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    Discutere coi berluscones: una piccola guida

    Autore: Giovanni De Mizio @ToobyTweet

    Wall 1Qualche giorno fa ho assistito da spettatore a una discussione fra “sinistroidi” e un “destroide”. Discussione durata troppo e mi ha fatto pensare che una persona sana di mente, a un certo punto, dovrebbe avere la decenza di troncarla, perché, come dice il detto, se discuti troppo con uno sciocco, alla fine nessuno noterà la differenza.

    Vale la pena discutere con un destroide? La risposta è: dipende dal destroide.

    In Italia di gente di destra, destra vera, ce n’è poca, poiché la destra è occupata da due categorie che di strada per diventare destra vera devono ancora farne. Essi sono i berlusconiani e i rinnegati: i primi stanno ancora con Berlusconi, i secondi (Casini, Fini, Mentana, ecc.) non più. Quest’ultima categoria non è interessante.

    I berlusconiani si possono suddividere in tre ulteriori categorie: gli analfabeti (ad esempio Gasparri), gli approfittatori (ad esempio Feltri) e quelli che non trovano niente di meglio (di solito sono berlusconiani minori, i cosiddetti peones, stavano nel partito liberale o in quello repubblicano, nel corso della cosiddetta prima repubblica1 ).

    Con la terza categoria si può discutere sempre: non si riuscirà a far cambiare loro idea, ma probabilmente riusciranno a offrirti qualche spunto di riflessione. Si riconoscono dal fatto che non sbavano (ovvero che evitano di usare argomenti della minchia, se gli parli di Ruby sono infastiditi, ti danno ragione, ma ti dicono che vogliono parlare di politica, cose così).

    Con le altre due bisogna fare un’ulteriore distinzione, ovvero se la discussione avviene in pubblico o se avviene in privato.

    Se siamo in privato, discutere con gli analfabeti (alias i fascisti) è inutile e controproducente: non riuscirai a convincerli di nulla, poiché negheranno sia l’evidenza che la Costituzione, e la discussione non ti sarà per nulla utile, poiché la loro capacità di pensiero indipendente è ridotta ai minimi termini.

    Se siamo in pubblico, si discute con gli analfabeti solo per portarli in contraddizione di fronte al pubblico, far notare la fallacia delle loro argomentazioni e in ultima istanza ridicolizzarli. È il pubblico che va portato a riflettere, non l’analfabeta. Attenzione perché gli analfabeti sono spesso provocatori e messi con le spalle al muro sono capaci di tutto.

    Per quanto riguarda gli approfittatori (e futuri rinnegati, come fu anche per Craxi, la storia si ripete), la discussione in privato può essere utile, perché di solito sono più “onesti”, più alla mano, e di solito hanno anche una certa cultura. Non si riuscirà a convincerli di nulla, poiché comunque in qualche modo si abbeverano alla tetta di Berlusconi2 , ma magari qualche spunto di riflessione intelligente può venir fuori. In pubblico gli approfittatori indossano la maschera degli analfabeti, per cui vale lo stesso discorso fatto per questi ultimi, con una differenza: gli approfittatori sono più preparati e quindi più insidiosi.

    Qual è il problema, a questo punto? Distinguere fra le due categorie. In linea teorica la cosa è molto facile: gli analfabeti, non avendo capacità di pensiero indipendente, ripeteranno a pappagallo ciò che il loro capo dice, per cui se quando loro parlano vi sembra di essere in déjà-vu, molto probabilmente vi trovate davanti ad un analfabeta.

    Altro indizio può essere il fatto che gli analfabeti, a digiuno di diritto, commettano errori macroscopici quando si tratta di citare la Costituzione. Solitamente sono “errori” commessi in primo luogo dal grande capo e che gli analfabeti, ovviamente, non sono in grado di correggere: l’esempio classico è quello del “governo eletto dalla maggioranza dei cittadini”, cosa falsa, visto che il governo è eletto dal Parlamento, che a sua volta è eletto dal Popolo. Gasparri sbaglia anche quando cita altre cose.

    Gli approfittatori di solito non commettono errori del genere: dicono stron*ate, spargono mer*a, ma sono quasi sempre internamente coerenti.

    Solo per la cronaca, Berlusconi appartiene a un sottogruppo degli analfabeti: quello dei parvenu sulla via della demenza senile. Se sei una bella donna, metti in conto che tenterà di fare il galante, ma risulterà essere solo un cafone facendo battute sessiste, se non degradanti. E tieni d’occhio le sue mani, soprattutto se sei minorenne.

    Photo credits | Roger Bunyan (Opera propria) [GFDL, CC-BY-SA-3.0 o CC-BY-2.5], attraverso Wikimedia Commons

    1. Per me siamo ancora nella prima repubblica, lo ribadisco. []
    2. Oddio che brutta immagine. []
    Nelle apposite categorie sono presenti altri post di Politica
    Ci sono 2 risposte a questo articolo
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  • Scalamandra

    …e comunque dovresti sapere che il governo non è “eletto” dal parlamento: sono leggerezze come queste che privano di autorevolezza opinioni magari meglio argomentate. Avere un’infarinatura di diritto costituzionale non equivale a poter pontificare al riguardo come ogni tanto capita qui.

  • http://blog.tooby.name Tooby

    Mera licenza linguistica. La ridondanza (eletto… eletto) mi aiuta a rendere con maggiore efficacia la distanza che esiste fra governo ed elettori.

    È un post di dialettica, dopotutto, non una lezione di diritto costituzionale.

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