L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • ott
    31

    Rutelli fuoriesce dal PD

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    WC Rutelli

    Credo che altri commenti siano assolutamente inutili: quando Rutelli ha fatto sapere che se ne sarebbe andato i suoi ex-colleghi della Margherita gli ha letteralmente detto di chiudere la porta quando esce.

    Il nuovo partito (della Nazione?) che creerà con Piercasinando al massimo raccoglierà i voti del condominio di Rutelli e al massimo qualche altro voto di qualche deluso. Ma il sogno di creare un nuovo centro a là Democrazia Cristiana è destinato a infrangersi, perché il centro è già saldamente occupato da altre forze politiche.

    Dubito, in sintesi, che il nuovo partito bianco riesca a raggiungere il 10%.

    Il PD si è tolto una bella zavorra, ma adesso bisogna lavorare per renderlo un partito realmente progressista, ma soprattutto pulito (quindi per favore, niente ritorno ai DS).



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  • lug
    21

    Quello che sta succedendo attorno alle tessere del Partito Democratico ha il sapore della farsa. Nel Lazio e in Campania c’è stato un boom di tesseramenti piuttosto anomalo, anche perché in molte zone il numero degli iscritti supera quello dei votanti.

    Nulla di anomalo, dirà qualcuno, visto che succedeva anche ai tempi dei DS e della Margherita. Ma non cambia la sostanza.

    Perché accade tutto questo? Tutto è contenuto nel regolamento del PD per l’elezione del segretario. Fissato il numero dei delegati (mille e oltre, roba da Partito Comunista Cinese) che dovranno scegliere i tre candidati da portare alle primarie, questo viene ripartito al 50% in base ai voti presi nel 2008 e al 50% in base al numero degli iscritti.

    Pare che in Campania nell’ultimo mese si siano tesserate più persone di quante non se ne siano tesserate in tutta Milano dalla nascita del PD; non sono ancora usciti conteggi ufficiali, ma la Campania potrebbe avere addirittura un sesto degli iscritti totali. Molto strano in una regione che aspetta l’anno prossimo di passare al PdL, al centrodestra.

    Vari responsabili dei circoli, infatti, si mettono al telefono o visitano casa per casa, chiedendo un favore, l’iscrizione al PD; gli iscritti “coatti” ben volentieri si prestano, visto che al sud non si vive in base ad appartenenza od opinione, bensì allo scambio: io do a te, tu dai a me, io mi tessero e tu, quando sarai diventato potente, darai un lavoro a mio figlio che non capisce un cazzo di niente e nessuna azienda se lo vuole prendere. Pare che qualcuno tesseri anche i morti, ma non ci voglio credere. Salvo poi inventarsi deroghe a regolamenti o regole stesse pur di mantenere lo status quo: hanno rifiutato la tessera a Beppe Grillo perché a capo di un movimento politico ostile (ma pieno di potenziali elettori democratici), ma il PD è pieno di gente che fino a ieri e l’altro ieri guidava partiti che leccavano i piedi di Silvio Berlusconi (uno per tutti, Marco Follini, quello che vorrebbe trasformare il PD in una nuova Democrazia Cristiana propensa all’inciucio con qualunque cane o porco – ad esempio l’UdC di Totò Cuffaro – e che attacca un giorno sì e l’altro pure Antonio Di Pietro, che come unica colpa ha quella di essere poco propenso a scendere a patti coi mafiosi).

    In base al meccanismo detto sopra, alcuni capibastone del PD cercano di aumentare il proprio potere (ovvero i delegati da mandare alla Convenzione Nazionale l’11 ottobre) non impegnandosi, facendo qualcosa di buono, bensì andando a cercare dei tapini che si prestino al loro gioco, magari per quattro soldi, perpetuando la piaga del clientelismo e del nepotismo. Risultato: alcune zone, avendo una maggiore densità di iscritti, peseranno più di altre rispetto al numero di elettori (che è quello che dovrebbe importare, visto che il partito è un mezzo per andare al governo, e non il fine della politica). Quindi zone dove il PD ha un maggiore seguono rischiano di essere raggiunte e superate da zone dove il PD è una rovina.

    Quale credibilità può avere un simile meccanismo? Il peso dei circoli deve basarsi su dati validi: vanno premiati quei circoli che con la loro attività portano VOTI e non ISCRITTI. La ripartizione dei delegati va fatta in base ai voti presi, che sono l’unità di misura dell’impegno del partito verso la propria comunità di riferimento, non agli iscritti; solo così si costringerà tali circoli ad impegnarsi a rastrellare il più possibile i voti, convincendo i potenziali elettori della bontà del PD.

    Chi è contro l’idea del partito aperto (Minimo D’Alema, Pierluigi Bersani, per dirne due) non vogliono fare altro che perpetuare una concezione di partito che non ha alcuna credibilità: un partito chiuso non fa altro che aumentare la sensazione (per me molto legata alla realtà) che il fine del partito sia assegnare poltrone, mantenere ed accrescere il potere, e non, come dovrebbe essere, creare una grande forza che possa restituire ossigeno a questo Paese ormai ridotto in macerie, in buona parte proprio da quelle persone che, pur avendo governato, hanno fallito miseramente, ma non se ne vogliono andare.

    Le tessere, tra le altre cose, sono pure troppe.

    Aspettando la rivoluzione di un Partito veramente Democratico.

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  • feb
    17

    Siamo ormai a diciotto ore dalla chiusura dei seggi e siamo ancora al 90% di voti scrutinati (incredibile). Il vantaggio di Cappelacci è aumentato fino a nove punti, 51,9% contro il 42,89% di Soru.

    Da evidenziare, ancora una volta, il dato delle coalizioni: fra il centrodestra e il centrosinistra c’è un divario di diciotto punti, il doppio rispetto alla differenza fra i candidati. Questo risultato salva la faccia di Soru, che si era dimesso proprio per contrasti con la sua maggioranza.

    PD sotto il 25%, chissà se ai piani alti vorranno capire che serve una svolta e serve subito, non “pacatamente, ma anche a ottobre”, perché non si può aspettare di vedersi ridotti alle percentuali dei DS o della Margherita prima di accorgersi che qualcosa non va. E Veltroni, gentilmente, se ne vada.

    Avanza in Sardegna l’Italia dei Valori e questa può dirsi una buona notizia.

    Boom dell’UdC, con parte dei voti probabilmente disgiunti.

    Rifondazione scende poco sopra il 3%, ma le sinistre si confermano, se prese congiuntamente, sopra il 4% fatidico di sbarramento per le europee, anche questo può essere un segnale.

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  • gen
    8

    Altre conseguenze dell’indulto

    Autore: Tooby; Categoria: Sociale;

    Luciano Moggi e il figlio sono stati condannati in primo grado per Calciopoli. Un anno e qualche mese.

    In galera però non ci andranno neanche un minuto perché l’indulto li copre come uno scudo spaziale.

    Solo un altro tassello che si aggiunge ai vari altri reati cancellati grazie all’indulto nel corso degli ultimi anni, visto che il suo obiettivo di svuotare le carceri è stat vanificato già da tempo (le galere sono più piene di prima).

    Diciamolo papale papale: l’indulto serviva a vari partiti per salvare questo o quel collega.

    E infatti ringraziamo i DS, la Margherita (oggi PD), Forza Italia, l’Udc, l’Udeur e gli altri partiti minori che lo votarono o si astennero e che avevano la stragrande maggioranza degli inquisiti in Parlamento. Grazie soprattutto all’Italia dei Valori, alla Lega Nord e ad Alleanza Nazionale (e, se ci sono, gli altri) che evidentemente non avevano nessun inquisito da salvare in modo urgente, e che quindi votarono contro.

    (Una delle due frasi poco sopra è sarcastica, indovinate voi quale).

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  • Cinguettii del 18-03-2010
    • Cinguettii del 17-03-2010 http://goo.gl/fb/a30K #sideblog #brevi
    • Photo: Politici in tv, tutto a governo e PdL (Schifo Aperto indecente, peggio del TG4) | via Polisblog http://tumblr.com/xuj7jr4cc
    • La Corte Costituzionale è in camera di consiglio per decidere la sospensione del decreto interpretativo
    • Le toghe "rosse" arrestano Frisullo (PD) a una settimana dal voto. Vediamo se Cicchitto rompe le scatole con la giustizia a orologeria.
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