L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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ott24
Ma allora che ca**o dice il decreto Gelmini?
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsMi sto godendo Annozero. Si parla della riforma della scuola in atto, delle proteste e cose così. C’è un tizio de Il Giornale, mi sembra, che dice: «Siccome ci sono tre insegnanti per classe, uno fa la mattina e uno fa il pomeriggio». Io so che ci sono tre insegnanti ogni due classi (parliamo di scuola primaria), quindi se due fanno due classi la mattina, al pomeriggio il terzo dovrebbe fare due classi. E lo dice pure con convinzione che non cambierà nulla! Poi c’è Cota, Lega Nord, che, a una signora con un mazzo di carte (ovvero scartoffie, documenti) in mano, le dice di documentarsi e dice che la scuola primaria italiana è all’ottavo posto (in Europa o nel mondo non so). Santoro dice che è al primo in Europa e quinto nel mondo, io leggo in questo rapporto che, per quanto riguarda la lettura, gli italiani sono sesti nel mondo e secondi in Europa (ma i nostri sono più “giovani” e le bambine vanno un pochino meglio dei bambini).
Visto che non ci si capisce un ca**o di niente (che novità!), ho deciso di prendere sto benedetto Decreto Gelmini (in questi giorni in attesa del via libero definitivo – con ovvia fiducia posta dal Governo – al Senato), me lo sono letto e ora cerco di spiegarlo. Non spaventatevi per la lunghezza del post, sono tutte citazioni dal decreto. I miei commenti durano un paio di righe.
Intanto si chiama Decreto Legge 137 del 1° settembre 2008. Chiamiamo le cose col loro nome.
Vediamolo comma per comma, a cominciare dall’articolo 1, Cittadinanza e Costituzione.
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lug17
E grazie al…
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsTremonti ci informa che non c’è alcun tesoretto. A mesi dall’insediamento del Governo Berlusconi, il ministro dell’Economia fa finalmente chiarezza. Ma possiamo fidarci? Vogliamo ricordare che il governo Berlusconi ha effettuato tagli all’ICI e alle tasse sugli straordinari? Gli effetti di queste manovre sono stati studiati, e il risultato è ovvio. Nelle casse dello Stato ci sono meno soldi. Da qualche parte li avranno presi, non avranno certo lasciato un buco? (Speriamo di no…)
Dovete poi sapere che una delle prime cose fatte da Tremonti una volta insediatosi a via XX settembre, è stata la cancellazione della Commissione tecnica per la finanza pubblica, creata dal predecessore Padoa-Schioppa: ok, possiamo capire che un milione e 400 mila euro in tre anni destinati a questa commissione, in un’epoca in cui Tremonti taglia allegramente alle forze di polizia (e a molto altro), sia una spesa inutile. E che il governo ha deciso di bloccare l’esame del Parlamento della manovra finanziaria giusto per evitare di discutere di tutti questi tagli (tanto già non lo abbiamo eletto noi il Parlamento, a che cazzo serve discutere, avrà pensato il Superman di Arcore). Ma quello che appare strano è il fatto che Tremonti abbia anche “nascosto” uno dei documenti ufficiali prodotti da questa commissione, ovvero il rapporto sulla spesa pubblica, trecento pagine già pagate dai contribuenti e consegnate lo scorso 12 giugno. Potremmo sapere che fine hanno fatto? Perché non sono state pubblicate, visto che la politica del ministero è pubblicare tutto sul sito del ministero?
Non possiamo. Sul tesoretto e tutto il resto possiamo solo fidarci di Tremonti: e a giudicare dalle pagliacciate che combina il suo ignorante e spaccone datore di lavoro, è una fiducia malriposta.
(Sulla commissione Muraro e il suo rapporto, cito come fonte Corriereconomia, supplemento del Corriere della Sera del 7 luglio 2008: intanto la pagina web riguardante la commissione è stata cancellata, insieme a tutti i suoi documenti. Fortunatamente Google riesce a superare anche la censura…)
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giu3
Il merito del 3% e gli scandali della demagogia
Autore: Tooby; Categoria: Economia;View CommentsOggi l’Ecofin ha ufficialmente fermato la procedura di infrazione contro l’Italia per avere superato il tetto del 3% nel rapporto deficit/PIL.
Già prima delle elezioni, avevo parlato dell’azione dell’ultimo governo Prodi per quanto riguarda la politica economica, e avevo già detto che ciò che era stato fatto andava nella direzione giusta. Oggi l’Ecofin ce lo ha confermato. Alcuni estratti dall’articolo sullinkato, però, vanno evidenziati.
L’Ecofin prende atto di come il rapporto tra deficit e Pil in Italia “è aumentato al 4,2% nel 2005, prima di scendere al 3,4% nel 2006 e all’1,9% nel 2007, con un aggiustamento del bilancio del 3% del Pil nel periodo 2006-2007, ben al di là degli sforzi raccomandati dal Consiglio”.
Come avevo scritto in precedenza, il passato governo Berlusconi aveva avuto il demerito di far schizzare il debito pubblico ben oltre il tetto nel 2005. Nel 2006 e nel 2007, invece, il rapporto è felicemente crollato, ed è avvenuto durante il governo Prodi (il piccolo calo del 2006, tuttavia, andrebbe attribuito a entrambi i governi Berlusconi e Prodi, ovviamente in proporzione – il governo Prodi si è insediato a maggio 2006).
“Per quel che riguarda il debito dell’Italia – si legge nella decisione del’Ecofin – dopo essere sceso per un decennio appena sotto il 104%, nel 2004 è rimasto ben al di sopra del tetto Ue del 60%. E’ poi aumentato del 2% nel 2005 e di un ulteriore 0,6% nel 2006, prima di calare di nuovo al 104% nel 2007.
Il rapport debito/PIL, come avevo già scritto, è aumentato durante il governo Berlusconi, per scendere decisamente sotto Prodi. Insomma, come sopra: delle prove difficilmente confutabili del fatto che la politica di Padoa-Schioppa è stata intelligente e orientata al lungo periodo. Un’opera interrotta bruscamente, in favore di un ritorno al passato, soprattutto grazie ad un’infame opera dei mass media che hanno convinto gli italiani di pagare più tasse.
All’uopo, giusto per fare un esempio, Studio aperto, presunto telegiornale di Italia 1, Mediaset, prima delle elezioni del 2006, paventava lo spettro del ritorno di Visco al ministero dell’Economia, dipingendolo esplicitamente come un vampiro (satira? può darsi…ma un telegiornale che fa satira non è un telegiornale, è un varietà). A governo Prodi insediato, poi, aveva detto che gli italiani pagavano più tasse, parlando solo di pressione fiscale ma non facendo esemplificazioni corrette sul risparmio che invece gli italiani hanno avuto (come ho già scritto, sotto Prodi hanno pagato più tasse solo i ricchi e gli evasori). Sotto Berlusconi, invece, il medesimo telegiornale decantava meravigliato il clamoroso risparmio che gli italiani avrebbero avuto dal taglio dell’ICI e altre cose, prendendo giustamente i risparmi massimi, ma non quelli medi.
Stranamente, però, non ha ricordato che questi tagli (soprattutto l’ICI, la tassa più federalista d’Italia, che la Lega avrebbe dovuto difendere con i denti, se avesse avuto un po’ di coerenza) se da un lato ci fanno risparmiare (forse), dall’altro ha conseguenze nefaste: come scrive questo articolo, a seguito del taglio dell’ICI, sono stati tagliati i fondi per i trasporti, per l’ambiente, per la ricerca e il fondo contro la violenza sulle donne (istituito nel 2007 dal governo Prodi). Insomma, risparmiamo qualche centinaio di euro, ma avremo tram, bus, metro sporchi, in ritardo (a meno che non alzino i prezzi dei biglietti, come temo faranno, e il risparmio andrà a quel paese), avremo più inquinamento, la rete idrica, che già fa schifo, continuerà a peggiorare, si darà un altro simpatico colpo di grazia alla ricerca. Alle donne vittime di abusi in casa, alle ragazze-madri senza un tetto e ai loro figli, il governo Berlusconi risponde con un civile “Cazzi vostri”. La Carfagna, che avrebbe dovuto difendere queste donne, si preoccupa di insultare gli omosessuali.
Mi chiedo dove andremo di questo passo: ricordiamo che Berlusconi ha promesso di abolire anche il bollo auto e che a gennaio dovremo pagare qualche miliardo di euro grazie al conflitto di interessi in capo a Berlusconi, che sta cercando di difendere con le unghie e con i denti la sua rete abusiva, Rete 4. Questi miliardi da dove arriveranno? Da una nuova tassa Berlusconi o da altri tagli, non ci sono molte alternative . E vogliamo ricordare il famigerato federalismo fiscale che rischia di dare il colpo di grazia al Sud?
E infine, non dimentichiamo che la situazione economica del nostro Paese è ancora terribile.
Il debito pubblico dell’Italia però, nonostante una lieve flessione nel 2007, “resta il più elevato tra gli Stati membri dell’Ue”
Ho già detto che il malgiorno si vede dal mattino. Ancora una volta, incrociamo le dita e speriamo non vada troppo male…
UPDATE ore 20:05: il Sole 24 Ore ci informa che la mancata assegnazione delle frequenze a Europa 7 (e di conseguenza, il conflitto di interessi in capo a Berlusconi) ci costerà «2,169 miliardi in caso di attribuzione delle frequenze, 3,5 miliardi in caso contrario». Mentre Berlusconi guadagna grazie a Rete 4, gli italiani dovranno pagare ALMENO 2 miliardi di euro. E se Berlusconi non si toglierà una rete, il risarcimento salirà ancora. E non dimentichiamo che dal gennaio 2009 pagheremo 3-400 mila euro al giorno di multa a partire dal 2006 (per un totale di almeno 300 milioni di euro), sempre per permettere a Rete 4 di rimanere abusivamente in onda. Tutto questo è favoloso!
Tag: ambiente, bollo auto, debito, debito pubblico, deficit, disinformazione, donne, ecofin, Europa 7, federalismo fiscale, finanza pubblica, fisco, ICI, italia, mara carfagna, Mediaset, Mezzogiorno, PIL, Politica, pressione fiscale, Rete 4, romano prodi, silvio berlusconi, studio aperto, Sud, tassa berlusconi, tasse, trasporti -
apr19View Comments
Sono rimasto molto soddisfatto dalle conferme indirette che ho ricevuto quest’oggi. Le pagine del mio blog riguardo il voto sono state infatti “riprese” sia da statistiche che da opinioni di quotidiani di altissimo livello.
Innanzitutto la mia analisi del voto è stata corretta, secondo quanto hanno dimostrato le statistiche che Consortium ha confezionato per RAI e SKY TG24; soprattutto, l’analisi smentisce categoricamente quanto ha affermato Diliberto, e conferma quanto ho detto sulla sinistra in Italia: gli operai e tutte le categorie che storicamente stanno a sinistra non hanno saputo rispecchiarsi in quanto proposto dal PD e soprattutto da La Sinistra – l’arcobaleno, e hanno votato a destra, soprattutto la Lega.
Ma questo ci riporta anche alla seconda conferma che ho ricevuto oggi: la fonte è il Financial Times: in questo articolo Guy Dinmore dipinge un ritratto di Umberto Bossi, ricordando sin dall’inizio che il voto ai partiti antisistema e xenofobi ha caratterizzato spesso la storia italiana quando si trova in un momento di difficoltà.
Ma queste conferme non mi faranno dormire sugli allori: l’Italia è sempre malata, e questo già lo sapevamo. E Berlusconi, lo ribadisco, non è la soluzione (come non credo possa esserlo questo centrosinistra): anzi, il Financial Times aveva già affermato che Berlusconi è il sintomo di questa malattia, non la cura. Per un principale motivo: è inaccettabile che in un Paese dell’Occidente un uomo possa detenere assieme al potere politico anche il potere mediatico, essendo quindi in grado di razzolare male utilizzando i media per predicare bene (oltre che per attaccare gli avversari, come i telegiornali Mediaset, Studio Aperto e TG4 in primis, ci dimostrano). Insomma, si manipola la realtà attraverso l’informazione. Questo non fa bene all’Italia, questo ci declassa da Paese del primo mondo, quello moderno e avanzato. Il conflitto d’interessi è il tumore d’Italia.
Non solo: la nostra debolezza offre il fianco agli altri Paesi del mondo, che ne approfittano. A cominciare, per esempio, dalla Cina, che ha boicottato le nostre mozzarelle per un puro fatto economico, non per un pericolo sanitario, che, pur esistendo, era più teorico che reale. Ma la Cina è riuscita a danneggiarci.
Ma ancora: una rassegna stampa internazionale del Sole 24 Ore non è migliore. Lasciate perdere quello che vi diranno: tutti questi giornali sono al lato opposto del comunismo. Il liberale The Economist ricorda che Berlusconi (che dovrebbe essere il leader dei liberali in Italia) è ancora inadatto a governare, ma al conflitto d’interessi e ai procedimenti giudiziari mai conclusi si aggiunge anche il fatto che la situazione economica italiana è molto difficile. L’Italia ha bisogno di una svolta liberale seria, che Berlusconi, già dal 2001 è stata incapace di dare: le prime timide liberalizzazioni le ha fatte il centrosinistra di Prodi nell’ultimo Governo. E c’è ancora molta strada da fare, ed è poco probabile che il governo Berlusconi IV, il prossimo, risulti in grado di risolvere la situazione. Anzi, la possibilità che Giulio Tremonti, l’uomo condono, diventi ministro dell’economia allontana questo auspicio; giusto oggi Tremonti ha affermato cose che non stanno né in cielo né in terra: «il testo [che Mario Draghi, governatore di Bankitalia, ha presentato per risolvere la crisi economica mondiale, nda] non contiene la realtà delle nazionalizzazioni che sono state fatte e che si faranno in futuro». Nazionalizzazioni? Ma siamo pazzi? Siamo tornati negli anni Trenta, sotto il fascismo? Senza contare che Tremonti vorrebbe ripristinare i dazi: assieme alle pressioni della Lega, questo potrebbe essere il colpo di grazia per la nostra permanenza in Europa (senza dimenticare la tendenza storicamente accertata che ha il centrodestra di spendere e spandere senza avere soldi, dimenticando i vincoli del Trattato di Maastricht).
Il primo banco di prova sarà Alitalia, ma la situazione è al limite del possibile: ormai sparita la cordata italiana, Berlusconi vorrebbe vendere, invece che ai francesi, all’amico Vladimir Putin, a patto che sugli aerei rimanga la bandierina di Alitalia. Staremo a vedere cosa succederà.
Non sono tuttavia sicuro che il centrosinistra di adesso possa fare di meglio: certo, il governo Prodi ha fatto molto bene sul fronte della finanza pubblica. Eurostat ci informa oggi che il centrosinistra ha decisamente migliorato la situazione dei conti pubblici: il rapporto Deficit/PIL è passato da 3,4% a 1,9% (però la Germania, che circa cinque anni fa era al nostro stesso livello, è scesa allo 0%…due anni di Prodi non possono fare miracoli, dopo che i governi Berlusconi se n’erano serenamente infischiati), mentre il rapporto debito/PIL migliora, passando al 104% (anche se la situazione è ancora drammatica – da questo punto di vista rimaniamo il peggiore Paese del mondo).
Anche il fatto che la Sinistra sia fuori dal Parlamento è sintomo della malattia del Paese. Ed è per questo che questo sintomo va curato: come ho già detto ieri vanno aperti subito i conti per dare un taglio al passato. Il comunismo è finito, bisogna rendersene conto una volta per tutte. La Sinistra deve riprendersi il PD, per diventare una grande forza riformista, non massimalista, ma moderna e laica, perché questo porterà ad una grande riforma anche nel centrodestra, a tutto vantaggio del nostro Paese. L’Italia deve prendere ad esempio la Spagna: negli ultimi dieci anni, con Aznar e Zapatero, la Spagna è cresciuta del 3% l’anno, e oggi, con la crisi in atto, scenderà sotto il 2%; che è sempre tantissimo, se pensiamo che l’Italia, rimasta indietro, crescerà solo dello 0,6% quest’anno.
Ma non solo: come ci fa notare il solito Sole, il governo Zapatero, nel solo ultimo anno, ha accumulato un tesoretto di 20 miliardi, e non avendo debito pubblico da smaltire, sarà usato per una politica macroeconomica espansionista (una manovra anticiclica, o keynesiana, in gergo), per sostenere la domanda: verranno tagliate le tasse, verranno costruite nuove case, senza dimenticare l’aiuto alla formazione, che nel medio lungo periodo aiuterà la Spagna a crescere sempre più e più velocemente, e non mancheranno i finanziamenti per le infrastrutture, che oltre a modernizzare il Paese, daranno lavoro agli spagnoli.
Ci aspettano due anni difficili: siamo in mano a Berlusconi, e possiamo solo sperare, almeno per come al vedo io, non vada troppo male. Il centrosinistra, tuttavia, dovrà approfittare di questa pausa per costruire una vera alternativa a Berlusconi, prendendo esempio da Zapatero. E per questo il centrosinistra deve epurarsi del vecchio, ovvero smaltire le ideologie anacronistiche e mandare a casa i vecchi, ormai troppo incollati alla poltrona per vedere cosa accade fuori dalla finestra e troppo collusi con i poteri forti, a cominciare dalla Chiesa, dai sindacati troppo radicali e dall’alta finanza. Tutti questi devono rendersi conto di essere interlocutori, non protagonisti, della vita politica. La politica deve essere sola, dialogare con tutti, ma decidere in modo che sia il meglio per tutti, non solo per la Chiesa, non solo per i sindacati, non solo per l’alta finanza, non solo per gli altri poteri, ormai sempre più lontani dal Paese reale preso nel suo complesso, che se ne frega delle prerogative, dei privilegi e dei guadagni che essi godono, ma che il Paese reale non può. Solo in questo modo il Paese può riprendersi: siamo quasi sessanta milioni, tutto questo è inammissibile.
Ma oggi non è così: la politica è mischiata e invischiata in tutto, alternativamente queste elite, assieme a tutte le corporazioni, la comprimono per soddisfare i propri bisogni, per difendere le proprie prerogative e i propri principi. L’Italia, sino ad ora, ha vissuto di rendita: i soldi del piano Marshall prima e del debito pubblico poi sono stati investiti a tutto vantaggio dei poteri forti. E forse molti dei miei lettori, o i loro genitori, o i nonni, ne hanno beneficiato. E a loro e a tutti chiedo: quel vantaggio oggi vi/ci ha salvato? Tutto questo ha fatto bene al nostro Paese, che da anni sopporta senza poter fare nulla? Siamo diventati più ricchi? Siamo diventati più felici? Siamo diventati più liberi? Siamo diventati più sereni?
La risposta a queste domande l’avete davanti agli occhi: è giunto il momento di dire no. L’egoismo, sia personale che corporativo, ecclesiastico, sindacale, non ci porterà da nessuna parte. Come da nessuna parte ci ha portato sino ad ora.
Tag: Alitalia, blog, Chiesa, Cina, comunismo, conti pubblici, corporativismo, debito pubblico, deficit, Diliberto, disinformazione, Economia, egoismo, Eurostat, finanza pubblica, giulio tremonti, informazione, italia, josé maria aznar, Keynes, Lega Nord, liberalizzazioni, liberlismo, nazionalizzazioni, PD, PdL, PIL, Politica, Putin, romano prodi, silvio berlusconi, sinistra, socialismo, Spagna, Unione Europea, Zapatero -
mar29View Comments
Girando in rete ho trovato questa presentazione (messa anche in video con commento audio), da parte di un gruppo denominatosi quattrogattiLSE. Tratta di cose come debito pubblico e pressione fiscale, temi che sono all’ordine del giorno, ma che vengono usati in modo demagogico (e a volte dimenticati).
Ho trovato questo studio molto semplice da comprendere, e molto ben fornito di fonti (quindi non dice cazzate). In ogni caso, cercherò di rendere la spiegazione ancora più semplice con alcune spiegazioni.
Per prima cosa il debito pubblico: pensiamo all’Italia come una famiglia. Attualmente questa famiglia guadagna ogni anno 100 euro e ha debiti per 106. I suoi debiti sono maggiori di quanto guadagnato. Questo vuol dire che se la famiglia usasse tutto lo stipendio annuale per pagare il debito (non comprando cibo, vestiti, non usando acqua potabile, elettricità, telefono, etc.), non riuscirebbe comunque a liberarsi dai debiti. E quei debiti non pagati producono nuovi interessi, e quindi nuovi e maggiori debiti. Questa è la situazione dell’Italia oggi.
Questo debito è nato negli anni ‘70 e ‘80, quando i vari governi hanno preferito indebitarsi, scaricando, di fatto, il debito su di noi e sulle generazioni future. Non c’è nulla di male a indebitarsi, ma il problema è che i governi degli anni ‘70 e ‘80 non hanno usato i soldi per comprare, poniamo, libri per i propri figli (le generazioni successive), perché si istruissero, ma hanno preferito usare ([gran] parte di) quei soldi per comprare dei cibi più costosi per se stessi. In altre parole, i governi passati sono andati in un ristorante a dodici stelle, mangiato manicaretti costosissimi, e hanno detto al cameriere che avrebbero pagato i figli (le generazioni successive). Ma i figli, non avendo studiato, sono dei disoccupati oppure hanno un lavoro che non permette loro di pagare i debiti dei genitori, quindi devono scaricare il debito (maggiorato) sui propri figli. E così via. Attualmente paghiamo circa 70 miliardi di euro di interessi ogni anno (sono 135mila miliardi di lire che ogni anno buttiamo a mare).
Se poi i figli hanno un’emergenza e devono indebitarsi (per esempio, perché uno di loro ha un tumore – ovvero lo Stato ha bisogno di denaro per rifare le strade), non possono farlo perché hanno già molti debiti. Il tumore non viene curato e il figlio muore (senza strade, senza infrastrutture lo Stato muore → si impoverisce, passa dal primo al secondo o terzo mondo).
I dati fanno notare che con il risanamento del centrosinistra e l’arrivo dell’euro hanno dimezzato il costo del debito pubblico. Quindi chi dà all’euro la colpa della nostra “povertà” è un povero coglione. L’euro ci ha salvato da un destino ancora più nero di oggi.
Come diminuisce il debito? La presentazione inserisce la definizione di avanzo primario: per spiegarlo in modo semplice, ritorniamo all’esempio precedente. La nostra famiglia che guadagna 100 euro l’anno, alla fine dell’anno ha speso 99 euro (per il cibo, i vestiti, la benzina, il telefono, etc più gli interessi sul debito). Quell’euro (l’avanzo primario) va a pagare il debito che quindi da 106 euro passa a 105.
Per quanto riguarda l’avanzo primario, la presentazione fa notare (dati alla mano) che l’avanzo primario con il centrosinistra è stato nettamente maggiore di quello del centrodestra: il centrosinistra ha risparmiato di più. In altre parole, il centrosinistra ha fatto qualche sacrificio perché i figli (le generazioni future) dovessero pagare meno debiti. Il centrodestra ha fatto meno.
Si passa poi alla pressione fiscale. La pressione fiscale è il rapporto fra le entrate dello Stato e il PIL. Prima puntualizzazione: le entrate dello Stato non sono solo le tasse. Ci sono molte altre entrate.
La presentazione pone questa domanda: la pressione fiscale è aumentata con l’ultimo governo Prodi? La risposta è sì. Infatti si fa anche notare che le entrate dello Stato sono aumentate. Ma non solo: con il governo Prodi c’è stata una lotta all’evasione fiscale, che ha contribuito a tale aumento.
Infatti, se il PIL è di 100, e le entrate fiscali sono 40, la pressione fiscale è al 40%. Se gli evasori vengono costretti a pagare le tasse (diciamo per 10), la pressione sale al 50%. Ma abbiamo pagato più tasse? La risposta è no: semplicemente adesso pagano le tasse anche coloro che prima non le pagavano.
Quindi, quando Berlusconi fa il demagogo populista, e dice che il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche degli italiani, mente. O per propaganda o per ignoranza. Ma mente.
Come fa vedere la presentazione, il centrosinistra ha aumentato sì la pressione fiscale, ma in gran parte (almeno la metà) l’aumento non è dovuto alle tasse.
Quindi la presentazione passa ad esaminare le riforme fiscali degli ultimi due governi.
Primo punto: l’evidenza dimostra che il centrodestra ha effettuato una politica fiscale che ha aumentato il debito pubblico. Il governo di centrodestra ha abbassato le tasse, ma in modo insostenibile. Nel lungo periodo ci ha reso più poveri. Ma non solo.
Nel secondo punto, si fa notare che entrambi i governi (di centrodestra e di centrosinistra) hanno effettuato tagli alle tasse. Ma con delle grosse differenze.
Con il centrodestra, i più poveri non hanno risparmiato quasi nulla di tasse, mentre i più ricchi hanno risparmiato (in percentuale) quasi quanto quelli meno ricchi. In termini assoluti, comunque, il più ricco ha risparmiato più del meno ricco (come dimostra la presentazione).
Con il centrosinistra, i più poveri hanno risparmiato poco meno dei meno ricchi, ma il dato più significativo è il fatto che i più ricchi (quelli che guadagnano 90mila euro o più l’anno) hanno pagato più tasse (e forse per questo Berlusconi, che era il più ricco d’Italia, si è incazzato: perché il governo Prodi ha messo le mani nelle sue tasse). Infatti per loro il risparmio è negativo.
Il fatto che il più ricco debba pagare più tasse non è semplicemente una cattiveria: è un dettato costituzionale (art. 53).
In ogni caso, fa notare la presentazione, entrambe le riforme non hanno favorito le fasce più povere.
Adesso faccio qualche considerazione: innanzitutto, non credo che il centrodestra sia formato da cretini. Non ritengo gli elettori di centrodestra degli imbecilli. Voglio solo ribadire quanto le pagine di questo blog dicono da giorni: il problema dell’Italia è Berlusconi. Io sono certo che altri politici, senza Berlusconi (e penso a Fini o Casini, per esempio), avrebbero preso altre strade, e staremmo meglio.
Invece a capo del centrodestra c’è una persona che (come dimostra la presentazione, con dati OCSE, Istat, Eurostat – che non sono istituzioni comuniste) ha sfasciato i conti dello Stato che il centrosinistra aveva cominciato a risanare (e i dati continuano a confermarlo). Lo ha fatto con provvedimenti inefficaci se non dannosi (come i condoni e le leggi ad personam).Non solo.
Berlusconi ha anche usato lo Stato per il proprio interesse, e questo è provato da due fatti: in primo luogo con provvedimenti ancora dannosi per il Paese, ma stavolta efficaci…per lui, la mafia e i criminali comuni. Ma soprattutto per il problema tasse. Berlusconi afferma che il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche degli italiani: ma questo non è vero. Il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche dei più ricchi, e lui, essendo il più ricco d’Italia, ne ha risentito più degli altri. E per questo è incazzato. E adesso cavalca l’onda della recessione e dell’inflazione per far credere a chi è più povero di lui che il centrosinistra lo ha impoverito: fa incazzare anche chi non ha pagato più tasse, ma addirittura di meno. Ma la recessione non è semplicemente colpa del centrosinistra, ma di un’intera congiuntura economica mondiale. E soprattutto gran parte dell’inflazione è colpa del governo Berlusconi: quanti di voi ricordano che l’euro è arrivato nelle nostra tasche durante il governo Berlusconi, nel 2002? E quanti di voi ricordano che il governo Berlusconi ha dimenticato di vigilare sugli aumenti durante il cambio? Ma lui era troppo impegnato a salvare la propria pelle, oltre a farla al Paese intero.
Berlusconi, l’uomo pagliaccio ormai in definitivo declino politico, prende in giro l’Italia facendo spettacolari giochi d’acrobata, tenendo i suoi spettatori con il naso all’insù, mentre qualcuno svuota loro le tasche. Costui dice ai cittadini le cose che i cittadini vogliono sentirsi dire, ma queste cose sono false, e fanno male alla politica italiana, perché sono menzogne totali raccontate per accalappiare elettori, spostando l’attenzione sui problemi reali del Paese. E i colpi di scena che quest’uomo mette in gioco? Il taglio dell’ICI? Ma andiamo, l’italiano medio spende poche centinaia di euro di ICI, a differenza di Berlusconi, che pagherà chissà quanto per la sua villa ad Arcore, senza dimenticare la villa in Sardegna e tutte le altre case. E la cordata Alitalia? L’abbiamo detto ieri, solo un altro metodo di fare campagna elettorale sulla pelle dei ventimila dipendenti di Alitalia e dei molti altri dell’indotto, mentre qualcuno speculava sui rialzi e i ribassi causati dagli annunci contraddittori e supersmentiti di Berlusconi.
Quest’uomo fa il proprio interesse sulla nostra pelle, si arricchisce a nostre spese. Dovremmo finalmente aprire gli occhi e renderci conto che solo quando lui se ne andrà, l’Italia potrà ripartire. Fino ad allora, il Paese andrà a fondo perché lui lo userà per galleggiare: rialzati, Italia, così lui potrà galleggiare meglio.
- Cinguettii del 18-03-2010
- Cinguettii del 17-03-2010 http://goo.gl/fb/a30K #sideblog #brevi
- Photo: Politici in tv, tutto a governo e PdL (Schifo Aperto indecente, peggio del TG4) | via Polisblog http://tumblr.com/xuj7jr4cc
- La Corte Costituzionale è in camera di consiglio per decidere la sospensione del decreto interpretativo
- Le toghe "rosse" arrestano Frisullo (PD) a una settimana dal voto. Vediamo se Cicchitto rompe le scatole con la giustizia a orologeria.
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