L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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nov11
Ci prendono per scemi?
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsChiedeva retoricamente Pigi Battista ieri sera a Ballarò: «Ma come mai questa riforma della giustizia esce fuori giusto giusto dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il lodo Alfano?». La risposta la sapete: c’è da salvare Silvio Berlusconi. Visto che il lodo che bloccava i suoi processi non c’è più, si decide di bloccare tutti o quasi i processi d’Italia. Ci avevano già provato l’anno scorso con una leggina che bloccava centomila processi, ma poi si optò generosamente per il lodo Alfano che ne bloccava solo un paio.
A parte la probabile incostituzionalità delle nuove norme, si rimane agghiacciati nel leggere l’articolo di Bruno Tinti su Il Fatto Quotidiano (da cui il titolo di questo post). Dovrebbero leggerlo i leghisti, che tanto parlano di sicurezza, ma poi permettono questi scempi salva-criminali per avere qualche poltrona (tipo quelle delle regioni, che Bossi e Berlusconi si stanno spartendo in quel di Roma ladrona).
Cerco di immaginarmi una situazione (credo che per certe tipologie di reato, come omicidio e mafia, questo non varrà, quindi parlerò in astratto). Tizio, incensurato, entra in casa mia e si porta via un po’ di roba. Dopo un po’ viene sospettato del furto, indagato e processato (ma sempre a piede libero). I miei beni, intanto, non si trovano. Il processo va avanti, però la sentenza definitiva, quella in Cassazione, non arriva entro i sei anni previsti dalla legge. Risultato, Tizio, ancora incensurato, può tornare a delinquere perché il processo è scaduto. Io, il derubato, non ho avuto granché giustizia, vi pare?
Nel frattempo, mentre cammino per strada, vedo Caio scendere da un balcone con una borsa che fa un suono molto “prezioso”. Un altro topo d’appartamento, capitano tutti a me! Faccio il mio dovere di cittadino, chiamo i carabinieri, facciamo l’identikit e viene riconosciuto: è Caio, un pregiudicato. I carabinieri sanno dove trovarlo, quindi lo arrestano. Purtroppo però non viene processato subito, viene data la precedenza ai processi agli incensurati come Tizio, perché hanno la data di scadenza sul tappo: da celebrarsi preferibilmente entro sei anni. Quando poi finalmente comincia il processo a Caio, io vado lì a testimoniare, sicuro del fatto che Caio sta dietro le sbarre e non può nuocermi. Qualche tempo dopo, però, accade l’imprevisto: dovete sapere che un tizio o un caio non può rimanere in carcere per sempre se non c’è una sentenza definitiva. Visto che il processo è cominciato tardi, quindi, Caio viene scarcerato per decorrenza dei termini. Mi sono messo nei guai: Caio adesso è legalmente libero, e potrebbe tranquillamente venire a casa mia a bruciarmi la macchina, o tentare di aggredirmi in qualche modo. Insomma, dovrei vivere nella paura per avere fatto il mio dovere.
Questi sono solo due dei molti possibili casi che potrebbero capitare a me o a qualsiasi altro cittadino come me. Noi cittadini normali rischieremo di non avere giustizia o di essere costretti a vivere nell’omertà perché lo Stato non è in grado di tenere dietro le sbarre i delinquenti.
E tutto questo perché? Per salvare Silvio Berlusconi? Davvero vogliamo sacrificare i nostri beni, i nostri affetti, la nostra tranquillità per salvare un miliardario che, per qualche motivo, non vuole farsi processare?
Una riforma della giustizia non passa per le prescrizioni brevi o per i processi con la data di scadenza: questi sono provvedimenti che salvano i criminali. I processi devono essere brevi, ma giusti, devono arrivare a una sentenza di colpevolezza o di innocenza. La prescrizione dovrebbe essere un’eccezione e non la regola come questa legge sciagurata vuole fare.
Prima di riformare la giustizia forse è il caso di fornire ai tribunali risorse sufficienti per pagare, ad esempio, i cancellieri: sapevate che i giudici, pur lavorando praticamente giorno, notte e nei weekend, non possono celebrare processi perché i cancellieri sono pagati solo per la mattina? Guarda un po’, basterebbe pagare i cancellieri e magari si potrebbero svolgere il doppio delle udienze ogni giorno e chissà, magari raddoppia pure la velocità dei processi (anche se, magari, a Berlusconi questo non fa proprio piacere, perché lui vuole che il suo processo vada lento e preferibilmente non finisca mai). Ritorniamo quindi alla domanda di Battista: ma tutto questo non vi sembra un po’ strano?
Ci prendono per scemi? Sì. Il problema, però, è che molti lo sono davvero.
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lug3
A proposito del ddl sicurezza
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsUna legge talmente cessa che hanno dovuto porre la fiducia.
Hanno introdotto nell’ordinamento il reato di immigrazione clandestina. In pratica se non sei comunitario o se non sei in possesso di un regolare permesso di soggiorno, vai processato, condannato, imprigionato e poi, una volta scontata la pena, essere espulso. In pratica, se vivi in un sottoscala, grazie ai leghisti, potrai passare qualche anno al grand hotel a spese dello Stato. Non era più semplice espellerli? Perché perdere anni a processarli?
Ora, a parte l’inapplicabilità della norma, essa può tranquillamente mandare in tilt i tribunali italiani: se Bernard Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere in sei mesi, al suo omologo italiano Calisto Tanzi non basteranno 150 anni per farsi condannare a sei mesi.
Ma c’è un fatto ancora più aberrante: il fatto che diventi reato penale uno stato. Una persona può finire in galera per ciò che è, non per qualcosa che ha fatto. Oggi si va in galera (ogni tanto capita) se rubi, ammazzi, ma non perché sei qualcosa. Vai in galera perché hai fatto qualcosa di brutto. Neppure i mafiosi vengono condannati in quanto tali: vengono condannati perché compiono un’azione, ovvero creano o si uniscono ad associazioni per delinquere di stampo mafioso (e non è facile scoprirlo).
Come clandestino, tu non fai qualcosa di brutto, magari sei la persona più onesta di questo mondo, disposta a lavorare in nero presso uno schiavista pur di portare un pugno di riso ai tuoi figli, a differenza di tanti italiani disonesti.
Tu non fai nulla di brutto. Tu sei qualcosa di brutto. Per legge. Al diavolo gli ultimi duecento anni di storia.
E domani? Domani che cosa sarà brutto per legge? I comunisti? I giornalisti? I blogger? Gli intellettuali? Gli ultrà? I terremotati esasperati?
Aggiungiamoci le ronde, e siamo tornati al medioevo, quando, non esistendo lo Stato, erano i privati a proteggere sé stessi. Con le ronde, appunto.
Ieri un altro pezzo di notte è calato sull’Italia. Ma prima o poi l’alba dovrà pur tornare.
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mar10
La dissoluzione dello Stato di diritto
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsSenza voler difendere il rumeno Aleksandru Loyos, Alessandro Gilioli fa notare che nel caso dello stupro della Caffarella si sta superando ogni limite, e tutto perché altrimenti “la gente s’incazza mentre i politici attaccano la magistratura perché li ha scarcerati”.
Oltre alle quattro ragioni da lui espresse, però, ne aggiungo una quinta: il fatto che il DNA sia stato retrocesso da prova a indizio “perché i più prevalgono sui meno, dunque eliminiamo i meno”. Non ha senso: la scienza diventa eventuale, quasi un incidente di percorso, un ostacolo che si può aggirare. Il DNA non è un giocattolo, ma per questi magistrati sembra esserlo.
Insomma, si arriva a escogitare ogni tipo di sistema, anche quelli che scardinano il sistema, come la manipolazione legale del DNA, pur di trattenere in carcere un paio di rumeni per evitare che la gente urli alle scarcerazioni facili.
Dopo quindici anni di guerra della politica contro la giustizia, combattuta a colpi di delegittimazioni mediatiche e leggi volte a distruggerne l’efficacia nell’azione, la magistratura sta finalmente andando in tilt: non fa ciò che dovrebbe fare ma ciò che è meglio fare in base a ciò che la tv potrà dire.
Bravo Silvio, bravi tutti. Finalmente siamo tornati alla legge della giungla.
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ott21
Le disgrazie non vengono mai da sole, vero Dell’Utri?
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsDue parole giusto per segnalare la nuova mazzata che si sarebbe scaraventata sul povero Marcello Dell’Utri, per il quale è in corso il processo d’appello per concorso esterno in associazione mafiosa. Ricordiamo che Dell’Utri:
- è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere nel processo di cui sopra;
- che avrebbe ricevuto “”"cavalli“”" nel centralissimo Hotel Plaza di Milano;
- che è stato condannato assieme al boss mafioso Vincenzo Virga (capo del mandamento di Trapani, mica uno qualunque) a due anni di reclusione per tentata estorsione (condanna confermata in appello, ma che per vizi vari è dovuta tornare indietro e probabilmente sarà benvenuta prescrizione);
- che ha presentato all’amico Silvio Berlusconi l’esperto stalliere e mafioso Vittorio Mangano, del quale Berlusconi ha certamente un poster in camera essendo il suo eroe;
- che ha patteggiato due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale;
- visto che non ha niente da fare, ha deciso pure di fare del sano revisionismo, affermando che a parte gli errori Mussolini era una brava persona, presentando dei diari di Mussolini, bellissimi, umanissimi, “mi viene da piangere”, ma che sono dei falsi (e lo ha scritto pure il Giornale di Berlusconi, mica il Manifesto!).
Insomma, Dell’Utri è per forza di cose una persona meravigliosa, colta, linda, profumata e lavata con Perlana. Ma torniamo alla notizia.
Ieri il pg di Palermo Antonino Gatto, l’accusa nel processo a carico di Dell’Utri, ha depositato gli atti provenuti dalla procura di Reggio Calabria. Si tratta di simpatiche intercettazioni riguardante certe speculazioni finanziarie in Venezuela. Un bell’intreccio di mafia, massoneria e politica nella maniera più normale possibile, in Italia. La storia è bella, ma i nostri telegiornali non ci rendono partecipi del processo che quest’uomo probissimo e acculturatissimo sta subendo (perché lui è innocente, lo dice Berlusconi, mica quei pazzi dei magistrati che amministrano la giustizia per lavoro in ben tre gradi di giudizio, per essere sicuri ogni oltre ragionevole dubbio che una persona sia proprio colpevole). Ma non divaghiamo.
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ott6
[Senza parole] Alla fine la Giustizia funziona anche per Silvio
Autore: Tooby; Categoria: Politica;CommentsAlle 10,30 di ieri mattina (…) il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Giovambattista Tona, ha depositato in cancelleria il decreto di archiviazione che segna la definitiva uscita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’ Utri dall’inchiesta sui “mandanti occulti” delle stragi di Capaci e di via D’ Amelio. (…) Il giudice analizza le accuse dei numerosi collaboratori di giustizia che avevano chiamato in causa i due leader di Forza Italia sostenendo che «erano nelle mani del capo di Cosa nostra, Totò Riina» e che le stragi dell’ estate del ‘92, in cui furono uccisi il giudice Falcone, la moglie, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte, furono “accelerate” per dare un colpo ai vecchi referenti politici della mafia e dare una mano al nascente partito di Forza Italia. Altri collaboratori parlarono di incontri tra i boss ed i due esponenti politici che avrebbero assicurato provvedimenti legislativi favorevoli a Cosa nostra. Ma il gip, pur non bollando i pentiti come inattendibili, ha ritenuto che gli elementi raccolti in due anni di indagini sono «insufficienti» a sostenere l’ accusa in un eventuale giudizio. Insomma niente prove. Il giudice Tona ha quindi condiviso la richiesta di archiviazione della Procura presentata il 19 febbraio dello scorso anno e firmata dall’allora procuratore Gianni Tinebra (…) e dall’aggiunto, Francesco Paolo Giordano…
Stragi mafiose,il gip archivia, la Repubblica, 4 maggio 2002, pagina 20
E’ amareggiato e incredulo Luca Tescaroli, il pm della strage di Capaci e di via D’ Amelio che fino a pochi mesi fa aveva coordinato l’ inchiesta sui mandanti occulti delle stragi dov’ erano indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’ Utri. Un inchiesta che ha provocato divergenze di vedute tra il giovane magistrato ed i suoi superiori, il capo della Procura, Giovanni Tinebra e l’aggiunto, Paolo Giordano. Tescaroli aveva preparato una richiesta di archiviazione che è stata cestinata dai suoi superiori perché il magistrato avrebbe sostenuto che l’ ipotesi del coinvolgimento di Berlusconi e Dell’ Utri nel progetto stragista di Cosa nostra, pur plausibile, non aveva trovato nei due anni di indagini previsti dalla legge una decisiva conferma. Una tesi che è stata completamente ribaltata dalla richiesta di archiviazione presentata nel marzo scorso da Tinebra, Giordano e dal sostituto Leopardi
Io magistrato delegittimato nell’inchiesta sulle stragi, la Repubblica, 27 marzo 2001, pagina 25
Da settimane Marcello Pera cerca di ricucire con pazienza la tela di una collaborazione con la magistratura e i magistrati fanno la fila nella sua anticamera. Ha incontrato le toghe di Unicost e quelle di Magistratura Indipendente. Ma a Pera sembra non bastare. Vuole che “in partita” ci sia anche Magistratura Democratica, quei magistrati che una volta ha definito “avversari politici”. Se oggi il nuovo Guardasigilli ha un casella vuota nel suo staff in via Arenula lo si deve a questo desiderio. (…) Per il resto i giochi sono fatti. Giovanni Tinebra andrà all’ Amministrazione carceraria.
La campagna del Cavaliere per domare il partito delle toghe, la Repubblica, 27 maggio 2001, pagina 7
L’ attuale procuratore di Caltanissetta Giovanni Tinebra (…) sarà il prossimo direttore del Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria. Il decreto di nomina dovrebbe essere presentato al prossimo Consiglio dei Ministri [all'epoca presieduto da Silvio Berlusconi, nda]…
Tinebra al Dap succede a Caselli, la Repubblica, 21 luglio 2001, pagina 4, sezione: PALERMO
Carcere duro addio. Quattro colloqui al mese, il fornello a gas per scaldarsi i cibi. Piccole cose nel mondo dei normali, ma non tra i dannati del 41 bis. Conquiste in sordina che sembrano dei bonus concessi da pezzi delle istituzioni che confermano un atteggiamento più morbido e vanificano il regime duro previsto dall’ ordinamento penitenziario per chi si è macchiato di crimini orrendi: torture, sequestri di persona, stragi, omicidi di bambini…
Addio al 41 bis così è partita la trattativa con la mafia, la Repubblica, 27 dicembre 2001, pagina 1, sezione: PALERMO
- Cinguettii del 11-03-2010
- Photo: Gasparri like the egyptians (via Bozz) http://tumblr.com/xuj79sqlx
- Photo: Epic battles vol. 2: che signore, l’onorevole La Rissa (via rispostesenzadomanda) http://tumblr.com/xuj79svc7
- Photo: Approvato all’unanimità rispostesenzadomanda: http://tumblr.com/xuj79t2qe
- mau: http://tumblr.com/xuj79t9g5
- Photo: Preferisco i cani, ma per te farei un’eccezione rispostesenzadomanda: http://tumblr.com/xuj79ta2q
- "Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta." - Henry Ford (via... http://tumblr.com/xuj79tlyh
- Photo: Ok, risolto il garbuglio del caos Lazio rispostesenzadomanda: http://tumblr.com/xuj79trbz
- "A risolvere la situazione, una sentenza del Tar del Baltico, che in periodo elettorale obbliga il..." http://tumblr.com/xuj79txcn
- L'assessore Prosperini ha patteggiato una pena di tre anni e tre mesi e 400mila euro di risarcimento per corruzione. E bravo cammello.
- Tinti chiede al notaio dello Stato di non firmare il legittimo impedimento. Suvvia, che sarà mai un'altra legge incostituzionale...
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