Tooby, L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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dic15
Il dito e la luna, ancora
Autore: Tooby; Categoria: Politica;View CommentsIl problema non è la scorta del premier che è evidentemente incapace: il problema è che la gente possa ancora manifestare, perché in mezzo a loro potrebbe esserci uno squilibrato. La soluzione non è proteggere il singolo e permettere la libertà di espressione della pluralità, ma non proteggere il singolo (esponendolo comunque ad altre aggressioni) e porre ulteriori paletti alla libertà di espressione della pluralità sia in rete che, attenzione, in piazza. Manca solo il cartello “Benvenuti nel fascismo del terzo millennio”.
Questo il succo del discorso per Roberto Maroni che, oggi, ha parlato dell’aggressione subita da Silvio Berlusconi. Le sue conclusioni sono due:
- i dispositivi di sicurezza han funzionato;
- emaneremo un provvedimento per chiudere i siti che inneggiano alla violenza e per limitare i cortei.
Ripeto ancora una volta come sono andate le cose, prendendole un po’ alla lontana. Berlusconi ha indubbiamente del carisma; il carisma crea emozioni; chi ha problemi mentali viene maggiormente colpito da tali emozioni; per questo motivo i potenti (che solitamente hanno carisma) hanno la scorta.
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nov9
Quel pedofilo dello Spirito Santo
Autore: Tooby; Categoria: Sociale;View CommentsImmagino lo sappiate: Daniela Santanché ha detto che è un fatto storico che Maometto fosse poligamo e pedofilo. Nulla di nuovo, certo, ma la strategia comunicativa della Santanché è dare ai cristiani un motivo per temere, schifare, odiare i musulmani, poiché venerano un uomo che aveva comportamenti che per la nostra società, la nostra cultura, sono considerati criminali e deprecabili.
Il problema è che la cultura è qualcosa di molto relativo, e ciò che è deprecabile oggi, non lo era ieri.
La Santanché fa leva sull’ignoranza della gente. Non credo siano molte le persone che abbiano letto l’Antico Testamento, ma la Bibbia è letteralmente piena di poligami e pedofili, e non sto certo parlando di comparse, bensì di protagonisti, dei padri di quelle che oggi vengono dette “radici giudaico-cristiane dell’Europa”.
Giusto qualche esempio tra i più noti: Sara, moglie di Abramo, sterile, propose al marito la poligamia e questi si unì ad Agar, che generò Ismaele (il “padre” degli arabi). L’altro suo figlio, Isacco, sposò una giovinetta. Salomone, ascendente di Gesù, prese in sposa moltissime donne.
E veniamo al Nuovo Testamento: Giuseppe era probabilmente molto anziano quando prese in moglie Maria, la quale era dodicenne. Lo Spirito Santo fece visita a Maria quando aveva quindici anni, e Gesù Cristo nacque quando ella ne aveva sedici.
Seguendo questo ragionamento, tutto quello in cui i cristiani credono è basato sulle stesse depravazioni di cui sarebbe colpevole Maometto. Wow, le nostre radici sono fra pedofili e poligami!
Ok, non scherziamo: la Santanché è evidentemente una ignorante provocatrice di prima categoria. Utilizza la verità storica per incitare i cristiani all’odio razziale, facendo leva sull’ignoranza di quest’ultimi, i quali mediamente non sanno che la stessa Bibbia, la stessa storia giudaico-cristiana contiene numerosissimi esempi di poligamia e pedofilia, comportamenti che, se sono deprecati nella nostra società, non lo erano all’epoca di Abramo, non lo erano all’epoca di Salomone, non lo erano all’epoca di Cristo e non lo erano all’epoca di Maometto.
Prescindendo dal fatto che ci sarebbero gli estremi per applicare l’articolo 403 del codice penale, personaggi come la Santanché vanno emarginati, perché allontanano la Ragione dal dibattito, riempiendolo invece di odio insensato, ed acuendo i conflitti della nostra società con il solo fine di conquistare qualche voto in più alle elezioni. Non deve stupire, infatti, che i tanti gruppi nati su Facebook a difesa del crocifisso se la prendono con gli islamici, che in questa decisione non c’entrano neppure di striscio. L’ignoranza e persone ignobili come la Santanché generano mostri.
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giu17View Comments
Quel che accade in Iran dovrebbe essere noto. Ci sono state delle elezioni (che ho seguito brevemente con il mio account Twitter), che in un primo momento avevano portato il riformista Mir Hossein Moussavi a cantare vittoria, anche perché i sondaggi della vigilia non prevedevano una vittoria del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, bensì al minimo un ballottaggio, visto che il presidente in carica veniva visto avanti con solo il 33% delle preferenze.
Invece Ahmadinejad avrebbe vinto addirittura con trenta punti in più. Uno sbaglio clamoroso dei sondaggi? Secondo gli analisti no, la vittoria sarebbe frutto di brogli.
Lo sfidante Moussavi è stato messo agli arresti domiciliari, ma è riuscito a comunicare con i suoi sostenitori e con il mondo attraverso Twitter. E lì si è scatenato il finimondo.
L’Iran non è un Paese di beduini, perlomeno non lo sono le città (chi ha visto il film «Mai senza mia figlia» qualche sera fa?). Dunque la protesta, oltre che in piazza, è andata in onda sulla rete, non solo per informare gli iraniani, ma per chiedere aiuto a mondo.
Il governo (che a dispetto delle apparenze non è democratico, bensì teocratico, con la guida Alì Khamenei a tenere ben saldo il potere temporale) ha fatto scattare immediatamente la repressione. La versione locale della polizia postale, infatti, si è messa a monitorare Twitter, Facebook, FriendFeed (da notare il crollo del traffico), mettendosi a bloccare gli indirizzi IP che diffondevano informazioni con il tag #iranelection. Ma non solo.
Ieri sera a Linea Notte è stato mandato in onda un video con gente in borghese e armati di bastoni (praticamente come i nostri futuri rondisti) che bastonavano tutti non solo per strada, informati dalla polizia, infatti, questi signori si sono messi a spaccare i vetri delle case per penetrarvi all’interno, e nelle immagini si vede benissimo. Quel che non si vede è quel che succede nella casa, ma possiamo immaginarlo.
Perché questi rondisti penetrano nelle case? Semplicemente perché sono stati informati dalla polizia che dal computer di quella casa sono partiti messaggi sospetti. E allora non solo li bloccano, ma mandano pure dei vandali a sfasciargli la testa, giusto per togliere ogni dubbio.
Khamenei, per tentare di sedare la protesta, ha deciso che i voti verranno ricontati: voi ve l’immaginate che gli autori dei brogli che impongono di ricontare per bene le schede?
Gli iraniani vanno aiutati perché riescano a spostare da soli il proprio Paese da una dittatura verso la democrazia. Possiamo farlo in due modi: il primo è fare pressione sui nostri governi (anche se dubito che quello italiano farà qualcosa, visto che, dopo aver ospitato Gheddafi per avere il suo petrolio, non proverà a muoversi, rischiando di inimicarsi uno dei nostri primi partner commerciali); il secondo è aiutare la diffusione delle notizie sull’Iran attraverso i nostri pc. Il come ce lo spiega Cory Doctorow, che io ho letto su Mantellini (una versione più estesa della guida alla cyberguerra in Iran si trova, invece, qui).
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apr29
L’emendamento D’Alia è scomparso stanotte
Autore: Tooby; Categoria: Internet;View CommentsNe dà il felice annuncio Roberto Cassinelli, che nel corso dei lavori notturni si è visto approvare un emendamento di 24 caratteri che sopprime senza se e senza ma l’emendamento D’Alia.
Per chi non lo ricordasse, l’emendamento D’Alia (di cui avevo parlato tempo fa) avrebbe dato al Governo la possibilità di limitare la libertà di espressione nella rete: se su un sito una persona avesse lasciato un commento (ad esempio su FaceBook) “forte”, il Governo avrebbe avuto la facoltà di bloccare l’intero sito (ovvero se Tizio scrive su FaceBook che disobbedirà ad una legge che ritiene ingiusta, il Governo avrebbe potuto chiudere FaceBook in Italia, nel nostro esempio).
Le battaglie per una rete libera, però, non sono finite: oltre alla legge Carlucci, scritta da Confindustria, che a parole vuole difendere i bambini dai pedofili, ma che nei fatti difende gli affari, appunto, di Confindustria, si sta votando al Parlamento Europeo il pacchetto Telecom che vuole uccidere la neutralità della rete.
Oggi, infatti, tutte le informazioni che passano nei fili del telefono hanno “uguale dignità”. Se passasse il pacchetto Telecom così com’è, i provider (Telecom, Wind, Tre, Tele2, Vodafone, eccetera) potranno decidere quali dovranno passare per primi. Così, per esempio, se vorremo vedere un filmato su YouTube, dovremo aspettarci un caricamento lentissimo, poiché Telecom (ad esempio) farà passare prima le informazioni per far vedere il film a pagamento che un altro utente ha comprato sulla piattaforma di un partner di Telecom o di Telecom stessa. E così potrà essere per il VoIP: niente più Skype, se vuoi usare il VoIP dovrai usare quello di Telecom per fare delle telefonate decenti.
Per farmi capire meglio, posso fare l’esempio di Guido Scorza. Immaginiamo che la rete sia un’autostrada: Telecom, che gestisce questa autostrada, potrà decidere di assegnare una corsia su quattro alle auto qualsiasi, mentre le altre tre le assegnerà ai suoi clienti, o a chi pagherà un pedaggio autostradale maggiore. Risultato: queste ultime auto andranno velocissime, mentre le altre dovranno mettersi pazientemente in fila nella corsia unica e aspettare il turno.
La rete, invece, deve dare pari dignità a tutte le informazioni, altrimenti diventerà il dominio di chi ha più soldi e potere. Si chiama “uguaglianza”.
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apr6
Terremoto a l’Aquila, e il TG1 diventa duepuntozero
Autore: Tooby; Categoria: Internet;View CommentsSusanna Petruni, anchorwoman del tg delle 13:30, annunciava quasi con orgoglio che i primi a dare l’allarme del terremoto a L’Aquila sono stati i radioamatori.
Immagino il travaglio in redazione: la Petruni, mentre preparava la scaletta, si accorgeva di non riuscire a leggere Twitter e rimbrottava i colleghi. «Ma che cacchio è sta roba? Tvitter, Tvittre… ma una cosa normale non c’è?».
M’immagino stanotte qualcuno alla redazione del TG1, che scruta l’etere alla ricerca di notizie, finire sulle frequenze di qualcuno che parlava del terremoto e lanciare l’edizione straordinaria, verso le sei del mattino.
Se uno avverte una scossa di terremoto nel corso della notte, deve accendere la tv e aspettare facendo zapping un’edizione straordinaria del TG o guardare sul televideo, sempre che sia attivo e sempre che si legga. Non deve permettersi di prendere l’iPhone dal comodino e controllare se qualcuno sta lasciando una nota su Twitter o su FaceBook. Al massimo, e proprio se ha il televisore guasto, deve accendere la radio e cercare qualche radioamatore.
Internet deve rimanere un fenomeno di costume, non sia mai venga fuori che sono in grado di fare concorrenza ai media mainstream. Ci sarà un motivo se tutti vogliono comprare Twitter…
(Ah, il Corriere della Sera, intanto, si diverte a riciclare foto dei terromoti in Turchia e in Cina, “rubandole” da Flickr).
- Cinguettii del 07-09-2010
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