L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • nov
    25

    La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha salvato dall’arresto Nicola Cosentino, casalese accusato da un manipolo di pentiti di essere il referente politico di clan camorristici (va poi detto che è sposato con la figlia di un boss).

    Cosentino, va ricordato, oltre ad essere deputato della Repubblica, è anche sottosegretario all’economia e presiede il CIPE, il comitato che distribuisce soldi. Dunque la sua presenza in Parlamento e nel governo è quantomeno inopportuna.

    Il Parlamento, in teoria, può respingere la richiesta di arresto in due casi: nel primo, deve trattarsi di opinioni e fatti espressi nell’esercizio delle sue funzioni parlamentari, ma non mi pare il caso, a meno che fare il camorrista non sia diventato funzione parlamentare; nel secondo, ci sono chiari segni di persecuzione politica da parte dei magistrati, ma la cosa è leggermente assurda, visto che la richiesta di arresto non è campata in aria (ci sono molti indizi contro Cosentino).

    Ne esce fuori che il Parlamento ha respinto, come al solito, una richiesta d’arresto per un terzo motivo, ovvero per dichiarare l’innocenza dell’imputato, ovvero entrando nel merito della questione. Peccato però che la Camera abbia un compito legislativo e non giudiziario, che non spetta ad essa giudicare dell’innocenza delle persone.

    Ci ritroviamo, come al solito, all’infangamento della Costituzione. Il Parlamento che ruba la funzione giudiziaria alla magistratura. Se pensate anche che il Governo ha rubato la funzione legislativa al Parlamento, beh, capirete che qui la separazione dei poteri è leggermente inesistente.



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  • mar
    15

    Stasera torna Report , uno dei pochi esempi di coraggioso giornalismo d’inchiesta.

    Stasera torna con un servizio che dovrebbe essere una bomba, che dovrebbe fare indignare tutto il Paese, ma che, invece, non passa in televisione, sui giornali viene ricordato ogni tanto (altrimenti la bomba esploderebbe).

    Stasera si parla di Catania, governata per otto anni, dal 2000 al 2008, da tal Umberto Scapagnini, medico personale di Silvio Berlusconi. Ve lo ricordate? Ne avevo parlato qualche tempo fa .

    Riassumendo, questo tizio ha creato in mezzo a Catania un buco nero finanziario di 400 milioni di euro, oltre a passività da un miliardo di euro. Con quali risultati? La città era al buio, perché non si pagavano le bollette dell’ENEL, oltre a quelle di altri 200 servizi. I servizi più elementari (scuole, polizia, eccetera) rischiano lo sfratto, perché il Comune non ha i soldi per pagare l’affitto. E Scapagnini? Scapagnini è stato promosso alla Camera degli Imputati dal suo padrone capo datore di lavoro buffone prescritto Silvio Berlusconi. In un Paese normale, Scapagnini sarebbe stato appeso a testa in giù per gli alluci. In Italia invece lo promuoviamo.

    Catania viene mantenuta in vita dal CIPE, che, per ordine del Governo, ha girato 140 milioni di euro per evitare il disastro.

    Come si è arrivato a questo punto? Indovinate un po’: opere pubbliche inutili (a beneficio di chi? – domanda retorica: lì c’è praticamente una sola azienda), consulenze, progetti, il Comune usato per sistemare parenti e amici.

    Tanto per cambiare, anche a Catania c’è il monopolio dei mezzi d’informazione tradizionali.

    Catania, piccola Italia.

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