L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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apr14
Catastrofe, consenso e cani da compagnia
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsUna catastrofe (l’alluvione del 2002) salvò Gerhard Schröder da una catastrofe elettorale, grazie all’impeccabile gestione della crisi; una catastrofe (attentati dell’11 settembre) strinse gli Stati Uniti attorno al loro presidente e diede vita all’era Bush, con guerre in Afghanistan ed Iraq; una catastrofe (attentati dell’11 marzo 2004) rovinò Aznar il bugiardo e portò Zapatero al potere.
Oggi la catastrofe tocca a noi, dunque chi l’ha gestisce, con le elezioni alle porte, deve sembrare ugualmente impeccabile.
Sembra, ma in realtà la gestione non è stata efficiente: già venti ore dopo la tragedia si è dovuto attivare Bruno Vespa per fornire un riparo a due coniugi di Onna che (ripeto, dopo venti ore) non avevano ancora un bagno chimico o una tenda. Oggi un medico racconta la sua storia su La Repubblica: la conclusione è che PRIMA dell’evento la Protezione Civile non ha protetto un granché.
Giovedì è arrivato Michele Santoro che ad Annozero ha riportato la testimonianza di due medici dell’Ospedale San Salvatore, quello crollato, che lamentavano la mancanza d’acqua per i malati che erano stati evacuati. Una cosa gravissima.
Poi Santoro ha mostrato due fatti: il primo è che il governo Berlusconi ha tagliato i fondi alla Protezione Civile, tanto che a dicembre Bertolaso si dimise, dimissioni poi ritirate grazie a qualche spicciolo in più e tante promesse; il secondo è che la Protezione Civile si occupa non solo delle emergenze, ma anche dei grandi eventi, come il G8 e i Giochi del Mediterraneo. Tante competenze, eppure i fondi sono stati tagliati, fino al 75% in tre anni.
Ebbene, dopo aver denunciato questi fatti incontrovertibili, Michele Santoro è stato subito attaccato come un infame, un nemico del popolo, un sabotatore che approfitta della tragedia. Lui, che non ha fatto altro che riportare testimonianze e fatti, con grande coraggio.
Silvio Berlusconi e i suoi pretoriani, fra i quali Mario Giordano detto Orzobimbo, che sta scrivendo lettere ovunque, bollano Santoro come nemico del Paese per aver fatto il suo lavoro. E il motivo è ovvio: se passano i fatti di Santoro, la gente potrebbe rendersi conto che questo governo non è tanto efficiente come i giornali di Stato e i giornalisti da compagnia affermano. L’opposizione del PD, come sempre, dorme quando non protesta, perché Santoro non manca di attaccare anche loro (ma è il PD che si rende vulnerabile con le sue incoerenze, Santoro fa il suo mestiere, e indugia sulle debolezze di chi comanda).
In conclusione, il problema in tutto questo casino non è Santoro che denuncia le inefficienze, bensì i denari che questo governo ha tagliato per la sicurezza pubblica. Berlusconi, Giordano e tutti quelli che protestano non fanno altro che rivoltare la frittata: il sabotatore del Paese non è chi taglia i fondi alla Protezione Civile, generando evidenti inefficienze, bensì chi fa il suo lavoro e le denuncia. Questa è la normalità in un Paese a rovescio. Contro Santoro si sta levando una resa dei conti politica fra persone che non vogliono inginocchiarsi di fronte al potente e chi vuole che la tv ricordi al popolo di acclamare quotidianamente il dio di Arcore.
L’Abruzzo è solo una grande manovra elettorale: il consenso di Silvio è già schizzato al 73%. Non sia mai qualcuno di metta a ricordare che la stessa persona acclamata come eroe, qualche mese prima aveva tagliato l’ossigeno alla Protezione Civile e di riflesso alle popolazioni che ne hanno bisogno. Tutto deve apparire come una macchina perfetta anche se non lo è. E chi porta le prove del contrario deve essere trattato come un sabotatore.
(Mi sa mi sa che situazioni simili c’erano già un’ottantina di anni fa…)
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apr9
Ehi, ti passo il barile – Ma io non lo voglio – E tu passalo a qualcun altro – Ehi, ti passo il barile – Ma io non lo voglio – [continua]
Autore: Tooby; Categoria: Pensieri;View CommentsCom’era prevedibile, Impregilo nega di avere responsabilità per l’ospedale crollato: praticamente hanno fatto solo l’intonaco, messo i fiori nei vasi e il deodorante nei bagni. E soprattutto ignorano chi abbia costruito l’ospedale. Hanno completato un ospedale senza sapere da chi fosse stato costruito.
Secondo loro, l’ospedale sarebbe stato progettato nel 1966, costruito a partire dal 1972, sarebbe passato ad Impregilo nel 1991 e completato nel 2002 (trent’anni per costruirlo e nessuno si è accorto che l’avevano costruito con latte di yak, il sistema funziona, bimbi).
Come mai tanto tempo? E ve lo chiedete pure? Lo rispiego: per molte aziende italiane, specialmente le più grandi, quelle con gli agganci politici lassù in alto, gli appalti pubblici sono sempre stati fonte di enormi guadagni e minime responsabilità. Un palazzo, che doveva costare cento, finisce sempre per costare trecento. Se doveva essere costruito in tre anni, viene completato in trenta. E noi paghiamo. Le imprese dicono: sentite, ci siamo sbagliati coi progetti, abbiamo notato una lieve pendenza e dobbiamo rifare tutto da capo, qua serve questo e questo, servono altri soldi, insomma aprite i rubinetti. E lo Stato che fa? Paga, anche perché parte di quei soldini finivano nelle tasche di tutti i partiti (sottolineo, tutti, almeno fra i maggiori e celebri) in proporzione ai voti, quindi erano tutti ben felici di pagare. Neanche fossero soldi dei contribuenti (ah, ma lo erano?).
Dunque, l’ospedale de L’Aquila è stato per decenni la fonte cui si abbeveravano i maiali: doveva costare cento, è costato novecento. Ed è venuto giù lo stesso.
Impregilo, già Cogefar, all’epoca era nel gruppo FIAT, quindi proprietà della famiglia Romiti, ha cambiato nome ed è passata nelle mani dei Benetton (via Autostrade), dei Gavio (Argo) e degli immancabili Ligresti (Fondiaria Sai). Sono i furbetti del quartierino di Alitalia, insomma.
Impregilo è arrivata nel 1991 per “mettere in funzione” l’ospedale, e c’è rimasta fino al 2002. Il primario gruppo italiano delle costruzioni non si è accorto, in undici anni, di “messa in funzione”, che l’ospedale era fatto di yogurt.
In trent’anni (trentasei contando i progetti) nessuno si è detto: “ma avremo rispettato le norme antisismiche?” (le tante norme antisismiche che si sono succedute e stratificate nel tempo).
In trent’anni il sistema di controlli, se c’era, non ha funzionato.
E il piano casa, all’articolo 6, prevedeva pure una “semplificazione delle norme antisismiche”.
Decisamente, il sistema funziona.
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apr8
C’è davvero da stare allegri
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsL’ospedale San Salvatore a L’Aquila, demolito dal terremoto neanche fosse stato costruito con carte da gioco, era stato costruito dalla stessa società che è fra i responsabili dell’emergenza rifiuti a Napoli e che (fra le altre cose) ha vinto l’appalto per costruire quell’opera indispensabile (a detta di Silvio Berlusconi) correntemente nota come Ponte sullo Stretto di Messina.
Trattasi di Impregilo, principale gruppo italiano delle costruzioni.
Allegria!
- Cinguettii del 16-03-2010
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