Il referendum non è solo bipartitismo, è anche fine delle candidature multiple: andate a votare almeno la scheda VERDE

Sono sconvolto da come tanti partiti (a cominciare dall’Italia dei Valori – che delusione) stiano pensando solo ai primi due referendum, dimenticando completamente il terzo, il più condivisibile di tutti, da tutti, qualunque sia il colore politico: l’abolizione delle candidature multiple. Oggi, grazie al meccanismo che si cerca di abolire, non solo non scegliamo nulla (a causa delle liste bloccate), ma addirittura un terzo dei parlamentari viene scelto direttamente da cinque o sei persone, che hanno letteralmente potere di vita e di morte su questo o quel candidato, semplicemente scegliendo dove farsi eleggere.

Il candidato deve essere legato al territorio: Silvio Berlusconi, ad esempio, è stato eletto in Molise, ma era candidato ovunque. E con lui molti altri capipartito e tenenti degli altri partiti, che una volta eletti, hanno scelto (loro, non noi) chi dovesse prendere il loro posto.

Questa è una furbata da abbattere: non seppelliamo queste referendum insieme agli altri due, perché non ci azzeccano l’uno con gli altri. La scheda VERDE va ritirata e votata, almeno quella. Potete rifiutare le altre schede o votare no, il quorum si calcola singolarmente per ogni referendum, quindi se ne votate uno solo non aiutate gli altri.

Sulla scheda VERDE apponete un convintissimo !

Per una spiegazione semplice dei tre quesiti referendari, cliccate qui per leggere il mio articolo precedente. Leggete anche l’importantissima precisazione qui.

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6 Comments

  1. Io le ho prese tutte e tre, del resto mi hanno accolto come il salvatore del referendum visto che ero il primo elettore che si presentava al seggio e non potevo deluderli. Su tutte e tre un convinto sì, specialmente su quella verde. Peccato che il quorum non sarà raggiunto

  2. “Oggi, grazie al meccanismo che si cerca di abolire, non solo non scegliamo nulla (a causa delle liste bloccate), ma addirittura un terzo dei parlamentari viene scelto direttamente da cinque o sei persone”
    Mi auguro d'aver capito male quello che scrivi. Con i 2 referendum che a meno di un miracolo non passeranno il quorum (neppure il terzo, ma di questo mi dispiace) non si cerca assolutamente di abolire la questione delle liste bloccate, le liste le scelgono i capipartito prima del referendum e dopo il referendum (anche passasse il si), semplicemente con i primi due referendum il premio di maggioranza non viene più dato alla lista di partiti che prendono più voti, ma al singolo partito più votato, a livello nazionale (camera) o a livello regionale (senato).
    Anche perché il referendum è abrogativo, non possiamo far le leggi, solo cancellar dei pezzi e fargli cambiare un po' di significato.
    Il referendum è una gran bella forma di partecipazione diretta, ma va usata “cum grano salis”, insomma, per migliorare le leggi, non per darci mazzate sulle paXXe.

  3. Sì, hai capito male. Sei un po' selettivo nella lettura, perché la prossima volta non leggi tutto per bene prima di parlare?

    «Per una spiegazione semplice dei tre quesiti referendari, cliccate qui. Leggete anche l’importantissima precisazione qui

    Avresti dovuto seguire quei link, leggere le spiegazioni e poi farmi la predica. So bene come funziona lo strumento del referendum e sono ben informato sui tre che stiamo votando, altrimenti non mi permetterei di parlare.

  4. Non dimentichiamoci MAI chi ha arrangiato questo cazzo di referendum il 21-22 giugno. GRAZIE LEGA, 300-400 mln di euvi buttati per sputtanare la volontà popolare e ridicolizzarla. Quando incontrate un leghista, chiedetegli il conto.

  5. Beh, sono le stesse persone coerenti che tengono in piedi i “rivali” del Movimento per le Autonomie con sostanziosi contributi.

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