L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
-
set14
Le conseguenze delle elezioni anticipate
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsDa qualche giorno si aggira nelle stanze del Palazzo lo spettro delle elezioni anticipate. L’opposizione debole e gli scandali che coinvolgono Silvio Berlusconi hanno creato spazio, come era prevedibile, all’opposizione interna al Popolo delle Libertà. Berlusconi, in questa situazione, si trova alle corde, e questo spiega sia i violenti attacchi dei suoi giornali e televisioni, sia i suoi recenti deliri. A questo s’aggiunge il fatto che si avvicina la data del 6 ottobre, quando la Corte Costituzionale dovrebbe intervenire sul lodo Alfano: sta prendendo corpo, infatti, la possibilità che la Consulta bocci solo la parte relativa a presidenti di Camera e Senato, lasciando l’immunità solo al Presidente della Repubblica e a quello del Consiglio, rendendo ancora più evidente che si tratta di una norma cucita sulla sua persona (presente e, visto che vuole diventare presidente della Repubblica, futura). Infine, sempre a questo proposito, visto che nel 2013 bisognerà eleggere il presidente della Repubblica (a meno che Giorgio Napolitano non ci lasci prima, ovviamente), il compito non toccherà a questa legislatura, bensì alla prossima.
Ecco dunque intervenire lo spettro delle elezioni anticipate, da tenersi nel 2010: così facendo Berlusconi potrebbe serrare i ranghi all’interno della propria maggioranza con un partito depurato delle componenti finiane, potrebbe approfittare della debolezza del Partito Democratico, ottenere l’assoluzione popolare, impedendo così di fatto l’interdizione dai pubblici uffici nel caso intervenga qualche condanna se il lodo Alfano dovesse essere bocciato nella sua interezza e infine si assicurerebbe (per la prima volta in quindici anni) che la sua maggioranza possa esprimere un Presidente della Repubblica (ovvero Berlusconi stesso).
Torniamo indietro di poco meno di un secolo: Benito Mussolini, all’inizio del Ventennio, era in una condizione di relativa debolezza, in quanto le opposizioni, pur divise e deboli, avrebbero potuto, se unite, rovesciare l’embrionale regime. Questo non è accaduto, come ben sappiamo: ma se questo fosse avvenuto, cosa sarebbe accaduto? Che avrebbe fatto Mussolini?
Tag: agcom, balena bianca, benito mussolini, comunisti, Consulta, Corte Costituzionale, Democratico, democrazia, democrazia cristiana, denaro, gianfranco fini, giorgio napolitano, immunità, italia dei valori, legge, libertà, lodo Alfano, opposizioni, Partito, Partito Democratico, PD, regime, Repubblica, Senato, silvio berlusconi, sinistra, televisioni, Vittorio Feltri -
set7
L’Italia è forse un regime autoritario?
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsA sentire qualcuno dell’opposizione, la risposta alla domanda di cui nel titolo parrebbe essere positiva. La risposta, da parte mia, è no. Se però mi si chiede se l’Italia sia un regime democratico, la mia risposta è, ancora, no.
Cerchiamo di fare un’analisi un po’ più approfondita, pur con tutte le critiche che si possono fare e che spero si faranno: partiamo da una definizione di regime autoritario, ovvero quella più accettata di Juan Linz.
Autoritario è un sistema politico con pluralismo politico limitato e non responsabile, senza una elaborata ideologia guida, ma con mentalità caratteristiche, senza mobilitazione politica estesa o intensa, tranne che in alcuni momenti del suo sviluppo, e con un leader o talora un piccolo gruppo che esercita il potere entro limiti formalmente mal definiti ma in realtà abbastanza prevedibili.
Tag: Beppe Grillo, berlusconismo, capitalismo, Chiesa, comunismo, corporativismo, Costituzione, crisi, Democratico, democrazia, diritti, elezioni, fiducia, governo berlusconi, grillini, house organ, informazione, italia, liberali, liberalismo, magistratura, Mediaset, monarchia, monopolio, opposizioni, parlamento, Partito, PD, PdL, pluralismo, popolazione, RAI, silvio berlusconi, sindacati, sinistra, SKY, tasse, Televisione -
mag30
Per favore, non fate finta di piangere
Autore: Tooby; Categoria: Economia;CommentsFiat ha perso la battaglia per Opel. E adesso piangono tutti, a destra e a sinistra, mentre Sergio Marchionne sbuffa.
La battaglia, tuttavia, era già persa nel momento in cui Magna si è fatta avanti. Fiat ha “comprato” Chrysler, diventando diretto concorrente di General Motors, che possiede Opel.
Voi fareste un favore al vostro concorrente? Io no. E nemmeno GM, che per fare un simile sacrificio voleva farsi pagare caro e amaro, ma Fiat, da sempre squattrinata e indebitata cenerentola del panorama automobilistico, non poteva spendere niente (infatti avrebbe praticamente pagato lo Stato tedesco).
Morale della favola: Fiat voleva comprare Opel aggratis, come fatto con Chrysler. Ma se per Chrysler la vendita è stata obbligatoria grazie all’intervento di Barack Obama, in Europa, visto che non siamo tanto disperati, è stata rifiutata l’idea tutta italiana del capitalismo senza mercato e senza capitali (praticamente si voleva esportare la vicenda Alitalia all’estero).
Angela Merkel (e la Germania in generale, fortemente abituata alla concorrenza) ha avuto buon gioco ad usare le ambizioni di una fabbrichetta attaccata alla mammella dello Stato italiano (e dunque disabituata alla concorrenza, come la quasi totalità delle imprese italiane) per creare un parco di scelte (a differenza di Obama, che di scelte ne aveva una).
In tutto questo, complimenti alla Merkel e complimenti anche al governo italiano, che, come al solito, ha brillato per la sua assenza. E Franceschini, fammi il favore di non metterti a piangere.
-
mag4
I soliti sondaggi della stampa di sinistra, no?
Autore: Tooby; Categoria: Politica;Comments(Vignetta di OxyBlue, rilasciata sotto CC-BY-NC-ND)
Avete presente Charles Montgomery Burns ? È il multimiliardario proprietario della centrale nucleare e della squadra degli Isotopi della sit-com I Simpson. Un idiota coi soldi, per riassumerlo in quattro parole.
In un episodio, Burns perde tutto il suo patrimonio a causa di investimenti sbagliati. La causa di questo sono collaboratori che non riescono a resistere al carisma del capo (o meglio, del suo denaro), e che pertanto non osano contraddirlo o fargli notare i suoi errori, nel terrore di perdere il posto di lavoro. Al contrario, lo adulano e lo chiamano genio.
Probabilmente Silvio Berlusconi si trova nella stessa situazione. Ogni giorno se ne esce fuori con un sondaggio privato condotto da chissà chi su chissà quale base, affermando di essere al 75% di consensi (sarebbe carino conoscere almeno le domande poste, giusto per non pensare a questionari con domande alle quali non puoi che rispondere “bene”).
Eppure quando si fa un sondaggio un minimo più trasparente, questo consenso crolla di brutto. Un sondaggio condotto per France24 e l’International Herald Tribune rivela che Berlusconi è un leader mondiale fra i meno amati all’estero. L’unico Paese in cui si salva è, guarda caso, l’Italia, ma con un ma grosso quanto una casa.
In Italia, infatti, il consenso per Silvio Berlusconi è al 38%, la metà rispetto ai sondaggi privati che lui sventola ogni mattina. Un dato che, secondo me, è coerente (punto più punto meno) con la situazione attuale riguardo ai partiti. E che, se da un lato assolve la funzione di rafforzare l’ego dello zar di Arcore, dall’altro ricompatta i fedelissimi attorno al capo, mentre insidia uno schiacciante complesso di minoranza in coloro che proprio non lo sopportano.
Riesco a immaginarmi il sondaggista di fiducia del premier che ogni giorno a colazione gli legge le ultime rilevazioni. Per paura di provocare l’ira del capo che tutto può sulla sua vita, decide di aggiungere qualche punto percentuale alla realtà.
Mi chiedo cosa accadrà quando la “realtà” raggiungerà il 100% di consensi, e Berlusconi, incazzato come una vipera, chiederà: «Ma come? Non siamo cresciuti rispetto al 100% di ieri?».
Via | .mau.
-
feb21
Speriamo non troppo male
Autore: Tooby; Categoria: Politica;Comments(Vignetta di OxyBlue, rilasciata sotto CC-BY-ND)
L’Italia ha bisogno del Partito Democratico, perché al momento l’unica opposizione vera è tutta sulle spalle di un partito (l’Italia dei Valori) che è ancora troppo fragile perché possa contrapporsi al regime mediatico della maggioranza al governo.
L’opposizione, con questa maggioranza, sarebbe semplicissima, se il PD funzionasse, perché il PdL sta facendo male, molto male. Ma il PD non funziona.
Oggi l’Assemblea Nazionale deve prendere una decisione: le alternative sono “tirare a campare fino a ottobre con Franceschini”, “eleggere un segretario diverso” e “andare alle primarie”. Andiamo con ordine.
Scegliere Franceschini significa non dare alcun segnale, non rompere con il passato recente e quindi continuare su questa strada, fino a vedere, magari, il PD sotto il 20% a giugno. Rinviare a ottobre significa aspettare un miracolo che non può arrivare.
Eleggere un nuovo segretario può essere una prima soluzione: ma credo che non serva a riavvicinare gli ex-elettori del PD al partito. Il PD è nato su un progetto completamente nuovo: eleggere un segretario (magari della stessa nomenklatura) durante un’assemblea significa tornare ai tempi dei congressi DS/DL, una rottura troppo piccola nella politica del PD ma soprattutto una grande spaccatura con la base che capirebbe di non contare nulla, che sono sempre i soliti a decidere.
Le primarie… Le primarie devono essere serie, senza gente che non si candida perché “non vogliamo oscurare la vittoria di Tizio”. No, le primarie devono essere uno spargimento di sangue: alla fine deve uscire un leader legittimato, pronto a zittire D’Alema con uno sguardo. E soprattutto si possono utilizzare le primarie per cominciare la campagna elettorale per le europee, un po’ come accade negli USA. Questo vuole la base: la base vuole contare qualcosa. Deludere quest’aspettativa significa invitare l’elettore a votare qualche altro partito. Le primarie sarebbero il miglior modo per rompere con il passato. Il PD è nato con le primarie e deve rinascere con le primarie. Le primarie possono dare un orientamento al PD, lasciando che siano gli elettori a decidere se stare più al centro o più a sinistra. Io non credo che una scelta creerà una scissione: ci sarà qualche fuoriuscita di quelli ancora comunisti o dei cattolici integralisti, ma questo non può che fare bene a un partito che finora non è stato né carne e né pesce. E sono certo che gli elettori lo premieranno in ogni caso.
Ecco, queste sono, secondo me, le alternative che dobbiamo aspettarci per domani. Io seguirò l’assemblea in diretta, dalle 10, linea permettendo, attraverso il mio canale su Twitter. Anche se temo che le decisioni verranno rinviate a una successiva assemblea (altro tempo sprecato).
Speriamo non troppo male.
- Cinguettii del 08-03-2010
- Photo: rispostesenzadomanda: http://tumblr.com/xuj76ownq
- "Amo non soltanto essere amato, ma anche sentirmelo dire." - G. Elliot (via simonecasadei) http://tumblr.com/xuj76owrm
- #Napolitano : «il Paese crede nella Costituzione» Ma lui no.
- Bravo Travaglio, bravo, accidenti: Napolitano ci sta straperculando http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/
- Grandi interpreti (e come al solito Grande Disegni) http://bit.ly/9wmazM
- In poche parole Maroni minaccia che se i giudici respingono il PdL a Roma si rinviano le elezioni. Non è un golpe, è una farsa.
- Photo: Perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato? (Michele Serra) phonkmeister: http://tumblr.com/xuj76yri6
- Ragazzi, ma neanche un golpe sapete fare? Ma siete proprio incapaci...
- Il TAR ha stabilito che il #decreto interpretativo, semplicemente, non si può applicare: non è competenza dello Stato, ma della Regione. Tiè
- Il Tar del Lazio apre un doloroso ombrello (sono sempre più criptico)
- Il decreto a qualcosa è servito: oggi il PdL ha presentato la sua lista. Come se nulla fosse.
- Capezzone: «Siamo in una situazione di profonda gravità» Guarda, lo shuttle te lo compro io, basta che non torni più
Segui il feed di questo blog. Non sai cos'è? Clicca qui!
Puoi anche iscriverti via email.









Commenti recenti