Tooby, L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
-
apr29
L’Italia non viene declassata, ma non c’è niente da ridere
Autore: Tooby; Categoria: Economia;View CommentsQui c’è gente che è euforica perché l’Italia, a questo giro, non è stata né sarà (a quanto sembra) declassata, come se tutto andasse a meraviglia. Sono state declassate Grecia, Portogallo, Spagna, ma l’Italia no, perché noi ne usciremo meglio degli altri eccetera eccetera.
L’Italia non è stata declassata per un motivo molto semplice: non c’è granché da declassare. La situazione dei conti pubblici italiani resta la solida tragedia di cui ho ampiamente parlato in passato. Il declassamento rischia di arrivare se non metteremo in atto le misure adeguate per fronteggiare l’inevitabile esplosione del debito.
Andiamo un attimo sul sito di Standard & Poor’s e vediamo un po’ come stanno messi i PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna):
- Portogallo, rating A-;
- Irlanda, rating AA;
- Grecia, rating BB+;
- Spagna, rating AA;
Vi sorprenderà sapere che l’Italia ha un rating A+, superiore solo a Grecia e Portogallo. Per la cronaca, Germania, Francia, Regno Unito e praticamente tutti i Paesi non mediterranei hanno un rating AAA.
Ciononostante l’assicurazione sul default (i CDS) costa di più per i PIGS rispetto all’Italia, ovvero assicurarsi contro il fallimento dell’Italia costa meno (quindi c’è un rischio inferiore, un po’ inferiore, specifico). Questo perché, come già sappiamo, l’Italia è più solida di questi Paesi, ha un elevato risparmio privato, un sistema bancario chiuso, dunque poco esposto alle turbolenze internazionali (ci sono anche lati negativi per questo, tranquilli) e ha una lunga storia di altissimo debito pubblico, dunque è un po’ più affidabile nel gestirlo (come dire, abbiamo il callo). Dunque quei Paesi (oggi) sono più esposti agli attacchi, ma si tratta solo di aspettare che l’effetto domino travolga pure l’Italia.
E poi, quando trucca i conti, l’Italia sa farlo bene, senza strafare come la Grecia.
Ma questo non significa che vada tutto bene, anzi: fra i Paesi del G7, assicurarsi contro il rischio italiano costa poco meno di 4 volte che quello USA, 3 volte quello tedesco e 2 (o poco meno) volte quello di Regno Unito, Francia e Giappone. E, tanto per la cronaca, il Giappone ha un rating AA, ma ha un debito pubblico che è quasi doppio del nostro in termini di percentuale del PIL (192 a 115).
Il problema del debito pubblico va affrontato, così come quello della scarsa competitività italiana e di conseguenza la crescita nulla o quasi che ci aspetta nei prossimi anni, se tutto va bene. Ma questo governo non sembra voler mettere l’economia e la finanza pubblica fra le priorità: prima la giustizia, prima le intercettazioni, prima il lodo Alfano costituzionale (e non voglio ripetere la solita litania dell’ICI, dello scudo fiscale e tutte le altre porcherie di questi ultimi due anni).
Vi basti questo grafico, tratto da Il Fatto Quotidiano, che mostra l’andamento della spesa pubblica italiana negli ultimi anni. Notate cosa è accaduto nel 2009: a fronte di entrate pressoché costanti (non hanno tagliato le tasse, in altre parole) la spesa pubblica è aumentata di 3 punti percentuali. Ma la cosa divertente è che la spesa primaria (ovvero al netto degli investimenti e degli interessi sul debito) è esplosa di ben 3,5 punti. Ugo Arrigo fa notare che si tratta non solo di un record storico (negativo), ma che le bravate di Tremonti (che, ricordiamolo, è stato ministro dell’economia dal 2001 al 2004, dal 2005 al 2006 e dal 2008 a oggi) ci han fatto pure dilapidare i risparmi derivanti dall’entrata nell’euro, il che significa che quando i tassi di interesse risaliranno noi, con il nostro gigantesco debito pubblico, finiremo nei guai. E allora vedremo che bei declassamenti.
(Prima che qualcuno tiri fuori Prodi, sappiate che tutti i suoi governi, compreso l’ultimo, hanno tenuto sotto controllo la spesa pubblica. E non tirate fuori neppure la storia delle tasse: il grafico qui sotto parla da solo).
Tag: cds, debito pubblico, grecia, irlanda, italia, pigs, piigs, poor, Portogallo, rating, Spagna, spesa pubblica, spesa pubblica primaria, standard, tremonti -
lug7
Giuste le accuse, sbagliate le conclusioni
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsI giornali inglesi sono andati oggi contro la presidenza italiana del G8, rea di non avere organizzato un bel niente, lasciando ingiustamente nelle mani degli USA l’organizzazione dell’evento. Questo sottolinea la debolezza della politica estera italiana, a mio avviso giustamente, indebolendo ancora di più il G8, che non è altro che una passerella, visto che le decisioni importanti devono essere e vengono prese in tavoli ben più ampi, come il G20, visto che non si possono ignorare, a mero titolo d’esempio, i Paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina – la Russia, tuttavia, fa parte del G8).
Si arriva, però, ad ipotizzare una prossima esclusione dell’Italia dal club degli otto Paesi più industrializzati, arrivando ad anticipare l’inclusione della Spagna, Paese che recentemente ci ha sorpassato quanto a reddito pro capite.
Io non considero quest’eventualità possibile: l’Italia resta comunque un Paese chiave (a prescindere da chi la governa e dalla sua indiscutibile debolezza economica), quindi la sua esclusione, almeno nel breve, non è plausibile. Quanto alla Spagna, la cosa è ancora meno probabile, visto che il Paese iberico non fa parte neppure del G20.
-
dic11
Giovanardi, fai cambio con qualcuno e sparisci dal Parlamento
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsMi è capitato di vedere oggi (non so su quale trasmissione di Rai Due) un dibattito sui costi della politica, che vedeva fra i protagonisti un certo Carlo Giovanardi (ben noto alle cronache per varie idiozie passate che non voglio neppure elencare).
Questa faccia di ca**o, a chi diceva che i politici costano troppo, ha ripetuto una trentina di volte «Gli avvocati, i commercialisti, i banchieri, i manager [etc.] guadagnano molto più di me…io non ci metto niente ad andare dal notaio e fare cambio con uno di loro».
Ora, a parte che questo simpaticone dimentica che non può fare a cambio , Giovanardi dimentica anche un’altra cosa, ancora più fondamentale.
Nel settore privato (avvocati, commercialisti, banchieri, manager e compagnia bella) se non fai il tuo lavoro vieni cacciato. Quindi se sei bravo, tu potrai prendere un sacco di soldi, ma se, al contrario, lavori male, ti assenti spesso, sei spesso in ritardo, il tuo capo ti manda via su due piedi. Lo stipendio, inoltre, non viene deciso dalla stessa persona che lo percepirà, bensì esistono svariati metodi di controllo, per evitare eccessi.
Il parlamentare, invece, deve sottostare a periodiche conferme (le elezioni), quindi il licenziamento su due piedi non esiste. Inoltre dal 2006 i cittadini non hanno più la possibilità di scegliere il proprio rappresentante in Parlamento, visto che vengono scelti nell’ordine indicato dal partito di appartenenza. Inoltre non esiste alcun controllo: lo stipendio dei parlamentari viene deciso dai parlamentari stessi. Continuando il paragone con il settore privato, i presunti capi (ovvero noi elettori) non hanno più la possibilità di tenere un tizio fuori dal Parlamento, tuttavia quel tizio potrà ancora decidere il proprio stipendio da parlamentare. I capi sono diventati i leader di partito, e i cittadini non hanno alcuna possibilità di controllare, seppure a posteriori, l’operato dei propri rappresentanti. Al parlamentare basterà essere simpatico al capo per vivere di rendita (che dopo due anni e mezzo di lavoro ti tocca pure la pensione).
Insomma, il paragone con il settore privato non si può fare manco di striscio. Ma Giovanardi si lamentava lo stesso.
È risaputo che lo stipendio dei parlamentari italiani è fra i più alti d’Europa . Ma non solo questo: in Italia vi sono poco meno di 60 milioni di persone, e abbiamo 630 deputati e 315 senatori (ovvero un parlamentare ogni 64mila abitanti circa ). Facciamo qualche paragone :
- USA: 435 deputati e 100 senatori per 300 milioni di abitanti (un parlamentare ogni 560mila abitanti);
- Germania: 598 deputati e 69 senatori per 82 milioni di abitanti (un parlamentare ogni 123mila abitanti);
- Regno Unito: 650 deputati per 61 milioni di abitanti (un parlamentare ogni 94mila abitanti);
- Spagna:350 deputati e 264 senatori per 46 milioni di abitanti (un parlamentare ogni 75mila abitanti);
- Francia: 577 deputati e 331 senatori per 65 milioni di abitanti (un parlamentare ogni 72mila abitanti);
- la Russia dell’amico Putin: 450 deputati e 168 senatori per 146 milioni di abitanti (un parlamentare ogni 236mila abitanti).
Insomma, non solo i nostri parlamentari hanno uno stipendio altissimo, ma sono evidentemente troppi. E questo senza contare tutte la altre spese a carico del cittadino (oltre ai già citati rimborsi doppi, i partiti godono di favoritismi legislativi, come espresso qui, non dimentichiamo le regioni, le inutili provincie, i molti (troppi) comuni, ma soprattutto tutti i consulenti e tutte le società che svolgono lavori che potrebbero e dovrebbero svolgere gli impiegati pubblici. E non solo questo: secondo questa inchiesta de La Stampa, i vari funzionari statali ricevono molti più soldi rispetto ai Parlamentari!
Quindi, caro Giovanardi, se hai pure il coraggio di lamentarti, facci il piacere di dimetterti e di andare a fare un altro mestiere (ammesso e non concesso che tu non faccia il parlamentare solo perché non sai far altro).
Tag: Antonio Di Pietro, Camera, carlo giovanardi, comuni, corruzione, elezioni, francia, Germania, giovanardi, idiozie, italia, parlamento, Politica, Regno Unito, Russia, Senato, Spagna, stampa, stipendi -
set12View Comments
Spenderò due parole due per parlare della recente indagine della CGIA di Mestre, che ha fatto i conti in tasca alle pubbliche amministrazioni europee, per scoprire quanto paghiamo per avere certi servizi. Alla fine la morale della favola è che Brunetta potrà cacciare tutti i conigli dal cilindro che vuole, ma non riuscirà a fare niente. Perché? Magari perché gli italiani sono geneticamente fannulloni? Perché ci sono troppi sprechi? Ma quando mai! La realtà è ben diversa…
Tag: Alitalia, bonus bebé, cgia, debito, debito pubblico, deficit, efficienza, euro, francia, gelmini, Germania, giulio tremonti, mass media, pensioni, piano Fenice, PIL, pubblica amministrazione, renato brunetta, romano prodi, scuola elementare, sicurezza, silvio berlusconi, Spagna, sprechi, stato, tasse, Unione Europea -
lug22View Comments
Nel 1997 l’Inter acquista Ronaldo dal Barcelona, pagando l’equivalente di 25 milioni di euro di allora.
Nel 2008 il Milan acquista Ronaldinho dal Barcelona, pagando 21 milioni di euro (più eventuali altri 4 se il Milan si qualificherà per la Champions, totale 25 milioni di euro). Perfino Marina Berlusconi avrebbe sgridato il padre per avere speso troppo (e dire che qualche tempo fa di milioni ne aveva offerti 60).
Poi uno si sorprende se la Spagna vince l’Europeo.
Insomma, gli spagnoli acquistano brasiliani a poco prezzo, li usano e poi li vendono: quando Ronaldo arrivò all’Inter, non fece altro che farsi male di continuo. 25 milioni di euro regalati. Ronaldinho ha avuto una serie di infortuni nell’ultimo anno, cosa che non lascia presagire bene (e il prezzo è crollato da 60 milioni di euro ad appena 25). E intanto con questi soldi la Spagna che fa? Investe nei vivai, sia interni che esteri, e i frutti si vedono: pur lasciando a casa un certo Raul, Aragonés ha vinto Euro 2008.
E in Italia? Prendiamo le tre squadre che hanno vinto lo scudetto in calcio, basket e pallavolo. La prima è l’Inter, che aveva in rosa quattro italiani su 28, dei quali tre portieri di riserva più Materazzi, l’unico italiano a giocare. La Montepaschi Siena ha in rosa quattro italiani (e mezzo) su quattordici elementi. Per la Itas Diatec Trentino, su quattordici giocatori ce ne sono sette italiani, ma nella formazione tipo ve ne rientra solo uno (Birarelli) più il libero Bari.
La situazione non cambia granché fra le altre big dei vari campionati. E quali sono i risultati? A Pechino c’è una nazionale Under-21 che presenta solo la metà della rosa (i club hanno boicottato le Olimpiadi: paradossalmente, il Milan ha impedito a Bonera di andare a Pechino, ma lo permette sia a Ronaldinho che a Pato). Per quanto riguarda il basket, consoliamoci: l’Italia non si è qualificata né fra gli uomini, né fra le donne. Per gli uomini, l’europeo di Spagna 2007 è stato una tragedia, soprattutto con una nazionale che aveva raggiunto la finale dell’Olimpiade di Atene nel 2004 (arrivando più avanti addirittura degli USA) e che nel 2005 aveva vinto i giochi del Mediterraneo. Per quanto riguarda la pallavolo maschile, l’Italia si è qualificata, a mio avviso, abbastanza per il rotto della cuffia e da quanto ho visto, dubito riuscirà a fare granché.
Insomma, si aprono troppo facilmente i portafogli per importare stranieri e si trascurano le promesse nostrane, perché credono, ai piani alti, che con gli stranieri non si riuscirà solo a vincere, ma anche a dare spettacolo e prestigio. Ma non c’è nulla di più falso, anzi la storia ha dimostrato il contrario. Ma poi, mandare qualche talent scout in Brasile a cercare giovani talentuosi per portarli in Italia per quattro soldi, non sarebbe meglio? O hanno paura di finire operati di appendicite?
Intanto la Spagna va, ci supera ovunque e comunque, con tranquillità (leggevo qualche giorno fa su Metro di una classifica della qualità della vita in Europa, con Spagna prima e Italia ultima). Tanto ci pensano Moratti e Berlusconi a regalare soldi agli spagnoli: Moratti compra tutto il comprabile e Berlusconi compra a qualsiasi prezzo (non dimentichiamoci Lentini: un giocatore di media categoria che Berlusconi pagò quaranta miliardi – per fare un paragone, la Juventus aveva comprato un certo Roberto Baggio appena due anni prima per 18 miliardi).
Ora, non voglio dare la colpa anche dell’inflazione dei prezzi dei giocatori a Berlusconi: è in buona compagnia (lo paragono ad Abramovich, ma anche questo signore qui non è uno stinco di santo…) però anche lui ci mette del suo (ok, i soldi non gli mancano, alla fine se gli permettiamo di avere una televisione e tanta pubblicità abusive, anche a costo di pagare noi la multa all’Unione Europea, poi i soldi sono suoi e può farci quello che gli pare).
- Cinguettii del 01-09-2010
- Cinguettii del 31-08-2010 http://goo.gl/fb/gEaqu #sideblog #brevi ->
- Mi ritornava alla mente il movimento Fascismo e Libertà. Fini è stato sfortunato a scegliere Futuro e Libertà (o no?) ->
- Libertà di parola e libertà di contestare http://goo.gl/fb/4zIzf #politica #dellutri #fascismo #mafioso ->
- Magari qualcuno s'offende, ma Foursquare mi sembra un regalo per i topi d'appartamento ->
Segui il feed di questo blog. Non sai cos'è? Clicca qui!
Puoi anche iscriverti via email.








Commenti recenti