Tooby, L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • ago
    23

    Questo articolo è la seconda parte di quest’altro pezzo.

    Andiamo avanti: Berlusconi ha detto: «Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri, che svolgono il loro lavoro in modo coscienzioso, con spirito di sacrificio e spesso rischi personali». Come Mancusi, che blocca un sito (The Pirate Bay) che non ha fatto nulla di illegale (come le inchieste del governo svedese hanno numerose volte dimostrato) e che potrebbe avere ordinato ai provider di reindirizzare gli utenti che lo cercano nelle braccia dei cacciatori di pirati in barba alle leggi sulla privacy? E che, soprattutto, è la dimostrazione che in Italia chi fornisce contenuti (anche i blog come questo che state leggendo) hanno costantemente una pistola puntata alla tempia?

    E ancora sui magistrati: «Purtroppo il loro lavoro è offuscato da pochi altri che, per pregiudizio ideologico unito a smania di protagonismo, proiettano con comportamenti deviati un’immagine distorta della magistratura italiana». Questo fa il paio con l’affermazione riguardante l’abolizione dell’obbligo di azione penale: i magistrati, se sospettano un reato, devono perseguirlo a norma di Costituzione. Altro che protagonismo, questo è obbligo.

    E infine: «Noi siamo dalla parte dei magistrati, non delle frange ideologizzate e giustizialiste». Stesso discorso fatto ieri: i magistrati che vogliono giustizia sono giustizialisti proprio come me e tutti coloro che chiedono giustizia. Si tratta ancora di un attacco frontale alla magistratura, un attacco che denuncia le mire di Berlusconi stesso al fine di piegare la magistratura, come ha fatto ben capire Giuseppe Cascini dell’ANM. Berlusconi vuole una magistratura come ai “bei” tempi del fascismo, quando essa era suddita del governo e del Duce, quando perseguiva gli avversari politici del fascismo invece che i fascisti che randellavano a destra e a manca. Nell’attesa, come dice Cascini, Berlusconi si fa leggi ad personam per evitare la galera, anche a costo di portare dei reati gravi al rango di semplici contravvenzioni.

    Sulle elezioni europee: «La riforma della legge elettorale europea serve a rendere queste elezioni più omogenee alle altre». “Alle altre” significa “le elezioni politiche” e solo e soltanto quelle. Perché le comunali, le provinciali e le regionali prevedono ancora le più democratiche preferenze (chissà per quanto). Ma l’importante non è la democrazia, l’importante non è il cittadino, l’importante non è la possibilità di scegliere, l’importante è che a Strasburgo ci vadano determinati uomini di Forza Italia, perché anche l’Europa deve diventare berlusconiana, così la smetterà di fracassare i maroni italici e dirci che facciamo male le cose e che stiamo andando verso il baratro. Ma quale baratro? Berlusconi ha triplicato il suo patrimonio dal 1993 (anno della discesa in politica) al 2004 e del 30% da allora ad oggi in barba alla crisi, di quale cavolo di baratro parlano? E perché bocciano le nostre leggi? Sono giustizialisti, anche loro. Bastardi, sono ovunque questi giustizialisti della domenica! Va fatto notare che Berlusconi, durante il governo Prodi, stranamente, non ha incrementato il suo patrimonio. Ma, ovviamente, la politica non c’entra…

    Sulla crisi economica: «Sento parlare da più parti di un ‘nuovo ’29′, ma chi dice queste cose (il suo ministro Tremonti, nda) si ricorda cos’è stato il 1929, in America? (Berlusconi, essendo anche Connor McLeod -lunghi fluenti capelli compresi- era presente all’epoca come agente di cambio a Wall Street, nda) Suicidi a catena di imprenditori ridotti sul lastrico (egregiamente sostituiti dai dipendenti, nda), assalti agli sportelli delle banche, file di disoccupati per le strade, molte persone ridotte letteralmente alla fame». E poi: «Qualcuno può seriamente affermare che stia succedendo qualcosa di simile?» Grazie ai link che vi ho fornito, la risposta non può che essere sì. Desidero solo aggiungere che i dati sulla povertà in Italia sono relativi al 2006, e che la situazione è certamente peggiorata grazie ai salari fermi e all’inflazione di cui abbiamo parlato un milione di volte.

    Sul caso Englaro: «E’ del tutto evidente che non permetteremo mai alla magistratura di esercitare una supplenza rispetto al potere legislativo, cosa che alcuni magistrati tendono a fare su questo come su altri temi». Soliti magistrati giustizialisti? Come al solito no: la sentenza sulla Englaro è stata presa in base alla legge vigente (Berlusconi, che si sarebbe laureato in giurisprudenza con 110 e lode, dovrebbe sapere che in Italia il giudice può solo applicare la legge, non scriverla? Che il giudice non può inventarsi una legge?). Sulla questione ho già scritto qui.

    Meravigliosa questa intervista. E soprattutto divertente. Mi ha offerto degli spunti sublimi. E tutto per dire che Berlusconi è un semplice essere umano con un passato opaco, un presente oscuro e un futuro da comico.



    View Comments
  • ago
    22

    [lang_it]

    Ho ritenuto opportuno spezzare questo articolo in due parti, poiché complessivamente occupava 1600 parole e non volevo affannarvi troppo la lettura, perché questo articolo merita davvero e desidero che ve lo godiate. :-D La seconda parte la trovate a questo indirizzo.

    In molti ritengono Silvio Berlusconi un semidio. Qualcuno lo vede anche più in alto. Ma in fondo Silvio Berlusconi è un essere umano, anzi, forse anche troppo essere umano, con troppi difetti che ne offuscheranno la gloria in futuro (semmai dovesse fare qualcosa di decente, sia ben chiaro, cosa tutt’altro che certa). In questi giorni ce lo mostra perché non può fare danni al governo (eggià, è in vacanza, lui, mentre in Spagna i ministri tornano dalle vacanze per affrontare la crisi, mica se ne stanno alle Maldive come Frattini).

    Uno di questi difetti di Silvio è l’ira, unita alla mania di protagonismo. Dev’essere il primo, lui. Il più grande, lui. Deve essere ovunque, lui. Come un dio, insomma. Onnipotente e onnisciente.

    Il Partito Democratico aprirà domani una festa (mi censuro, ma avrei un sacco di testate da dare a Veltroni, ma lo farò in sede più appropriata, in un altro articolo). Fra gli invitati non c’è Silvio Berlusconi. «Ma come! – ha detto il nostro eroe – Io sono Silvio Berlusconi! Invitano Bossi e non invitano me?».

    E subito il nostro trama vendette sopraffine e va all’attacco: «La sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante. Credo di non essere il solo deluso in questo da Veltroni». Infatti Silvio, non sei il solo: anche io sono deluso da Veltroni: ma perché non si è opposto abbastanza a te e alle tue stramaledette leggi personali.

    In questa intervista, Berlusconi le spara grosse, grossissime. Vediamole in ordine.

    «La sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante»: sì, è sconcertante perché la cd sudditanza è inesistente. Berlusconi bolla come giustizialisti tutti coloro che chiedono che vi sia una giustizia in Italia. Chiedono che il premier non si faccia leggi a proprio uso e consumo, leggi che verranno poi usate anche da altri criminali nella sua stessa posizione. Chiedono che la Costituzione sia rispettata, e che le alte cariche dello Stato siano processabili come avviene in qualunque altro Paese civile. Chiedono che la corruzione sia combattuta come in ogni Paese degno. Questo non è giustizialismo, perché il CSM, la Cassazione, la Consulta, tutti questi organi, che pure in vario modo sono sotto il controllo dei politici (Berlusconi compreso), sono preposti ad assicurare che la legge regni sovrana. Ma la questione è diversa: per Berlusconi è giustizialista chi vuole giustizia. Se chiedere giustizia significa essere giustizialista, allora, per tutti gli dei indiani, io sono un giustizialista. E lo sono molti delusi del PD, che saranno costretti a votare per Di Pietro, che non capirà un cazzo di niente in tutto il resto (come il PD del resto), ma almeno chiede giustizia per tutti: non è il meglio, ma è il meno peggio.

    Veltroni ha tentato di «vendere un prodotto vecchio, già fuori mercato, puntando solo su una confezione nuova e accattivante»: Berlusconi, dopo 15 anni a fare sempre le stesse cose (ovvero, i cazzi suoi), non solo sarà fuori mercato, ma sarà pure avariato. Sfortunatamente la garanzia è già scaduta. Grazie a una legge ad personam, presumo.

    «Si tratta di mettere in pratica molte delle idee di Giovanni Falcone: separazione dell’ordine degli avvocati dell’accusa dall’ordine dei magistrati, indirizzo dell’azione penale superando l’attuale ipocrisia della finta obbligatorietà, criteri meritocratici nella valutazione del lavoro dei magistrati»: pensate che fortuna che ho avuto. Ho finito di leggere un paio di giorni fa un libro scritto da Giovanni Falcone stesso qualche mese prima di morire: io queste cose che dice Berlusconi non le ho lette. Ho letto dell’altro, però. Ho letto che «Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande» e ho letto di quattordici cavalli da portare al hotel Plaza di Milano (pagina 117 nella mia edizione del 1995, per chi volesse verificare). Falcone non fa nomi, perché l’inchiesta non si è ancora conclusa. Ma di cavalli in albergo parlerà Paolo Borsellino il 19 maggio 1992, due mesi prima di morire (qui una trascrizione, qui un video purtroppo non integrale): «La conversazione (fra Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri, nda) inserita nel maxiprocesso, se non piglio errori, si parla di cavalli che dovevano essere mandati in un albergo (Borsellino sorride, ndr). Quindi non credo che potesse trattarsi effettivamente di cavalli. Se qualcuno mi deve recapitare due cavalli, me li recapita all’ippodromo, o comunque al maneggio. Non certamente dentro l’albergo». Poi il giornalista (nella trascrizione) chiede quale sia l’albergo, e Borsellino risponde: «Oddio i ricordi! Probabilmente si tratta del Plaza di Milano» (che, per la cronaca, dovrebbe essere a due passi dal Duomo). Questo nel video non c’è (ma nello stesso si nota lo stacco dovuto al montaggio in corrispondenza della frase), e comunque è un elemento di contorno. Aggiungiamo poi che per Berlusconi Vittorio Mangano, mafioso condannato, fra l’altro, per traffico di droga, è un eroe perché non lo accusò (ma è lo stesso Falcone, nel libro appena citato, a spiegare perché Mangano non parlò, ma riprenderò l’argomento in articoli futuri). Insomma, non direi che Berlusconi possa nemmeno tentare di nominare Falcone (mi spiace, Silvio, ma Falcone è stato ucciso dalla mafia, e questo basta a renderlo milioni di volte superiore a te).

    L’articolo continua qui osservazioni ancora più divertenti!^_^

    [/lang_it]

    View Comments