato che più di 14700 evasori fiscali che detenevano fondi in conti bancari nei paradisi fiscali hanno fatto mea culpa negli ultimi mesi, pagando tasse arretrate e multe [mio grassetto, ndt] Ovviamente non si tratta di una misteriosa crisi di coscienza. Piuttosto, i colpevoli hanno avuto paura delle dolorose ammende e delle possibili condanne alla galera in cui potevano incappare. E le possibilità di essere pizzicati dal fisco si sono impennate da quando in agosto la banca svizzera UBS, ammettendo di avere sbagliato nell’aiutare i propri clienti ad evadere, ha accettato di fare i nomi di oltre 4500 persone. Quando la notizia è giunta all’orecchio dei preoccupati clienti [evasori, ndt], questi si sono costituiti in massa.

    Ricordiamo un po’ come funziona lo scudo fiscale all’italiana. Paghi un decimo delle tasse che hai evaso, senza pagare multe, senza andare in prigione e addirittura senza rivelare il tuo nome e da dove provengono quei soldi, senza fare distinzione fra quelli che ti sei fatto dare in nero, quelli che hai ricavato con il traffico di droga o quelli che hai guadagnato vendendo o facendo prostituire dei bambini. Siamo l’unico Paese occidentale che chiama scudo fiscale il riciclaggio di denaro sporco, perché lo stesso meccanismo americano è legge anche altrove, e mi sembra il minimo. È falso, falso, falso quando i soliti destrorsi dicono che la stessa cosa la fanno anche all’estero.

    In molti avevamo detto che questo scudo era una porcata ben differente da quello americano, inglese o francese, ma si sa, in Italia se dici che il governo sbaglia come minimo sei uno che mangia un paio di bambini a colazione prima di baciare la foto di Marx e tirare qualche molotov. E mentre fanno casini, mafiosi ed evasori ritornano a delinquere lindi e profumati.



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  • mar
    2

    Ok, ho azzeccato il bagno di sangue delle borse di oggi: non era troppo difficile, dopotutto, bastava informarsi un po’ (purtroppo non se ne poteva approfittare, visto che i vari divieti di vendita allo scoperto sono ancora in vigore – la CoNSoB l’ha prorogato fino a giugno, ma “stranamente” la borsa non ferma la discesa).

    Purtroppo il peggio sembra ancora lontano dall’arrivare. Si guardi questo grafico: mostra il differenziale di rendimento fra le obbligazioni emesse da istituzioni finanziarie e quelle emesse da altre istituzioni. Siamo arrivati ad un momento in cui questo differenziale risulta praticamente pari a quello che è stato l’evento più traumatico di questa crisi, ovvero la disintegrazione di Lehman Brothers del settembre scorso. Stavolta però non ci sono stati eventi ugualmente drammatici, e questo potrebbe significare che il mercato crede che un evento del genere possa ripetersi, magari più forte di prima.

    I possibili candidati sono molti. La mia preferita è la banca svizzera UBS.

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  • mar
    1

    Domani sarà un bagno di sangue?

    Autore: Tooby; Categoria: Economia;

    Non vorrei fare il menagramo, ma domani (lunedì 2 marzo) un sacco di banche dovrebbero rilasciare la trimestrale e mostrare i risultati relativi al 2008.

    UBS rischia di essere nazionalizzata. AIG, già nazionalizzata, potrebbe chiedere nuovi aiuti statali. HSBC, la più grande banca europea, ha chiesto aiuti agli investitori attraverso la vendita di nuove azioni.

    Se queste stime verranno confermate, domani sarà un bagno di sangue. Qualcuno prevede perdite dell’ordine del 4%, il che porterebbe lo S&P 500 (USA) sotto i 700 punti in apertura, il che sarebbe una sorta di “inizio della fine”.

    Venerdì l’indice ha raggiunto il minimo, e ha già sorpassato la crisi del 1973 e quella dei primi anni di questo secolo (la bolla tecnologica) e siamo abbastanza in zona “Grande Depressione”. Nay, non c’è niente da ridere.

    A proposito, chi ha corrotto David Mills?

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