L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • mar
    6

    Quando questa storia è cominciata…

    Autore: Tooby; Categoria: Sideblog;

    dissi da subito che alla fine un modo per riammettere le liste del PdL si sarebbe trovato. Io però pensavo a forzature messe in atto all’interno delle vie ordinarie, ovvero cercando cavillini o pressioni politiche per avere ragione al TAR o al Consiglio di Stato. La degenerazione degli eventi di ieri sera non erano un’eventualità che avevo preso in considerazione proprio perché si sarebbe oltrepassato un limite sinora mai visto, ovvero la sospensione de facto della Costituzione (finora, infatti, tutte le leggi porcata sono state approvate rimanendo all’interno del tessuto elastico della nostra Carta). Questa forzatura, enorme, sta a significare che il PdL non avrebbe avuto chance di avere ragione in tribunale, e che dunque la situazione illegale viene resa legale per decreto. Tipico di un Paese dove la democrazia sta morendo.



    Comments
  • feb
    27

    Salve, creo casini per professione

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    Qualcuno avrà riso, ma io ci piango. Oggi si dovevano consegnare le liste da presentare alle regionali, termine improrogabile le ore 12.

    Nel PdL (il partito sempre descritto come massiccio, unito e compagnia bella) si è discusso fino all’ultimo secondo per vedere chi doveva entrare e chi doveva essere fuori da queste liste (non solo nel Lazio, anche in Lombardia è accaduto lo stesso, da quanto ho sentito).

    Oggi il rappresentante del partito sarebbe andato lì verso le 11, si è accorto di avere dimenticato i lucidi dei simboli ed è tornato indietro. Ritornato, si è accorto di avere dimenticato altri documenti ed è andato a prenderli, tornando quindi verso le 13, oltre quindi il termine ultimo.

    Han fatto ricorso e ok. Lo vinceranno, probabilmente (figuriamoci), useranno tutto il peso politico del mondo e tutti gli avvocati dell’universo pur di trovare una virgola fuori posto in qualche codice (e meno male, ci mancherebbe che oltre alla campagna elettorale cominciassero pure a fare le vittime), ma resta uno scandalo: questi sono casinari laureati, gente che parcheggia in seconda fila o al posto dei disabili, ti passa davanti in coda alla posta come se fosse la loro filosofia di vita. Ma è un’emergenza, ma è solo un minuto, ma ho un imprevisto, e così pretendono di disfare le regole nate per garantire la convivenza civile. E se glielo fai notare è capace che s’incazzino pure.

    Poi ci pensi, e vedi che, in fondo, hai descritto i tanti italiani cafoni. E ora abbiamo un altro bel casino che il semplice rispetto delle regole avrebbe potuto evitare.

    E ci scommetto, se (improbabilmente) venisse confermata l’esclusione del PdL, avremo giorni di meravigliosi “giudici comunisti”, di proclami contro gli anti-italiani (perché, ovviamente, chi si comporta secondo le regole è un anti-italiano, per quanto sopra) e magari pure qualche bel decreto legge, perché no.

    CAGNARA, CAGNARA, CAGNARA! (cit.)

    Update: Mi correggo, non faranno casino. Lo stanno già facendo.

    Comments
  • nov
    30

    Ma che bel TG1

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    Stasera ero a tavola e c’era il TG1. Non mi capitava da una vita, di solito ceno con la tv spenta. O meglio, la mia tv è sempre spenta.

    Dopo due minuti sui detenuti di Guantanamo in arrivo in Italia, ecco quattro minuti di politica. I primi due sui minareti e sulle stronzate della Lega. Lo schema era: cazzaro del PdL, cazzaro della Lega (Roberto Castelli), cazzaro del Governo (Franco Frattini), che tra l’altro inizia miracolosamente a parlare di crocifisso. La cosa offre l’assist a Piercasinando, che subito si accoda alla crociata sul crocifisso, quindi si passa a Zanda (PD). Le due opposizioni han parlato mezzo minuto.

    Favoloso ciò che è accaduto nel servizio successivo. C’era Angelino Alfano che snocciolava ancora le sue cifre sul processo breve («solo l’1% dei processi chiuderà per prescrizione, lo assicurano i miei uffici»), pur dopo essere stato smentito e preso in giro a diretta a Ballarò (memorabile Bianca Berlinguer: «ma se è vero che riguarda solo l’1% dei processi, ma allora il processo breve a che serve?»). Subito dopo il giornalista introduceva la risposta di Pierluigi Bersani: «Il Partito Democratico chiede comunque di ritirare il ddl» (specifico: le parole sono del giornalista, non di Bersani). La parola chiave è proprio “comunque”: inserita proprio lì offre due effetti (voluti?):

    1. il comunque conferma implicitamente che i numeri di Alfano sono esatti, e che è vero che solo l’1% dei processi verrà interrotto da questa legge vergogna (cosa non vera, come sa chiunque ha avuto a che fare coi tribunali);
    2. il comunque, inoltre, lascia intendere che sia il PD la causa dei problemi dell’Italia perché nonostante il governo proponga leggi buone, c’è sempre il PD che fa comunque ostruzionismo.

    Queste cose chi si occupa di comunicazione le sa bene. A pensar male si fa peccato, ma io la sensazione che si tratti di roba studiata a tavolino ce l’ho, eccome…

    Comments
  • nov
    20

    Guarda come bluffo

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    (Ripubblico l’articolo uscito martedì, poiché a causa di un problema tecnico risultava monco. Chiedo scusa)

    Le varie minacce di Renato Schifani e degli organi di stampa di casa Berlusconi per far cadere Gianfranco Fini o andare ad elezioni anticipate mi fanno ridere, in verità.

    I richiami alla compattezza della maggioranza comportano la minaccia della fine della legislatura, ed è evidente. Lo schema è piuttosto semplice: vado alle elezioni, mi faccio assolvere dal popolo e continuo a governare come se niente fosse. Peccato però che questo disegno incontri un piccolo ostacolo. Anzi, molti piccoli ostacoli.

    Continua a leggere »

    Comments
  • ott
    25

    Ragioni per dire sì a Marino

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    Oggi si vota per le primarie del Partito Democratico e non nascondo la mia simpatia per Ignazio Marino.

    Innanzitutto a votare bisogna andare per le ragioni già sostenute da Alessandro Gilioli.

    Poi nasce il problema sul chi votare. Ma voglio essere breve.

    Pierluigi Bersani è l’alfiere di Minimo D’Alema (vediamo di non mentire a noi stessi, è così, Bersani lo ha già difeso in ogni possibile sede nonostante l’indifendibilità di baffetto): con Bersani il PD sarà naturalmente portato all’inciucio, perché la filosofia dalemiana vede al centro il potere. È proprio a causa di questa filosofia che il centrosinistra è andato a puttane: l’allargamento dell’alleanza a chiunque, con ali incompatibili, è un’invenzione dalemiana per arrivare al potere con il minimo sforzo. E la stessa strategia del dialogo con chiunque ha portato a parlare anche con un tizio che si poteva e si doveva far fuori già nel 1994 (ma D’Alema non volle, è dimostrato – e non volle neppure negli anni seguenti, a cominciare dal regalone che gli fece con la Bicamerale – e a volerla dire tutta, fra D’Alema e Berlusconi preferisco il secondo, perché almeno Berlusconi al PdL è iscritto). Con Bersani/D’Alema non cambierà nulla: ha pure candidato Bassolino. E infine: come si fa a votare alle primarie un tizio che le primarie vuole abolirle? Se non sei iscritto al PD ma andrai comunque a votare Bersani, caro mio, fatti fare un check-up.

    Dario Franceschini è il vicedisastro di Walter Veltroni, l’acerrimo e storico rivale di Minimo. I veltroniani si distinguono per la raccolta del consenso attraverso la spettacolarizzazione e non attraverso i contenuti (Veltroni, ricordiamolo, è l’uomo del “ma anche”, Veltroni sponsorizzò Marrazzo in quanto volto noto, non in quanto politico, tipo Sassoli alle Europee, Veltroni è l’uomo dei milioni di persone al Circo Massimo e del tracollo alle elezioni, quello che si dimise il giorno della sentenza Mills, giusto per dare l’opportunità ai telegiornali di parlare d’altro, eccetera eccetera). Franceschini sta facendo la stessa cosa: come Veltroni candidò la Madia e il tizio della Thyssenkrupp per fare spettacolo, così Franceschini, a mero titolo di esempio, ha fatto sapere che se sarà eletto segretario sceglierà come vice un nero e una donna (non che non mi possa andare bene, ma mi sa comunque di spettacolo: io voglio un vice che sappia fare il suo mestiere, poi bianco o nero, donna, uomo o trans non mi frega un accidenti; Franceschini la fa passare come “lo scelgo come vice in quanto nero, non in quanto bravo, come donna, non in quanto competente”, il che mi pare un insulto). Non va poi dimenticato che in questi mesi da segretario Franceschini si è fatto notare per le colorite e tutto sommato buone risposte alle scemenze che i destrorsi propinavano a pranzo e cena, ma anche questo è stato perlopiù spettacolo, i contenuti sono rimasti a zero (unica attenuante può essere solo il fatto che si trattava di un’anatra zoppa). Franceschini ha cambiato i calzini, ma di certo non il PD.

    Ignazio Marino è indubbiamente il meno peggio. E ve lo dico con grande franchezza, il suo programma fa veramente pena. Ma la colpa non è di Marino, la colpa è dell’Italia che fa schifo. Il programma di Marino fa pena perché non contiene granché di innovativo e rivoluzionario per un qualsiasi altro Paese occidentale: Marino non ha fatto altro che mettere nel suo programma il minimo indispensabile per ridiventare un Paese civile. Nelle altre due mozioni, invece, ci sono un bel pacco di “forse, ma anche, se le condizioni si formeranno”: gli unici sì sono al far rimanere le cose come stanno. Marino è un terrorista: ma vi rendete conto di cosa ha detto sul lavoro? Mentre Franceschini e Bersani parlano di abbattere le barricate fra lavoratori e imprese (i soliti inciucioni), Marino parla di talento e meritocrazia, parla di vera flessibilità (che non è quella cosa che spacciano per legge Biagi, cioè la precarietà). In altre parole, Franceschini e Bersani ne fanno una questione di soldi, Marino ne fa una questione di competenze. Parlando di laicità, per Franceschini e Bersani è una bella parola, ma nient’altro: Franceschini resta un democristiano, mentre Bersani vuole allearsi con l’UdC, quindi addio laicità. Per Marino, invece, la laicità è un metodo, perché solo chi è laico può difendere i diritti civili. I programmi di Franceschini e Bersani su energia e ambiente sono un sottoinsieme del programma di Marino, che va molto oltre. E soprattutto dice no in modo assoluto al nucleare (in sintonia con gli altri Paesi occidentali che il nucleare lo stanno progressivamente abbandonando). Bersani neppure parla di nucleare, nella sua mozione. Mi fermo qua, se volete potete continuare qui.

    Probabilmente vi sembro un po’ infervorato (e non ho mai votato PD e continuerò a non votarlo fin quando ci sarà Minimo in giro), ma rendiamoci conto che del PD non si può fare a meno, quindi o si cambia il PD o si muore. E oltre Marino non c’è cambiamento. Le speranze di vincere possono anche essere poche, ma, senza dubbio, maggiore è il peso della mozione Marino, maggiori saranno gli ostacoli per il vincitore di continuare con la politica fallimentare del proprio marionettista (D’Alema e Veltroni sono stati l’anima del centrosinistra negli ultimi quindici anni, e guardate dove siamo arrivati…).

    Insomma, andate a votare, e votate bene. ;-)

    Comments