Tooby, L'Olandese volante

Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito

  • ago
    1

    Ricostruire la satira in Italia

    Autore: Tooby; Categoria: Sociale;

    Qualcuno forse non sa che Daniele Luttazzi (l’unico dei tre personaggi censurati da Silvio Berlusconi in persona con l’editto di Sofia ad essere ancora nel limbo – Enzo Biagi è nel paradiso dei giornalisti, mentre Michele Santoro, nell’inferno insieme a noi, sta preparando la prossima stagione di Annozero, nomine RAI permettendo) cura da qualche mese una rubrica sul suo blog, intitolata La Palestra, con la quale si propone di allenare i nuovi atleti della satira.
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  • giu
    24

    Siete coglioni e imbecilli

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    Questa perla non me la voglio perdere.

    “Io sono convinto che i lettori di Repubblica siano un popolo di imbecilli, perche’ continuano a leggere un giornale che gli racconta un sacco di panzane”. Cosi’ il direttore del Tg Com, Paolo Liguori, ha commentato ai microfoni dell’Agr l’attenzione dedicata dal quotidiano fondato da Scalfari all’inchiesta di Bari, sul caso delle presunte feste a pagamento che coinvolgerebbe il premier. “Repubblica sono 15 anni che dice che Berlusconi stupra, violenta, inganna, spaccia droga, ruba soldi – ha detto Liguori -. Lo dice impunemente, perche’ nessuno le chiede conto. Sono convinti che gli italiani siano un popolo di imbecilli, perche’ seguono Berlusconi”. (Agr)

    Insomma, se un tizio si fa un lodo Alfano e leggi ad personam per evitare che i processi decretino la sua presunta innocenza, perché mai uno dovrebbe credere che stia sfuggendo a delle condanne?

    Allora criminale è chi lo scrive e imbecille è chi lo legge.

    Quindi non vi illudete: il problema non è che un uomo in Italia non permetta che venga stabilita la verità sui suoi “stupri, violenze, inganni, spacci e furti“, autoassolvendosi a scadenze regolari e lasciando alle sue spalle sempre più cupe ombre. Il problema è che ci sia qualche imbecille che si indigni per questo.

    La colpa, caro leccapiedi, è del tizio che tiene in mano il tuo guinzaglio: se si fosse fatto processare e si fosse fatto proclamare innocente, se è vero che lo è, la Repubblica oggi parlarebbe d’altro.

    Per come la vedo io, parlerebbe di un Paese migliore.

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  • giu
    22

    Ieri sera Augusto Pinocchiet Minzolini, nuovo direttore del TG1, celebre per le sue lecchinate su Silvio Berlusconi, è apparso ieri sera in video per difendere la linea editoriale del TG1 (leggasi “omertà”) riguardo l’inchiesta su squillo e coca nelle ville del premier.

    La risposta di Minzolini può sembrare giusta: «Secondo noi non c’è alcuna notizia, solo voci, solo gossip».

    Il problema, secondo me, è altrove: Minzolini ha mandato in onda la risposta di Silvio Berlusconi («Spazzatura!»), una risposta non ben collegata a qualcosa. In altre parole è stata mandata in onda un’autodifesa del premier senza dire né accennare a cosa si stesse riferendo.

    Minzolini, mi rivolgo direttamente a Lei. Se Lei non ha mandato in onda l’accusa perché secondo Lei era gossip, perché ha mandato in onda la difesa? Avrebbe potuto ignorare anche quella e parlare di cose serie e soprattutto sensate. O ignora tutto o racconta tutto, questa sarebbe stata una linea editoriale coerente.

    Invece ha mandato in onda l’autodifesa del premier contro il nulla (ovvero contro i complotti di cui vaneggia da giorni). Lei ha agito come se fosse agli ordini di Silvio Berlusconi, ha fatto da megafono ai suoi vaneggiamenti.

    In una parola, Lei è stato parziale, Lei è stato indegno.

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  • apr
    18
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  • mar
    20

    Contra YouTube

    Autore: Tooby; Categoria: Politica;

    youtube

    Angelino “Jolie” Alfano ha affermato che «appena troveremo un modo per farlo, interverremo su YouTube». allegria

    Innanzitutto, YouTube è già soggetto alle leggi. Inoltre esiste l’autogoverno degli utenti, che possono segnalare video inappropriati che verranno rimossi (in caso di pornografia, ad esempio) o resi visibili solo ai maggiorenni attraverso la registrazione al sito (nel caso di video violenti – all’epoca ricordo il video dell’impiccagione di Saddam Hussein).

    Per le violazioni del diritto d’autore, basta che il proprietario dei diritti intervenga a chiedere la rimozione, anzi, spesso YouTube interviene direttamente, senza l’input del detentore, a volte anche impedendo a priori l’inserimento di video con determinati titoli o tag. Da qualche tempo, poi, YouTube rende “muti” i video che contengono tracce audio coperte da copyright.

    Insomma, YouTube non è il far west, come non lo è internet. E soprattutto la colpa non è del mezzo, bensì della persona che lo usa male: voi arrestereste un martello perché qualcuno ha spaccato la testa a un altro?

    Cosa rimane, allora, che Angelino Alfano non ritiene idoneo, e pertanto da spingere il Governo a intervenire?

    Qualcuno dirà che vogliono censurare certi video scomodi, ad esempio dichiarazioni di politici di tanti anni fa (Bettino Craxi che ammette che in Parlamento rubano tutti) o altri casi controversi (il lancio di monetine contro Craxi, per rimanere in tema).

    Sì, forse c’è anche quello. Ma credo che il problema più “interessante” sia un altro.

    Mediaset è profondamente in sofferenza da diversi mesi a questa parte, perché il mercato della pubblicità è in contrazione. YouTube (e altri servizi simili) vanno per imporsi come media alternativo: in altre parole, rubano spettatori alla tv tradizionale, il che significa meno pubblicità. La gente, invece di mettersi davanti alla tv, va su internet e si mette a guardare i video di YouTube, magari non per due ore ogni sera, ma quanto basta per perdersi il film su Italia 1 o il Grande Fratello, con annessa pubblicità.

    Non è necessario che si tratti di video pirata: su YouTube c’è una bella quantità di roba rilasciata dai proprietari, ovvero del tutto legale (per fare un piacere a una certa persona, citerò i Monty Python, da qualche mese felicemente su YouTube), oltre che citazioni, perfettamente legali. Da un po’ di tempo, poi, vengono proposti anche video in diretta. E senza pubblicità (all’interno dei video), men che meno made in Publitalia, Arcore.

    Sia chiaro, non credo che Alfano voglia oscurare YouTube: vuole solo criminalizzarlo. Immaginate un po’ una legge che preveda che chi guarda video pirata su YouTube commette un reato (fattispecie che in verità potrebbe già essere prevista dalla legge Urbani). Si tratterebbe dell’ennesima legge inapplicabile, ma basterebbe a convincere l’italiano a non andare su YouTube, neanche a vedere il video di un tizio che prepara la pizza, non sia mai passasse la finanza… Due o tre servizi terroristici su Studio Aperto, e il problema è risolto.

    D’altro canto, lì ai piani alti non sono molti ad aver capito cosa sia YouTube: avete mai visitato il canale della Camera dei Deputati? Andateci, e noterete che i commenti per i video sono disattivati, così uno non può sbugiardare Gianfranco Fini o qualcun altro commentando proprio sotto il naso, allo stesso modo in cui un tizio non può alzarsi durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta a dire civilmente qualcosa di spontaneo (non dettato dall’ufficio stampa del deputato in questione).

    E non solo non permettono di esprimere una critica civile o anche di dire: «No, guardi presidente, si sbaglia, 1+1 fa 2, non 3, lo sanno tutti», ma prendono anche per i fondelli. Cito:

    «Ci interessa sapere che cosa pensate del canale Youtube della Camera. E anche se al momento non riusciamo a pubblicare i vostri commenti, siate certi che ne faremo il miglior uso possibile. (di cosa?)»

    Per loro YouTube è solo una specie di Porta a Porta senza Bruno Vespa. Loro parlano e il popolo-gregge muto.

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  • Cinguettii del 07-09-2010
    • Mocciosetti di ottant’anni in gita al Quirinale http://goo.gl/fb/PYKVW #politica #berlusconi #bossi #costituzione ->
    • «Lo studio della liquidità dei mercati finanziari è utile anche per trovare un[a] ragazza/o» Azz. ->
    • Mentre il mondo pensa all'exit strategy dalla crisi economica, Berlusconi è alle prese con l'exit strategy da Fini ->
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