Il VoIP va, i cellulari italiani no

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Sono finalmente riuscito a far funzionare VoIPStunt sul mio PC (su cui monto il sistema operativo GNU/Linux Kubuntu). Grazie a VoIPStunt, infatti, basta una ricarica da 10 euro e posso telefonare a tutti i numeri fissi d’Italia gratuitamente per 120 giorni (e lo stesso vale per altri 30 Paesi, mentre le tariffe sono vantaggiosissime anche per altri Paesi). Terminati i 120 giorni di chiamate gratuite, si può rifare una ricarica per avere altri 120 giorni gratis, oppure chiamare a un centesimo al minuto (IVA inclusa, mi sembra – il che significa comunque altri mille minuti, 17 ore, di telefonate). Insomma, con dieci euro possiamo chiamare per 120 giorni e 17 ore: meraviglie del VoIP!

Le tariffe, a una prima occhiata, sembrano vantaggiose anche per chiamare sul cellulare (in alcuni Paesi, come Stati Uniti, Porto Rico e Hong Kong sono pure gratuite). Ma scorrendo la lista delle tariffe si arriva ad uno shock: chiamare un cellulare italiano costa 23,5 centesimi al minuto. Tantissimo anche per gli standard italiani, ma la cosa diventa ancor più strana quando si vede che chiamare un cellulare della Costa d’Avorio (Africa) costa 17,5 centesimi, per l’Uruguay (Sudamerica) 14,5, per lo Zimbabwe (Africa) 17,5, per il Regno Unito 18,5, per la Francia 14,5, perfino ad Aruba costa 12,5, sempre al minuto.

Fortunatamente per chiamare i cellulari ho una mia tariffa per chiamare da un cellulare (in più gli SMS con VoIPstunt costano un terzo l’uno, appena 4,5 centesimi), ma nondimeno un costo tanto elevato anche rispetto ad altri Paesi europei mi sembra incredibile: qualche magagna tutta italiana dietro il traffico mobile gestito da TIM, Vodafone e gli altri, già più volte nel mirino dell’autorità a difesa della concorrenza? Tanto di cartello!

In ogni caso VoIPStunt è da usare!

(Tutti i prezzi sono IVA esclusa…tranne il centesimo al minuto, forse :-) )