L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • mar
    21

    Faccio porcate e me ne vanto

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    ne’elam su noiseFromAmerika ha scovato un comunicato stampa nel quale l’amministratore delegato di Atlantia (Autostrade), Giovanni Castellucci, confessa che, a seguito dell’inserimento della società nella cordata che ha rilevato Alitalia, il governo «ha fatto qualcosa per noi».

    Si tratta di negoziazioni per quanto riguarda la concessione delle autostrade: insomma, noi investiamo cento milioni per aiutarti nella porcata Alitalia, ma tu poi avrai un occhio di riguardo quando si tratterà delle questioni che ci interessano davvero (perché Alitalia poi finirà in mani francesi). Ad esempio aumentando le tariffe per il pedaggio autostradale, che paghiamo noi poveri imbecilli: è infatti di ieri la notizia che da maggio le tariffe aumenteranno del 2,4%.

    Scommettiamo che il Governo starà in silenzio, invece impedire l’aumento perché c’è la crisi e non è il caso?




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  • gen
    11

    Silvio Berlusconi sul fatto che gli italiani pagheranno i debiti di Alitalia anche se Air France se la comprerà comunque:

    Non e’ assolutamente vero perche’ Air France avrebbe acquistato a condizioni piu’ negative per noi, rispetto quanto invece e’ successo con i partner della nuova compagnia di bandiera

    Qualche dato:

    • Prezzo pagato da CAI per le azioni Alitalia: 0 euro; prezzo che avrebbe pagato Air France: 1 azione Alitalia ogni 70 azioni Air France (il 5% della nuova compagnia, valore 500 milioni, persi per sempre);
    • Contanti versati da CAI allo Stato: 427 milioni; Contanti che avrebbe versato Air France: 0 euro;
    • Debito rilevato da CAI: 600 milioni; Debito che avrebbe rilevato Air France: 1,2 miliardi (il 100% di quello che c’era a marzo);
    • Debito rimasto a carico nostro: 2,8 miliardi (perché da marzo a oggi Alitalia è andata avanti con nuovi debiti); Debiti rimasti a carico nostro se Air France avesse comprato a marzo: 0 euro;
    • Capitale versato da CAI+Air France: 1,3 miliardi; Capitale che avrebbe versato Air France a marzo: 1,85 miliardi;
    • Debiti in carico di Alitalia oggi: 1,2 miliardi; Debito in carico ad Alitalia se Air France avesse comprato a marzo: 200 milioni (il resto li avrebbe pagati con i soldi di cui sopra, che avanzano anche);
    • Personale di Alitalia (+ AirOne) oggi: 12250; Personale di Alitalia secondo il piano Spinetta di marzo: 12600;
    • Esuberi con CAI: 7000; esuberi con Air France a marzo: 2120;
    • Esuberi a carico dello Stato con CAI (ammortizzatori sociali): 4000; esuberi a carico dello Stato con Air France a marzo: 2120;
    • Con CAI questi ammortizzatori saranno al 100% a carico dello Stato; con il piano Spinetta solo all’80%;
    • La flotta CAI (Alitalia+AirOne) avrà 148 aerei (compresi quelli semplicemente in leasing -cioè in affitto – di AirOne); con il piano Spinetta 137 (senza quelli in leasing, visto che AirOne non sarebbe stata acquistata da AirFrance);
    • Le destinazioni CAI saranno 70, sarebbero state 73 con la vendita a marzo;
    • I voli intercontinentali rimangono 13;
    • La parte Cargo di Alitalia con CAI verrà chiusa nel 2009, con Air France sarebbe stata chiusa nel 2010;
    • L’aeroporto principale sarà Fiumicino in ogni caso (mi spiace per la Lega, ma dopotutto è il suo governo adesso a parlare).

    Berlusconi il 20 marzo diceva che Air France era dannosa per il Paese perché chiudeva il cargo e depotenziava Malpensa (oltre al problema turisti dirottati in Francia); oggi la CAI fa la stessa cosa: chiude il cargo, depotenzia Malpensa e fa affari con AirFrance, che ovviamente dirotterà i turisti verso Parigi Charles De Gaulle in nome delle sinergie e del risparmio sui costi (significa che per volare a più lungo raggio, invece che da Malpensa o Fiumicino, voleremo a Parigi e poi da lì dove dobbiamo andare).

    Insomma, va tutto bene. Va tutto a meraviglia. W Silvio, salvatore d’(Al)Italia!

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  • set
    19

    Silvio Berlusconi, finalmente, è riuscito a mettere piede nella stanza dei bottoni della finanza italiana: il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana. A chi non è “addetto ai lavori” questo potrà non dire niente, ma in realtà si tratta di un fatto che aggrava i già esistenti punti deboli di Silvio Berlusconi inteso come politico. Vediamo perché.

    Sono anni che Silvio Berlusconi tentava di entrare in quel salotto, e ci aveva provato in tutti i modi, con gentilezza e con spallate. Ma no, non poteva: il fondatore Enrico Cuccia e il suo delfino, Vincenzo Maranghi, glielo avevano sempre impedito. Poi, nel 2003, tutto è cambiato.

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  • set
    13

    La questione Alitalia è ormai una guerra, non più una trattativa. I partecipanti sono la Compagnia Aerea Italiana che vuole rilevare solo ciò che è buono, il Governo che vuole dargliela e i sindacati che devono tutelare i propri iscritti. A guardare rimangono i cittadini italiani, che pagheranno tutto quanto c’è di brutto. A pagare siamo sempre noi, ma non è una novità. Il problema, semmai, riguarda il futuro.

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  • apr
    23

    Vittime di questo sistema

    Autore: Tooby; Categoria: Economia, Politica, Sociale;

    Alla fine sono usciti allo scoperto alcuni dei protagonisti della campagna elettorale, ovvero della cordata per Alitalia: dopo Banca Intesa, oggi è toccato a Ligresti.

    Ma chiediamoci: come mai questi soggetti sono usciti fuori adesso? Perché prima hanno negato?

    Innanzitutto, AirFrance-KLM si è ritirata (quindi niente concorrenza seria per acquistare Alitalia, quindi un prezzo più basso), il governo Prodi ha varato un prestito ponte (quindi i prossimi soci saranno agevolati), ma soprattutto Berlusconi ha vinto le elezioni (diventando quindi una sorta di airbag nel caso qualcosa vada male, visto che è lui a giocarci la faccia – e che, in extremis, potrà contare sull’aiuto dell’amico Putin). Anche i sindacati, forse, saranno contenti, visto che probabilmente si salverà l’ipertrofico personale di Alitalia (non ho nulla contro di loro, sono semplicemente troppi).

    Forse saranno contenti anche gli italiani, per patriottismo: ma forse non avranno notato che Alitalia sarà salvata da noi, o meglio, dai nostri soldi. Il prestito ponte chi lo ha pagato? Lo Stato? E lo Stato da dove li prende i soldi? Dalle nostre tasche.

    Dunque lo Stato ha prestato soldi ad un’azienda che lo Stato stesso ha amministrato in un modo terribile, stornando quindi denaro che teoricamente poteva tradursi in servizi per il cittadino. Adesso quei soldi serviranno a salvare un’azienda che subito dopo verrà privatizzata, a tutto vantaggio di tali privati.

    Sappiamo già che lo Stato (e quindi noi) paga spesso multe per conto dei privati (ricordiamo che Berlusconi mette troppa pubblicità sulle sue tv, guadagnandoci, mentre l’UE ci multa proprio perché Berlusconi mette troppa pubblicità: lui guadagna, noi paghiamo, insomma). Ma il governo Prodi aveva forse alternative?

    No, per vari motivi: innanzitutto, siamo ancora in campagna elettorale. Far fallire Alitalia significa uscire ancora più malconci dalle urne. In secondo luogo, l’alternativa al prestito ponte era il commissariamento, quindi una procedura agevolata per salvare l’azienda, ovvero licenziamenti più semplici, con lo scontento dei sindacati e dei lavoratori, ovviamente contro il governo Prodi (che condivide la colpa con Berlusconi e con se stesso, rispettivamente dal 2001 e dal 1996). In terzo luogo, il commissariamento avrebbe favorito la cordata di Berlusconi, visto che una volta rimessa in piedi quel che rimaneva dell’azienda, essa sarebbe stata un bocconcino ancora più prelibato.

    Insomma, un simpatico gioco di potere e dispetti. Che paghiamo noi. E che, a quanto dicono giornali “comunisti” (ricordiamo che tutto quanto non è nel controllo di Berlusconi è comunista, anche i giornali più liberali di lui) come il Financial Times, The Independent, The Guardian, eccetera, oltre ad essere scorretto, è anche inutile.

    Chissà, forse un giorno ci renderemo conto che la classe politica da quindici anni al potere è incapace, e che ormai giocano a scacchi sulla nostra pelle? E ci renderemo mai conto che le corporazioni (avvocati, industriali, commercianti, sindacati, eccetera) sono troppo miopi per capire che difendendo le proprie prerogative a tutti i costi, strangolano il Paese e soprattutto se stessi?

    L’allarme continua a suonare, ma nessuno sembra sentirlo…

    Dreaming Argentina…

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