Due parole su disoccupati, Istat e Poletti a Radio Popolare

Ieri sera il proprietario di questa baracca ha provato a dire cose sensate (queste qui) sui numeri sul mercato del lavoro rilasciati in questi giorni durante la trasmissione di Radio Popolare Popsera con Massimo Alberti.

Il take away:

  • il mercato del lavoro è stabile a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, in coma a voler vedere quello mezzo vuoto (che è questo);
  • i numeri trionfanti di Poletti si riferiscono in gran parte a conversioni di contratti precari esistenti in contratti a tempo indeterminato per approfittare della decontribuzione, che è a esaurimento scorte. In pratica le aziende hanno fatto una corsa per accaparrarsi le tv in offerta speciale (probabilmente irripetibile);
  • il Jobs Act non c’entra niente.

Su quest’ultimo punto, due cose ulteriori, in parte spiegate nell’intervento successivo al mio (che vi consiglio di ascoltare):

  • i numeri snocciolati da Poletti sono una specie di curiosa anticipazione, visto che il report è solitamente trimestrale;
  • inoltre i 79mila contratti attivati di cui parla il governo sono lordi (come al solito), ovvero “dimenticano” di dire quanti sono i contratti cessati. C’è voluto un po’ di pressing, ma alla fine abbiamo saputo che i contratti attivati al netto delle cessazioni sono poco più della metà, circa 46mila. “Propagazia o democraganda?” si chiede giustamente Phastidio.

Trovate il podcast con la puntata completa qui, al 31 marzo. Di seguito solo la mia brutta voce e quella di Massimo Alberti.

Lo so, nell’emozione della prima volta ho perso l’equilibrio in un punto del discorso: giustiziatemi pure. :P