Tooby, L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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mar24
Se il voto è illegale…
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsChi si presenta oggi al voto come candidato, ha ben chiara la situazione politica che si è avuta con la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Tutti sanno che Berlusconi sta lì illegalmente, e non per un solo motivo.
Il problema è che tutti lo sopportano e nessuno lo contesta. Qualcuno dello schieramento opposto a quello di Berlusconi, si fa anche pubblicare i suoi libri per comprarsi uno yacht. E poi c’è gente che, stupita, si chiede come faccia questo tizio (Berlusconi) a essere ancora a galla dopo quindici anni di gaffe e fallimenti. Il potere dei soldi? Non solo. C’è interesse, altrimenti di motivi per sbatterlo fuori ce ne sarebbero. Ne elenco alcuni:
- Innanzitutto, è incostituzionale: secondo l’articolo 51 della Costituzione, tutti i cittadini dovrebbero concorrere a ricoprire incarichi pubblici in condizioni di uguaglianza. Possedere metà del mercato televisivo (oltre ad essere il maggiore editore italiano) non è condizione di uguaglianza (la legge sulla par condicio è solo un tampone che Berlusconi continuamente infrange, come si può vedere qui, con tanto di Bonaiuti che ne chiede l’abolizione, cosicché il suo principale – Berlusconi – possa comprare pubblicità elettorale sulle sue reti a piacimento – tanto compra da sé stesso - e magari trasformare l’illegale Rete4 in un reality show 24 ore su 24 su di lui, la sua famiglia, il suo partito e i suoi miracoli);
- In secondo luogo, Berlusconi non può essere eletto per una legge dello Stato: l’articolo 10 della legge n.361 del 1957 afferma che «non sono eleggibili (…) coloro che (…) risultino vincolati con lo Stato (…) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica». Il possesso di tre televisioni (di cui una illegalmente) è frutto di una concessione dello Stato italiano a Berlusconi. L’entità economica è notevole. Eppure la Giunta per elezioni del Parlamento dell’illegalità, calpestando la legge, ammise Berlusconi;
- In terzo luogo, il conflitto di interessi in essere nella persona di Berlusconi è enorme: non solo è concessionario di reti televisive, ma ha le mani anche, per esempio, nel settore assicurativo, bancario ed edile, dove l’intervento legislativo dello Stato è sempre notevolissimo. Anche il Parlamento europeo ha richiamato l’Italia, il 20 novembre 2002, deplorando che “in particolare in Italia, permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico nelle mani del presidente del Consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto d’interessi“. Eppure cinque anni di centrosinistra non sono bastati ad approvare una legge che costringesse Berlusconi a scegliere fra se stesso e lo Stato. Per questo io li ritengo complici di Berlusconi al mantenimento di questa situazione di illegalità che sta distruggendo l’Italia. Adesso la blanda normativa sul conflitto d’interessi, approvata dal governo Berlusconi, prevede soltanto che il capo del Governo debba delegare la gestione a persone qualsiasi (parenti o amici, ma in ogni caso sono ammesse persone che non sono indipendenti), limitandosi a uscire dal Consiglio dei Ministri quando si tratti di votare una questione in conflitto (il fatto che poi ci siano già accordi e indicazioni di voto per gli altri ministri rimane irrilevante).
E non dimentichiamo le leggi ad personam, i processi (con condanne in primo o in secondo grado) fermati da cavilli degli avvocati-deputati o da leggi cancella-reati, gli insulti alla Giustizia, il passato opaco e le leggi palesemente incostituzionali, come quella sulla legge elettorale, ripudiata persino dal suo creatore. Tutti provvedimenti che sono andati a beneficio non solo suo, ma anche di tantissimi criminali, che, ad esempio grazie alla legge ex-Cirielli, sono rimasti o saranno impuniti.
Tutto questo grazie alla sua discesa in campo. E grazie a chi lo tiene in vita per proprio interesse, a destra come a sinistra. Se oggi l’Italia è in coma profondo, lo dobbiamo a tutti voi, veterani della politica, che oggi, ancora una volta, ci chiedete il voto, ma permettete che l’illegalità personificata continui a tenere in scacco il Paese per il proprio interesse. Montanelli lo diceva da anni, ma avete continuato a sporcare il gioco politico sulla pelle dei cittadini impotenti.
Complimenti.
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mar9View Comments
Enrico Boselli è il candidato premier per il Partito Socialista, affiliato all’Internazionale Socialista e al Partito Socialista Europeo. Boselli dovrebbe rappresentare i socialisti, quelli veri, quelli che non sono comunisti (la Sinistra – l’Arcobaleno) e quelli che si chiamano socialisti solo per fare propaganda (il Partito Democratico).
Il socialismo italiano è ancora fermo agli anni precedenti al fascismo: le dottrine sono sempre le stesse, e non potrebbe essere altrimenti. In Italia abbiamo ancora anacronistici comunisti convinti fino al midollo e fuori dal tempo, mentre il comunismo muore ovunque, e pure la Cina se n’è accorta (per non parlare della Russia); abbiamo socialisti che sono ancora marxisti (il fu Partito dei Democratici di Sinistra, oggi Partito Democratico) e che oggi sono più al centro che a sinistra.
Boselli, quello che dovrebbe rappresentare la rinascita del socialismo italiano, che dovrebbe porre fine alla diaspora dei socialisti (che da Tangentopoli a oggi sono finiti un po’ ovunque, attirati un po’ dai soldi di Forza Italia, come Fabrizio Cicchitto, insieme a qualche comunista tipo Sandro Bondi, un po’ dal PDS, un po’ da Rifondazione), Boselli, che con coraggio si candida da solo per affermare le proprie idee socialiste, Boselli offre un seggio a Clemente Mastella. Quel Mastella che saltando da un lato all’altro dello schieramento non ci ha permesso di capire quale sia la sua ideologia.
Boselli, che neppure sa cos’è il socialismo (e in Italia non lo sa nessuno), vuole candidare qualcuno che è talmente al centro da stare sia a destra che a sinistra.
All’estero il socialismo è stato oggetto di varie e grandi revisioni (nel 1959 e nel 1989 in Germania, con Tony Blair nel Regno Unito e oggi in Spagna con José Zapatero), e grazie a queste riforme sono stati al governo e hanno ottenuto grandissimi risultati (basti ricordare che a dicembre dello scorso anno la Spagna di Zapatero ha superato l’Italia per reddito procapite), in Italia il Partito Socialista vuole candidare Mastella (che per fortuna ha rifiutato, dimostrando un minimo di dignità).
Il socialismo che ha cambiato l’Europa in Italia non esiste. E gli effetti si vedono: il resto del mondo va avanti, l’Italia rimane ferma; è il prezzo da pagare per non avere una vera sinistra da alternare ad una vera destra (che neppure esiste, ma per altri motivi). A voler riassumere la situazione politica italiana, abbiamo solo gli anacronistici comunisti, i presunti socialisti e addirittura il pentapartito, che oggi è il bipartito (PD e PdL).
Non so a voi, a me tutto questo ricorda l’Italia dell’Assemblea Costituente. Complimenti, siamo ancora negli anni Quaranta: cambiate calendario.
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mar3
Lo stupore di Mastella
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View Comments
Clemente Mastella si stupisce del fatto che nessuno lo vuole: da ormai 15 anni salta allegramente da una coalizione all’altra, saltando da un carro del vincitore all’altro. Adesso tutti gli altri hanno detto basta ad un alleato così incostante e, visti i vari salti, privo di identità politica, se non quello del trasformismo e consociativismo. E lui ha il coraggio anche di stupirsi.Adesso che è costretto ad andare da solo alle elezioni, e con poche, minime speranza di risultare eletto, si autodefinisce una vittima e contrasta anche il sistema elettorale che lui, con la sua fuoriuscita dal governo e dall’alleanza di centrosinistra, ha contribuito a non cambiare: esisteva una bozza di riforma della legge elettorale, ma tutto è andato a farsi benedire a causa del suo abbandono (fra gli altri). Adesso è vittima delle sue scelte, è vittima di se stesso e delle sue scelte. Si dice: chi è causa del suo mal, pianga se stesso, abbia il coraggio di assumersi qualche responsabilità, invece di frignare da Belpietro.
E intanto il suo partito è vittima di una emorragia di componenti: si è dimesso il deputato e vicesegretario nazionale del partito di Mastella, Antonio Satta, mentre il senatore Tommaso Barbato (l’uomo dello sputo in Senato), vista l’impossibilità di essere eletto con l’UDEUR, ha deciso di passare al Movimento Per le Autonomie, alleato del Popolo della Libertà. Mastella paga anche questo, ovvero l’essere stato il padre padrone del partito, emarginando le potenzialità degli altri componenti. E intanto anche a Ceppaloni e nel Sannio perde consensi.
E ora, escluso dal centrosinistra di Walter Veltroni, dal centro di Pier Ferdinando Casini e dal centrodestra di Silvio Berlusconi, rischia seriamente, dopo oltre trent’anni, di rimanere fuori dal Parlamento. Magari tornerà al suo lavoro in RAI, dove era approdato con raccomandazione di Ciriaco De Mita, e dove è in aspettativa (percependo relativo denaro) da quando è approdato alla Camera, nel lontano 1976.
In ogni caso, non riesco a non rallegrarmi del fatto che finalmente Mastella e le sue ombre rimarranno fuori dal Parlamento. E spero che il mastellismo sia diventato soltanto un pezzo della storia passata, da dimenticare, come molto altro, ma almeno, è un inizio.
- Cinguettii del 07-09-2010
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