L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • lug
    6

    Normalmente, in un Paese civile, prima delle elezioni ci si muove cauti per non perdere consensi, anzi, si tenta di usare la spesa pubblica a fini elettorali (lo faceva Bottino Craxi, ad esempio, con le conseguenze che subiamo ancor oggi e che subiremo per decenni), dopo le elezioni si attua il programma, anche se questo significa fare qualche sacrificio nel breve periodo e perdere consensi. In un Paese civile la classe dirigente cerca di conciliare le elezioni dell’anno prossimo con i bisogni dei propri figli fra vent’anni e dei propri nipoti fra cinquanta. Se proprio sono poco lungimiranti, tenteranno, almeno, di fare riforme che facciano progressi evidenziabili nello spazio di una legislatura.

    Sta accadendo negli USA di Barack Obama: il presidente fresco di elezione sta mettendo in campo una riforma verde che però non va giù ai parlamentari che cercheranno di essere rieletti l’anno prossimo. La soluzione sarà cercare un buon compromesso, che salvi l’impianto della riforma senza far perdere il seggio ai parlamentari (e soprattutto salvaguardando gli interessi che essi rappresentano). Male che vada, la si spezzetta.

    Anche l’Italia ha bisogno di riforme, non solo congiunturali ma soprattutto strutturali, visto che non vede una crescita decente da quindici anni. La crisi economica e finanziaria non c’entra niente: è come se un tizio con un tumore in metastasi buscasse l’influenza.

    Questo governo, però, non vuole mettere le mani sulle pensioni, sul mercato del lavoro e su altre questioni economiche fondamentali. L’agenda delle riforme è dettata dalla Lega Nord (federalismo fiscale a tutti i costi, anche se questo significa peggiorare i servizi offerti, ad esempio, dalla Lombardia) e dalla P2/mafia (controriforma della giustizia e delle intercettazioni).

    Questo governo non ha alcuna intenzione di mettere mano alle riforme economiche (quelle sulle quali la sorveglianza dell’Unione Europea è più stretta) poiché farle, pur essendo necessarie, significherebbe erodere fortemente il consenso, attaccare i privilegi di cui godono ingiustamente determinate categorie, che quindi, con lo stomaco vuoto, diventerebbe più attento alle leggi porcate piduiste che dovranno venire (perché verranno, non c’è da preoccuparsi) e che non riempiono la pancia.

    Al contrario, si stanno fermando le liberalizzazioni, la class action si avvia verso l’ennesimo rinvio nel prossimo milleproroghe, per non parlare dei favori personali che le aziende pubbliche fanno al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, o meglio, alle sue aziende.

    Vi avevo segnalato che Alitalia aveva dato la concessione pubblicitaria per la propria rivista ad una impresa appartenente alla famiglia Berlusconi.

    Adesso si scopre che il governo ha fatto grossi favori a Trenitalia (specie in materia di trasporto regionale); contemporaneamente Panorama (gruppo Mondadori, proprietà di Fininvest, ovvero di Berlusconi Silvio) viene distribuito quasi obbligatoriamente ai passeggeri della prima classe. Ma sicuramente si tratta di una coincidenza.

    Le priorità di questo governo sono evitare decisioni delicate che possono erodere il consenso e fare favori al presidente del consiglio. Poco importa se in questo modo l’Italia andrà a puttane: pare lo faccia anche il premier, dopotutto…

    Vorrei sapere dove sono tutti quei poveracci che il TG4 e Studio Aperto intervistavano mentre rovistavano negli scarti al mercato lamentandosi contro il governo Prodi (pure loro giocavano il Prolly) prima delle elezioni dell’anno scorso. Forse il mago Silvio ha trovato loro un lavoro? L’ISTAT dice di no, ma si sa, la statistica è figlia del comunismo, per questo Giulio, Silvio e Claudio vogliono tapparle la bocca, parlando di ottimismo mentre si cola a picco.

    Sarà mica che sono morti di fame nell’ultimo anno?



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  • feb
    16

    Ascondise

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    Àinu avrebbe fra le 1 e le 3 pecore in più. Ma la statistica dice il contrario.

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  • mar
    29

    Girando in rete ho trovato questa presentazione (messa anche in video con commento audio), da parte di un gruppo denominatosi quattrogattiLSE. Tratta di cose come debito pubblico e pressione fiscale, temi che sono all’ordine del giorno, ma che vengono usati in modo demagogico (e a  volte dimenticati).

    Ho trovato questo studio molto semplice da comprendere, e molto ben fornito di fonti (quindi non dice cazzate). In ogni caso, cercherò di rendere la spiegazione ancora più semplice con alcune spiegazioni.

    Per prima cosa il debito pubblico: pensiamo all’Italia come una famiglia. Attualmente questa famiglia guadagna ogni anno 100 euro e ha debiti per 106. I suoi debiti sono maggiori di quanto guadagnato. Questo vuol dire che se la famiglia usasse tutto lo stipendio annuale per pagare il debito (non comprando cibo, vestiti, non usando acqua potabile, elettricità, telefono, etc.), non riuscirebbe comunque a liberarsi dai debiti. E quei debiti non pagati producono nuovi interessi, e quindi nuovi e maggiori debiti. Questa è la situazione dell’Italia oggi.

    Questo debito è nato negli anni ‘70 e ‘80, quando i vari governi hanno preferito indebitarsi, scaricando, di fatto, il debito su di noi e sulle generazioni future. Non c’è nulla di male a indebitarsi, ma il problema è che i governi degli anni ‘70 e ‘80 non hanno usato i soldi per comprare, poniamo, libri per i propri figli (le generazioni successive), perché si istruissero, ma hanno preferito usare ([gran] parte di) quei soldi per comprare dei cibi più costosi per se stessi. In altre parole, i governi passati sono andati in un ristorante a dodici stelle, mangiato manicaretti costosissimi, e hanno detto al cameriere che avrebbero pagato i figli (le generazioni successive). Ma i figli, non avendo studiato, sono dei disoccupati oppure hanno un lavoro che non permette loro di pagare i debiti dei genitori, quindi devono scaricare il debito (maggiorato) sui propri figli. E così via. Attualmente paghiamo circa 70 miliardi di euro di interessi ogni anno (sono 135mila miliardi di lire che ogni anno buttiamo a mare).

    Se poi i figli hanno un’emergenza e devono indebitarsi (per esempio, perché uno di loro ha un tumore – ovvero lo Stato ha bisogno di denaro per rifare le strade), non possono farlo perché hanno già molti debiti. Il tumore non viene curato e il figlio muore (senza strade, senza infrastrutture lo Stato muore → si impoverisce, passa dal primo al secondo o terzo mondo).

    I dati fanno notare che con il risanamento del centrosinistra e l’arrivo dell’euro hanno dimezzato il costo del debito pubblico. Quindi chi dà all’euro la colpa della nostra “povertà” è un povero coglione. L’euro ci ha salvato da un destino ancora più nero di oggi.

    Come diminuisce il debito? La presentazione inserisce la definizione di avanzo primario: per spiegarlo in modo semplice, ritorniamo all’esempio precedente. La nostra famiglia che guadagna 100 euro l’anno, alla fine dell’anno ha speso 99 euro (per il cibo, i vestiti, la benzina, il telefono, etc più gli interessi sul debito). Quell’euro (l’avanzo primario) va a pagare il debito che quindi da 106 euro passa a 105.

    Per quanto riguarda l’avanzo primario, la presentazione fa notare (dati alla mano) che l’avanzo primario con il centrosinistra è stato nettamente maggiore di quello del centrodestra: il centrosinistra ha risparmiato di più. In altre parole, il centrosinistra ha fatto qualche sacrificio perché i figli (le generazioni future) dovessero pagare meno debiti. Il centrodestra ha fatto meno.

    Si passa poi alla pressione fiscale. La pressione fiscale è il rapporto fra le entrate dello Stato e il PIL. Prima puntualizzazione: le entrate dello Stato non sono solo le tasse. Ci sono molte altre entrate.

    La presentazione pone questa domanda: la pressione fiscale è aumentata con l’ultimo governo Prodi? La risposta è sì. Infatti si fa anche notare che le entrate dello Stato sono aumentate. Ma non solo: con il governo Prodi c’è stata una lotta all’evasione fiscale, che ha contribuito a tale aumento.

    Infatti, se il PIL è di 100, e le entrate fiscali sono 40, la pressione fiscale è al 40%. Se gli evasori vengono costretti a pagare le tasse (diciamo per 10), la pressione sale al 50%. Ma abbiamo pagato più tasse? La risposta è no: semplicemente adesso pagano le tasse anche coloro che prima non le pagavano.

    Quindi, quando Berlusconi fa il demagogo populista, e dice che il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche degli italiani, mente. O per propaganda o per ignoranza. Ma mente.

    Come fa vedere la presentazione, il centrosinistra ha aumentato sì la pressione fiscale, ma in gran parte (almeno la metà) l’aumento non è dovuto alle tasse.

    Quindi la presentazione passa ad esaminare le riforme fiscali degli ultimi due governi.

    Primo punto: l’evidenza dimostra che il centrodestra ha effettuato una politica fiscale che ha aumentato il debito pubblico. Il governo di centrodestra ha abbassato le tasse, ma in modo insostenibile. Nel lungo periodo ci ha reso più poveri. Ma non solo.

    Nel secondo punto, si fa notare che entrambi i governi (di centrodestra e di centrosinistra) hanno effettuato tagli alle tasse. Ma con delle grosse differenze.

    Con il centrodestra, i più poveri non hanno risparmiato quasi nulla di tasse, mentre i più ricchi hanno risparmiato (in percentuale) quasi quanto quelli meno ricchi. In termini assoluti, comunque, il più ricco ha risparmiato più del meno ricco (come dimostra la presentazione).

    Con il centrosinistra, i più poveri hanno risparmiato poco meno dei meno ricchi, ma il dato più significativo è il fatto che i più ricchi (quelli che guadagnano 90mila euro o più l’anno) hanno pagato più tasse (e forse per questo Berlusconi, che era il più ricco d’Italia, si è incazzato: perché il governo Prodi ha messo le mani nelle sue tasse). Infatti per loro il risparmio è negativo.

    Il fatto che il più ricco debba pagare più tasse non è semplicemente una cattiveria: è un dettato costituzionale (art. 53).

    In ogni caso, fa notare la presentazione, entrambe le riforme non hanno favorito le fasce più povere.

    Adesso faccio qualche considerazione: innanzitutto, non credo che il centrodestra sia formato da cretini. Non ritengo gli elettori di centrodestra degli imbecilli. Voglio solo ribadire quanto le pagine di questo blog dicono da giorni: il problema dell’Italia è Berlusconi. Io sono certo che altri politici, senza Berlusconi (e penso a Fini o Casini, per esempio), avrebbero preso altre strade, e staremmo meglio.

    Invece a capo del centrodestra c’è una persona che (come dimostra la presentazione, con dati OCSE, Istat, Eurostat – che non sono istituzioni comuniste) ha sfasciato i conti dello Stato che il centrosinistra aveva cominciato a risanare (e i dati continuano a confermarlo). Lo ha fatto con provvedimenti inefficaci se non dannosi (come i condoni e le leggi ad personam).Non solo.

    Berlusconi ha anche usato lo Stato per il proprio interesse, e questo è provato da due fatti: in primo luogo con provvedimenti ancora dannosi per il Paese, ma stavolta efficaci…per lui, la mafia e i criminali comuni. Ma soprattutto per il problema tasse. Berlusconi afferma che il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche degli italiani: ma questo non è vero. Il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche dei più ricchi, e lui, essendo il più ricco d’Italia, ne ha risentito più degli altri. E per questo è incazzato. E adesso cavalca l’onda della recessione e dell’inflazione per far credere a chi è più povero di lui che il centrosinistra lo ha impoverito: fa incazzare anche chi non ha pagato più tasse, ma addirittura di meno. Ma la recessione non è semplicemente colpa del centrosinistra, ma di un’intera congiuntura economica mondiale. E soprattutto gran parte dell’inflazione è colpa del governo Berlusconi: quanti di voi ricordano che l’euro è arrivato nelle nostra tasche durante il governo Berlusconi, nel 2002? E quanti di voi ricordano che il governo Berlusconi ha dimenticato di vigilare sugli aumenti durante il cambio? Ma lui era troppo impegnato a salvare la propria pelle, oltre a farla al Paese intero.

    Berlusconi, l’uomo pagliaccio ormai in definitivo declino politico, prende in giro l’Italia facendo spettacolari giochi d’acrobata, tenendo i suoi spettatori con il naso all’insù, mentre qualcuno svuota loro le tasche. Costui dice ai cittadini le cose che i cittadini vogliono sentirsi dire, ma queste cose sono false, e fanno male alla politica italiana, perché sono menzogne totali raccontate per accalappiare elettori, spostando l’attenzione sui problemi reali del Paese. E i colpi di scena che quest’uomo mette in gioco? Il taglio dell’ICI? Ma andiamo, l’italiano medio spende poche centinaia di euro di ICI, a differenza di Berlusconi, che pagherà chissà quanto per la sua villa ad Arcore, senza dimenticare la villa in Sardegna e tutte le altre case. E la cordata Alitalia? L’abbiamo detto ieri, solo un altro metodo di fare campagna elettorale sulla pelle dei ventimila dipendenti di Alitalia e dei molti altri dell’indotto, mentre qualcuno speculava sui rialzi e i ribassi causati dagli annunci contraddittori e supersmentiti di Berlusconi.

    Quest’uomo fa il proprio interesse sulla nostra pelle, si arricchisce a nostre spese. Dovremmo finalmente aprire gli occhi e renderci conto che solo quando lui se ne andrà, l’Italia potrà ripartire. Fino ad allora, il Paese andrà a fondo perché lui lo userà per galleggiare: rialzati, Italia, così lui potrà galleggiare meglio.

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