L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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apr10
Mi scusi, Presidente, se arrivo all’impudenza…
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsIeri Giorgio Napolitano ha affermato che, nella gestione del territorio in Abruzzo, «nessuno è senza colpe».
Vien da dire “complimenti per l’ovvietà”.
Avrei preferito un bel “Tutti i colpevoli pagheranno, a costo di incatenarmi davanti al Quirinale per protesta”, ma credo che il presidente avrebbe suscitato l’ilarità generale. Diciamoci la verità, lo sappiamo tutti: i costruttori, i direttori dei lavori, i fornitori, i controllori, i politici che sicuramente hanno partecipato alla maialata saranno tutti indultati, amnistiati, prescritti, condonati e magari candidati in Parlamento con tutto lo scudo spaziale. Nessuno pagherà per un bel niente.
Basti vedere la zona della prefettura: a destra una chiesa del Duecento rimasta intatta, salvo qualche calcinaccio che si è staccato durante le scosse. A sinistra, in fondo alla strada, il palazzo del governo ridotto a un cumulo di detriti con auto sventrate dai crolli annesse. È evidente: una cosa costruita bene, a prescindere dalle norme antisismiche, non cade come fosse costruita di mattoncini Lego rotti. È ovvio quindi che ci sia una infamia diffusa in questa vicenda: è evidente che qui c’è sovrabbondanza di colpevoli.
Noi non vogliamo sapere che nessuno è senza colpe, perché lo sappiamo già. Vogliamo, invece, che chi ha sbagliato paghi, che chi ha costruito demolisca e paghi qualcuno per ricostruire bene (perché il costruttore non deve più costruire), chi non ha controllato finisca a raccogliere banane e via salendo la scala gerarchica, e non solo in Abruzzo. Queste sono le parole che vogliamo sentire, Presidente: di retorica a fini elettorali ne abbiamo piene le palle.
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apr9
Ehi, ti passo il barile – Ma io non lo voglio – E tu passalo a qualcun altro – Ehi, ti passo il barile – Ma io non lo voglio – [continua]
Autore: Tooby; Categoria: Pensieri;View CommentsCom’era prevedibile, Impregilo nega di avere responsabilità per l’ospedale crollato: praticamente hanno fatto solo l’intonaco, messo i fiori nei vasi e il deodorante nei bagni. E soprattutto ignorano chi abbia costruito l’ospedale. Hanno completato un ospedale senza sapere da chi fosse stato costruito.
Secondo loro, l’ospedale sarebbe stato progettato nel 1966, costruito a partire dal 1972, sarebbe passato ad Impregilo nel 1991 e completato nel 2002 (trent’anni per costruirlo e nessuno si è accorto che l’avevano costruito con latte di yak, il sistema funziona, bimbi).
Come mai tanto tempo? E ve lo chiedete pure? Lo rispiego: per molte aziende italiane, specialmente le più grandi, quelle con gli agganci politici lassù in alto, gli appalti pubblici sono sempre stati fonte di enormi guadagni e minime responsabilità. Un palazzo, che doveva costare cento, finisce sempre per costare trecento. Se doveva essere costruito in tre anni, viene completato in trenta. E noi paghiamo. Le imprese dicono: sentite, ci siamo sbagliati coi progetti, abbiamo notato una lieve pendenza e dobbiamo rifare tutto da capo, qua serve questo e questo, servono altri soldi, insomma aprite i rubinetti. E lo Stato che fa? Paga, anche perché parte di quei soldini finivano nelle tasche di tutti i partiti (sottolineo, tutti, almeno fra i maggiori e celebri) in proporzione ai voti, quindi erano tutti ben felici di pagare. Neanche fossero soldi dei contribuenti (ah, ma lo erano?).
Dunque, l’ospedale de L’Aquila è stato per decenni la fonte cui si abbeveravano i maiali: doveva costare cento, è costato novecento. Ed è venuto giù lo stesso.
Impregilo, già Cogefar, all’epoca era nel gruppo FIAT, quindi proprietà della famiglia Romiti, ha cambiato nome ed è passata nelle mani dei Benetton (via Autostrade), dei Gavio (Argo) e degli immancabili Ligresti (Fondiaria Sai). Sono i furbetti del quartierino di Alitalia, insomma.
Impregilo è arrivata nel 1991 per “mettere in funzione” l’ospedale, e c’è rimasta fino al 2002. Il primario gruppo italiano delle costruzioni non si è accorto, in undici anni, di “messa in funzione”, che l’ospedale era fatto di yogurt.
In trent’anni (trentasei contando i progetti) nessuno si è detto: “ma avremo rispettato le norme antisismiche?” (le tante norme antisismiche che si sono succedute e stratificate nel tempo).
In trent’anni il sistema di controlli, se c’era, non ha funzionato.
E il piano casa, all’articolo 6, prevedeva pure una “semplificazione delle norme antisismiche”.
Decisamente, il sistema funziona.
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apr8
Noi non siamo l’America
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsIeri sera a Ballarò Roberto Castelli difendeva a spada tratta la deregulation il condono preventivo chiamato Piano Casa. Castelli ricordava che negli USA si costruiscono grattacieli in base alla semplice autocertificazione degli ingegneri. Giovanni Floris ha avuto l’ardire di obiettare: chi controlla che quella autocertificazione sia effettivamente giusta? Al che Castelli quasi l’aggrediva in diretta: eccolo lì il solito comunistello che chiede “quis custodies ipsos custodes? (chi custodirà i custodi?)”.
In America, caro Castelli, se una persona che ricopre un incarico di responsabilità si mette a mentire provoca la rabbia generale di ogni singolo americano. Basti pensare che Bill Clinton fu messo in stato d’accusa non perché era andato con Monica Lewinsky, bensì perché aveva detto al popolo americano di non averlo fatto, mentendo.
Se un ingegnere autocertificasse un grattacielo che poi viene giù, può star certo che la magistratura statunitense gli farà un culo così, sempre che prima non arrivi qualcuno incazzato che gli infili un fucile in bocca. Si ricordi il caso Madoff: in pochi mesi di processo, pur con migliaia di parti in causa, il tizio passerà il resto della vita in galera. Da noi il processo Parmalat (che, si ricordi, è il più grave crac finanziario della storia) è ancora alle battute iniziali, e siamo ormai a anni di distanza dal fatto.
Noi non siamo l’America: da noi crollano edifici recenti pur essendovi già delle norme antisismiche da decenni, anzi, ne abbiamo anche più d’una. Solo negli ultimi tredici anni il Legislatore è intervenuto almeno quattro volte a riguardo. È evidente che puntare tutto sull’autocertificazione è un’idiozia: in Italia, per nostra stessa natura, un costruttore, mafioso o meno, avrà cura di trovare un ingegnere furbo e sensibile ai quattrini (o quanto meno alle minacce) che assicuri che il palazzo di ottanta piani costruito con sabbia e cartone è perfettamente a norma.
Tanto, anche se malauguratamente quel palazzo finisse per crollare, l’ingegnere potrà star certo che, fra indulti, prescrizioni e soprattutto condoni, se la caverà con un buffetto sulle mani. In certi casi, se sarà fortunato, finirà per essere nominato in Parlamento, con scudo spaziale incorporato.
- Cinguettii del 16-03-2010
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- Siamo alle comiche finali, Alfano: «Il CSM viola la Costituzione» (Gregorj)
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