Ma il nemico siamo noi

Come ho scritto in passato, bloccare le vendite allo scoperto genera solo una distorsione e poco altro. La speculazione come vogliono farcela intendere non esiste, e comunque ha fiato breve (qui si tratta semplicemente di scommesse contro l’euro, ma è un altro discorso).

Nonostante domenica la Consob abbia imposto restrizioni alla vendita di titoli allo scoperto, la borsa di Milano è crollata sia ieri che oggi. Significato: il crollo della borsa non è dovuto alle vendite allo scoperto, bensì a mutate aspettative circa i titoli reali, ovvero tanti dei milioni di investitori hanno pensato che questa o quell’azione vale meno del suo prezzo. Io stesso da settimane sto consigliando ai miei conoscenti di non comprare o di vendere le azioni in portafoglio in attesa di tempi migliori, e non l’ho fatto certo perché sono uno speculatore cattivo o un gestore di portafogli da miliardi e miliardi di dollari, bensì perché ho intuito la turbolenza e capito che quei titoli più su di così non potevano andare. E come me milioni di altri trader in tutto il mondo.

Sicché le vendite non sono allo scoperto, bensì vere e proprie. La Consob avrà capito che non è un problema di speculatori cattivi? Ovviamente no: ieri sera al TG2 ho sentito che, nonostante avesse riconosciuto che non si tratta di vendite allo scoperto, la Consob darà la caccia ai responsabili, ovvero a coloro i quali si sono azzardati a vendere le azioni che avevano in portafoglio.

Trasecolo.

Un privato cittadino non può neanche vendere le sue azioni? Deve solo comprarle? Mi auguro che si sia trattato di una cazzata made in TG2, altrimenti c’è da demolire la Consob.

Al contrario quale sarebbe il prossimo passo? Chiudere la borsa? Tagliare i cavi del telefono che ci connettono al resto del mondo? Espellere tutti gli stranieri, europei compresi? Sparare missili contro gli aerei internazionali civili? Infilare tutta l’Italia in un’immensa bolla di plexiglas?

Non servirebbe a niente, come tutto. Il messaggio è un altro: questa è una guerra, stringiamci a coorte. Non c’è niente di meglio per controllare un Paese che un po’ di sana paura senza senso rivolta contro un nemico esterno.

Ma il nemico siamo noi, lo impareremo a nostre spese.