Tooby, L'Olandese volante
Spiacente, non riesco a farmi trattare da suddito
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Ricostruiamo passo dopo passo tutte le fasi della trattativa Alitalia, dalla presentazione del piano Fenice, sino alla rottura e alle sue conseguenze. Cercherò di minimizzare i miei commenti, che terrò alla fine di questo pezzo. La disinformazione dei telegiornali, purtroppo, è vastissima, e si ferma ai fatti di oggi senza guardare quelli di ieri, senza tuttavia dimenticare il clamoroso e dilettantistico (e secondo me, voluto) vizio di inserire nello stesso articolo sia i fatti che i commenti allo stesso. Facciamo quindi chiarezza su questa situazione, e ripercorriamone la storia in brevissime tappe.
Tag: aerei, AirOne, Alitalia, Banca Intesa, benzina, CGIL, concorrenza, conflitto sociale, disinformazione, Epifani, Fantozzi, futuro, giornali, Governo, Letta, low cost, mass media, mercato, ministri, piano Fenice, piloti, Politica, produttività, renato brunetta, risparmio, sacconi, silvio berlusconi, sindacati, sinistra, stato, stipendi, ultimatum -
apr23View Comments
Alla fine sono usciti allo scoperto alcuni dei protagonisti della campagna elettorale, ovvero della cordata per Alitalia: dopo Banca Intesa, oggi è toccato a Ligresti.
Ma chiediamoci: come mai questi soggetti sono usciti fuori adesso? Perché prima hanno negato?
Innanzitutto, AirFrance-KLM si è ritirata (quindi niente concorrenza seria per acquistare Alitalia, quindi un prezzo più basso), il governo Prodi ha varato un prestito ponte (quindi i prossimi soci saranno agevolati), ma soprattutto Berlusconi ha vinto le elezioni (diventando quindi una sorta di airbag nel caso qualcosa vada male, visto che è lui a giocarci la faccia – e che, in extremis, potrà contare sull’aiuto dell’amico Putin). Anche i sindacati, forse, saranno contenti, visto che probabilmente si salverà l’ipertrofico personale di Alitalia (non ho nulla contro di loro, sono semplicemente troppi).
Forse saranno contenti anche gli italiani, per patriottismo: ma forse non avranno notato che Alitalia sarà salvata da noi, o meglio, dai nostri soldi. Il prestito ponte chi lo ha pagato? Lo Stato? E lo Stato da dove li prende i soldi? Dalle nostre tasche.
Dunque lo Stato ha prestato soldi ad un’azienda che lo Stato stesso ha amministrato in un modo terribile, stornando quindi denaro che teoricamente poteva tradursi in servizi per il cittadino. Adesso quei soldi serviranno a salvare un’azienda che subito dopo verrà privatizzata, a tutto vantaggio di tali privati.
Sappiamo già che lo Stato (e quindi noi) paga spesso multe per conto dei privati (ricordiamo che Berlusconi mette troppa pubblicità sulle sue tv, guadagnandoci, mentre l’UE ci multa proprio perché Berlusconi mette troppa pubblicità: lui guadagna, noi paghiamo, insomma). Ma il governo Prodi aveva forse alternative?
No, per vari motivi: innanzitutto, siamo ancora in campagna elettorale. Far fallire Alitalia significa uscire ancora più malconci dalle urne. In secondo luogo, l’alternativa al prestito ponte era il commissariamento, quindi una procedura agevolata per salvare l’azienda, ovvero licenziamenti più semplici, con lo scontento dei sindacati e dei lavoratori, ovviamente contro il governo Prodi (che condivide la colpa con Berlusconi e con se stesso, rispettivamente dal 2001 e dal 1996). In terzo luogo, il commissariamento avrebbe favorito la cordata di Berlusconi, visto che una volta rimessa in piedi quel che rimaneva dell’azienda, essa sarebbe stata un bocconcino ancora più prelibato.
Insomma, un simpatico gioco di potere e dispetti. Che paghiamo noi. E che, a quanto dicono giornali “comunisti” (ricordiamo che tutto quanto non è nel controllo di Berlusconi è comunista, anche i giornali più liberali di lui) come il Financial Times, The Independent, The Guardian, eccetera, oltre ad essere scorretto, è anche inutile.
Chissà, forse un giorno ci renderemo conto che la classe politica da quindici anni al potere è incapace, e che ormai giocano a scacchi sulla nostra pelle? E ci renderemo mai conto che le corporazioni (avvocati, industriali, commercianti, sindacati, eccetera) sono troppo miopi per capire che difendendo le proprie prerogative a tutti i costi, strangolano il Paese e soprattutto se stessi?
L’allarme continua a suonare, ma nessuno sembra sentirlo…
Dreaming Argentina…
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20 marzo 2008: Silvio Berlusconi annuncia di appoggiare la cordata italiana per rilevare Alitalia guidata da AirOne, e annuncia che Banca Intesa l’appoggerà. (fonte)
21 marzo 2008: Banca Intesa smentisce qualunque interessamento per Alitalia. (fonte)
21 marzo 2008: Silvio Berlusconi annuncia: «In tre o quattro settimane la cordata sarà pronta». (fonte)
26 marzo 2008: Silvio Berlusconi annuncia i nomi della cordata: Benetton, ENI, Ligresti e Mediobanca. (fonte)
27 marzo 2008: Mediobanca (il salotto buono della finanza in cui Berlusconi è appena entrato in patto di sindacato) smentisce categoricamente. (fonte)
27 marzo 2008: Ligresti smentisce. (fonte)
27 marzo 2008: Benetton ed ENI smentiscono. (fonte)
28 marzo 2008: Silvio Berlusconi: «Quando saremo al Governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani e voglio vedere quale sarà l’imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome dell’orgoglio e dell’interesse nazionale». (fonte)
Otto giorni fa Berlusconi annunciava l’esistenza di una cordata.Oggi Berlusconi annuncia che lancerà un appello dopo le elezioni e che tutti gli imprenditori si uniranno a lui: intanto riceve secche smentite dalle maggiori imprese italiane.
Qualcuno ha ancora dubbi che quest’uomo disperato riesce solo a sparare menzogne? Che quest’uomo è politicamente finito?
E intanto Alitalia che fa in borsa? Il 20 marzo 2008 (giorno dell’annuncio) Alitalia non riesce a fare prezzo: sospesa per eccesso di rialzo, apre poi a 0,25 per chiudere a 0,37 (rialzo del 50%). Il 25 marzo riapre la Borsa valori dopo Pasqua: nessun annuncio di Berlusconi, e Alitalia, in mano alla speculazione, viene sospesa prima per eccesso di rialzo, poi per eccesso di ribasso. Apre a 0,35 per raggiungere immediatamente 0,50, quindi crollare a 0,40 per chiudere a 0,45. Il giorno dopo Berlusconi fa i nomi e Alitalia, ancora a lungo sospesa per eccesso di rialzo, apre a 0,45 per piombare quasi verticalmente a 0,55. In serata, a borsa chiusa arrivano le smentite, e Alitalia non riesce ad essere ammessa alle contrattazioni per tutto il giorno 27: l’ultimo prezzo è a 0,64. Oggi un nuovo crollo del 35%.
Tutti questi movimenti non hanno fatto insospettire solo me. Dopo avere destabilizzato la politica, Berlusconi destabilizza anche il mercato finanziario: è evidente, ma il delicato momento politico non permetterà che la giustizia faccia il suo corso. Qualcuno pensa che la manipolazione sia avvenuta a proprio vantaggio. Non sarebbe la prima volta che Berlusconi fa il proprio interesse a spese del pubblico (contribuente e risparmiatore).
- Cinguettii del 07-09-2010
- Mocciosetti di ottant’anni in gita al Quirinale http://goo.gl/fb/PYKVW #politica #berlusconi #bossi #costituzione ->
- «Lo studio della liquidità dei mercati finanziari è utile anche per trovare un[a] ragazza/o» Azz. ->
- Mentre il mondo pensa all'exit strategy dalla crisi economica, Berlusconi è alle prese con l'exit strategy da Fini ->
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